Esegesi del brano: L word – Opening Theme

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Ovviamente Soundtrack: Betty – L word opening theme (ebbè) 

Come dicevamo, il brano più brutto del mondo.

Ma analizziamolo con cura. Ivi possono essere riscontrati riferimenti al mondo lesbico mondiale e ci sarà possibile effettuare paralleli con il nostro microcosmo e apprezzare l’internazionalismo della nostra condizione. 

Mi preme precisare che stamani sono alla mia sede di lavoro e, poiché non ho un cazzo da fare, mi applico per Voi.

  • Girls in tight dresses: ovvio che faccia riferimento alle Upper Lipstick, le uniche in grado di portare con dignità vestitini strizzanti, d’altra parte eravamo già a conoscenza di questo gemellaggio di categoria, proprio attraverso il telefilm omonimo del brano.
  • Who drag with mustaches: qui abbiamo modo di renderci conto che, persino negli Stati Uniti, sono costretti a convivere con elementi della categoria “Ciro”. Solo le “Ciro”, infatti, possono pretendere di rimorchiare senza essersi depilate prima.
  • Chicks drivin’ fast: Una lesbica al volante è una garanzia in tutto il mondo.
  • Ingenues with long lashes: ecco affacciarsi le Cripto, qui classificate come “ingenue” per delicatezza d’animo e per via della tipica tendenza americana a non approfondire. In realtà è un eufemismo per “cretine”.
  • Women who long, love, lust: donne che desiderano, amano, bramano. Direi che qui si tratta di concetti trans-categoria, escludendo le lipstick e le Upper, cui rivolgersi con il participio.
  • Women who give: frase di oscuro significato, soggetta a variabili di ogni genere e non sempre vera. Infatti, non tutte la danno.
    This is the way, It’s the way that we live: un tentativo di spiegare, con poche semplici parole, lo stile di vita che appartiene alle donne lesbiche del mondo conosciuto.
  • Talking, laughing, loving, breathing,fighting, fucking, crying, drinking,
    riding, winning, losing, cheating, kissing, thinking, dreaming:
    di seguito elencherò il recondito significato dei verbi selezionati dalla brillante musicista. TALKING: Parlare, fare chiacchiere, non concludere. LAUGHING: ridere delle disgrazie altrui, possibilmente della vita segreta delle criptolesbiche. LOVING: attività inutile  e senza costrutto alcuno. BREATHING: tormentare la partner con la propria fiatella. FIGHTING: organizzare risse tra camion in discoteca per l’ipotetico possesso di una Lipstick. FUCKING: raramente. CRYING: spesso e accompagnato alla forma verbale “e fotte” (for neapolitans only). DRINKING: attività particolarmente cara a varie categorie. RIDING: riferito ad eventuali attività fisiche delle quali però, in Italia, non abbiamo notizie. WINNING: lotterie, gratta e vinci ecc. LOSING: sempre  e comunque. CHEATING: l’unica forma di comunicazione conosciuta tra lesbiche, attività nota anche come “il gioco dei quattro cantoni”. KISSING: attività inutile che non porta assolutamente a nessuna certa o probabile conclusione. THINKING: no, qui nessuno lo fa. DREAMING: un continuo lavorio, in questo senso.
  • This is the way, It’s the way that we live, It’s the way that we live. And love: ci fidiamo dell’analisi dell’artista, ma ci riserviamo taluni dubbi in proposito.
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Narcisa e il blog

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Soundtrack: Alice Smith – Dreams

Giusto due parole per nutrire il mio narcisismo e atteggiarmi oltremodo e oltremisura.

Ho scaricato l’ennesimo strumento per statistiche del blog e passo intere ore della mia giornata a controllare chi è on line, con che browser mi legge, a che ora, con che provider telefonico, da quale città e per quanto tempo.

Un godimento inenarrabile e, allo stesso tempo, la frustrazione per il non poter conoscere nome, cognome e colore di capelli di ogni singolo passeggiatore di codesto blog.

Invece di bere e drogarvi, gente, apritevi un blog, costa meno e richiede la stessa, assoluta, dedizione.

Mi arriva richiesta dagli stati uniti di fare traduzione blog per renderlo leggibile agli zoticoni statunitensi.

Mi si legge dalla Svizzera, dal Brasile, Cile, Russia, Belgio e Sardegna.

Esistono cittadine con nomi assurdi di cui ignoravo totalmente l’esistenza (tipo Candelù, Chiampo…) e che ora conosco benissimo attraverso le chiacchiere delle presentazioni del comune relativo.

Insomma, mi si è aperto un mondo. Mi viene da chiedermi, comunque, quanto poco si parli, nel mondo di lesbiche. Certo, la maggior parte della gente arriva qui mentre cerca porno e immagini di lesbiche arrapanti, ma non tutti, mi pare.

Blog lesbici in Italia ce ne sono, ma non poi tanti, si ha da dire. Appena avrò tempo mi metto a cercare e li linko, così, giusto per fare un servizio utile alle adolescenti lesbiche di Venafro e Candelù.

QUINDI, non mi leggono solo gli amici e i nemici miei. QUINDI, sono gonfia come una ranocchia, QUINDI vado al lavoro più contenta. E poi ho anche avuto 7 + al mio primo compitino… ma questa è informazione riservata.

Baci

P.S. la sountrack caricata è la colonna sonora del bacio di Bette e Tina in L word, l’effetto romantico aleggia ancora su di me e, inoltre, la mia amichetta M**, conscia della mio condizione di blogger senza speranza, mi ha regalato una attrezzatura dell’Ikea che si appoggia sulle zampette per sostenere il laptop ed evitare la flebite e la trombosi e la cancrena.

Le criptolesbiche

pulcinella.gifSoundtrack: My love has forbidden colors – D. Sylvian, R. Sakamoto 

Le criptolesbiche sono una specie che non si estingue mai.

Come l’erba cattiva, non sia mai detto che riesci a eliminarle dalla faccia della terra.

Come i parassiti dei pomodori, si attaccano alla polpa polposa delle lesbiche non criptiche e succhiano sangue che tendono, invariabilmente, a sputare poi sulle loro facce (quelle delle lesbiche non criptiche).

Le criptolesbiche scopano con le lesbiche ma sono etero. Dichiarano di volere matrimonio e figli, ma non vanno alle manifestazioni per i DICO, loro non ne hanno bisogno. Le criptolesbiche, se si trovano in un consesso pubblico misto, si uniscono al gruppo etero e condividono battutine e sorrisi di ironia di scarso livello sulle lesbiche presenti.

Si sa che le lesbiche (di tutte le categorie, tranne le lipstick), in un consesso misto, si riconoscono facilmente: sono tutte donne (lo giuro!), sono vestite di nero, indossano scarpe e stivali improbabili, parlano solo tra di loro e sequestrano un divano che poi non molleranno per tutto l’arco della serata.

Le criptolesbiche si avvicinano alle lesbiche mostrando la certezza assoluta che la loro fica è la più desiderabile di questo mondo e pure di quell’altro. Nel loro cuoricino palpitante però, hanno già puntato una lesbica fatta e finita del gruppo lipstick (quindi quelle che più donna di così solo i ricchioni) e vorrebbero disperatamente essere da lei incatastate sul muro della cucina e scopate fino allo sfinimento.

Le cripto si offendono facile. Le cripto pensano di essere meglio. Le cripto sono un coacervo di luoghi comuni. Le cripto pensano che nessuno abbia capito.

Se ne deduce che le criptolesbiche non brillano di intelligenza.

Addiction

dscf0465.jpgdscf0465.jpgdscf0465.jpgSono ormai totally addicted a questo mio blog.

Mi verranno le piaghe da decubito e la trombosi alle zampette che reggono il portatile fumante.

In ogni momento corro ad accendere il computer, mi connetto, gongolo, modifico, pastrocchio, ricerco il ricercabile dalla mia dashboard.

Sarà normale?

Certo che ricominciare a scrivere mi ha portato molte buone e cose e questo basta di per sé.

Stasera vado a cena con le collegucce. Mi sono messa in tiro, persino truccata. Tanto per.

Ma ho messo una giacca tipo militare prussiano. Qualcuno si dovesse credere che so’ etero? non ho messo neanche le polacchine…

Mi sa che al ritorno scriverò ancora, non posso evitarlo, sennò che addiction sarebbe?