La terza e l’ultima

contributo video

Soundtrack: niente perché il box non funge

In questo periodo ho difficoltà a dare le parole a quello che vivo e sento.

Cosa estremamente fuori norma. Sospetto sia una cosa importante, anche se non la capisco granché.

Devo scrivere qualcosa su mia madre. Lo sento. Lo sento importante. Vedremo.

Passiamo allo spettacolo “Io sto una favola, è Naomi che non è normale”.

Sabato sera Alice è stata fantasmagorica. In sala c’erano svariati “addetti ai lavori” e le critiche arrivate sono state più che lusinghiere (si dice così no?). Soprattutto c’era mia sorella, direttamente dalle Marche con affetto.

Sono stata fiera e contenta.

Domenica l’ultima.

Amici ancora e affetto a profusion.

E’ bello sentire la gente ridere. Mi mette di buon umore.

Questo spettacolo è nato perché decine di cose si sono messe insieme magicamente e hanno preparato la culla e la stanza nel quale farlo crescere.

Ho conosciuto Alice casualmente, attraverso questo blog. Ci siamo viste, ci siamo trovate, ci siamo riconosciute.

Non l’avevo mai vista recitare, ma che lei sia un’attrice ce l’ha scritto in fronte.

Le dissi che sognavo di scrivere una cosa per il teatro da almeno una decina d’anni. Lei mi ha detto: “fallo”.

In tre mesi il testo era pronto. In tre mesi lo spettacolo era pronto.

Per quanto fosse poco strutturato per un palco, la regista e Alice ne hanno fatto quello che desideravo.

Nel frattempo vivo una storia privata che mi pare la più bella della mia vita. Quasi contemporaneamente.

A tratti mi prende la paranoia di essere finita in un mondo parallelo, di dormire e sognare, di essere schizofrenica e aver immaginato tutto, di essere morta e il paradiso è rivivere la vita come l’avresti voluta.

Mi accorgo che mi sono costruita scafandrata, maniacalmente attenta a non farmi sfiorare da emozioni troppo forti e, ora che le vivo, manco so come manifestarle. Come se mi mancassero dei pezzi.

La sera della prima una mia collega ha pianto. Anche dopo. Ha detto che ci vedeva la fatica del ricostruirsi, del mettersi in discussione, le vite vissute e la forza delle donne. Non me lo aspettavo. E’ forse la reazione che mi ha colpito di più.

Detto questo, detto tutto.

Grazie ancora ad Alice, portatrice sana di sogni altrui ed alla regista, traghettatrice.

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La Prima e pure la Seconda

sediaSoundtrack: The Gossip Listen up!

Travolta dall’emozione.

Fuori di me.

Alle prove avrei cambiato ogni singola parola scritta. Mi sembrava tutto troppo e tutto soverchio.

La sera gran bordello. Tutti amici. Una festa di compleanno. Amiche venute apposta da Napoli. Ziasaimon a dormire da me, C&I in andata e ritorno. Colleghe praticamente tutte.

Io una cremolata di mandorle frantumate.

Alice concentrata come un’astronauta.

La regista fatta a biancospino.

Da Queen con tachicardia.

Un dipartimento di salute mentale, in pratica.

A me, lo spettacolo, è piaciuto. Alle 31 persone presenti pure. Anche ai proprietari del teatro.

Alice è, come detto, di una bravura mostruosa. Passa da un personaggio all’altro magicamente. Completamente.

Chi ci ha visto una cosa, chi un’altra. Chi ha pianto, chi ha riso, chi ha riconosciuto me, chi non ha capito una mazza, chi ha trovato riferimenti a cose vissute insieme. Ognuno il suo.

Adrenalina a fiumi, serotonina da arresto immediato.

La seconda: 7 persone mai viste in vita mia.

Agitazione diversa. Stanchezza cosmica. Discesa verticale di adrenalina e strane sensazioni di protezione verso Alice e il testo tutto.

Nel frattempo sul privato ho fatto un paio di clamorose cazzate da pipparola impenitente. Se Biancaneve non avesse la pazienza di Giobbe, avrebbe fatto bene a mandarmi affanculo di prima.

Ma possiede la pazienza di Giobbe, thanxsky.

Stasera la terza.

Vediamo cosa c’è di nuovo.

Hot week

Soundtrack: Questa

Molte cose, in realtà, sono successe in questa settimana.

Lo spettacolo è pronto e, per la prima volta, mi hanno permesso di assistere alle prove.

L’ho trovato bellissimo.

Alice è brava, veramente brava e, per quanto si possa pensare che le mie siano parole affettive, io mi sento obbiettiva e seria. Invece.

E’ tutto anche meglio di come l’ho immaginato. Da non credere.

Sono rimasta paralizzata come al solito. Senza riuscire a dire una sola parola. Faccia inespressiva. Respiro assente. Occhio vitreo.

In pratica più mi emoziono e più vado in tetraparesi. E meno male che con gli anni uno dovrebbe imparare a gestire il proprio lato emotivo.

Mi sa che il mio non è un lato. Sennò si risolverebbe con una emiparesi (battuta accessibile a pochi, mi sa).

Lo spettacolo è nel Calendario Eventi del Gay Pride.

E così è andato anche l’anonimato…

Sul lavoro mi ritrovo, per l’ennesima volta, ad avere a che fare con gente che ha la segatura nell’anima e che, per uno scampolo di potere da miserabili, venderebbe non la sua, ma la mia, di madre.

Thanxgod ho altro. Lo spettacolo, gli amici, Biancaneve.

Ho il dubbio che qualcuno si sia fatto una immagine di me del tutto fuori sincrono e fuori realtà. Si vede che ho sbagliato qualcosa.

Soffro per la situazione economica oltre ogni ragionevolezza. Al di là delle impossibilità quotidiane che ho e che, di base, dejà bastano, il non poter fare un regalo, offrire una birra, pagare qualcosa, mi strappa dentro. Non sono abituata, non è da me, mi sento una scroccona avara e ingrata. Orrendo. Assolutamente orrendo.

Trovo richieste di aiuto su questo blog e non so cosa rispondere. Non ho risposte, appunto, e non sono d’aiuto. So scherzare con gli stereotipi, so giocare con le parole, so far la figa a chiacchiere, ma non so cosa dire ad una persona che non conosco e che vorrebbe sapere chi cazzo è e che cosa vuole dalla sua vita. Questo neanche alle persone che conosco.

Tra poco torna il fab. Non so come sarà rivederlo. Mi fa rabbia il solo pensarci e non credo neanche verrà a vedere lo spettacolo. Immagino se ne strafotta. Anche di questo.

Oggi mare. Niente bagno che l’acqua di Ostia faceva schifo pure alle zoccole di fogna. Ma molto sole.

Sono stanca. Stasera sono stanca e non so perché.

Bonne nuit

Fiato corto

fiatone

Soundtrack: Koop ft Cecilia Stalin- Baby

Come avessi corso per chilometri (il numero è ininfluente, a me ne basta uno per avere il fiato corto).

Come se il cuore non reggesse.

Come se avessi trovato qualcosa che avevo perso da anni, compresa la speranza di ritrovarlo.

Bocca spalancata, petto in subbuglio, la guardo e l’anima mi sviene.

“Le cose accadono” dice una mia collega.

Ho davanti a me una donna che danza sul filo di cotone. Egregiamente. Non posso che stare a guardarla cercando di recuperare ossigeno.

Ohh.

Si terrà, in Roma, tra un po’, lo spettacolo da me scritto e da Alice interpretato.

Trattasi di faccenda ironica e cazzeggiante, ma non troppo.

Si terrà in un teatro around via Nazionale.

Un teatro vero, mica l’oratorio della parrocchia.

Quale parrocchia poi? figurati che infarto prenderebbe a loro…

 

Domani

46 anni

Soundtrack: Planet Funk Lemonade

Domani è il mio compleanno.

Ne faccio 46.

Dico QUARANTASEI.

Mica pizze e fichi.

Niente wishing list quest’anno.

Non riesco a ottenere i fondamentali della sopravvivenza, figuriamoci il facoltativo.

Da un lato.

Dall’altro lato (destro o sinistro? non saprei) ho ben più di quanto potessi desiderare.

Ma molto molto ben più.

Adesso fumo tabacco, ho dovuto dire addio alle Gauloises rosse e mi diletto in costruzioni di sigarette handmade a base di Golden Virginia giallo, cartine e filtrini OCB. Più o meno 1 euro al giorno contro gli 8 precedenti. E fumo la metà.

Cerco di sgrossare quel tocco da “canna anni 80”. L’imbuto. Sto imparando dignitosamente. Anche rollare è procedurale, desumo.

Qualche volta però mi si becca col cannone vintage e, devo dire, non faccio una gran figura.

Niente festa in codesto 2009. La mancanza di ansia da preparazione party mi comporta numerose altre ansie da volume numerico.

Nel frattempo, si sappia, dal 28 al 31 maggio, andrà in scena qui a Roma, uno spettacolo da me scritto e da Alice interpretato.

E anche qui, mica stiamo a smacchia’ i leopardi.

Domenica sarò a Cape Cott (Capo Cotta) al Mediterraneo. Chi mi vuole festeggiare, si rechi altresì ivi.

Sto un po’ moscia, meglio che io mi attivi.

Certo, il compleanno senza Biancaneve è un po’ monco, ma è il destino delle amanti.

Che a pensarci, mai avrei immaginato potesse accadermi.

In generale è contro i miei principi, in particolare, fanculo ai principi, voglio Lei.

Mi mancano gli amichetti di Napoli, non sono abituata a festeggiar senza di loro.

Vuol dire che verranno in carovana per lo spettacolo.

Vero?