Avete ragione

SoundtrackJill Scott Feat Anthony HamiltonSo In Love

Non mi faccio sentire da molto.

Forse è per non turbare questa quiete che sembra una magia. Niente casini, niente difficoltà, niente lutti, niente dolore. E io senza un po’ di dolore non so scrivere.

Oggi sono a casa iperraffreddata. Di quei raffreddori che mi fanno sentire una mappina (=straccio; N.d.T.)  a rotelle.

Mi si prepara un altro anno in questa casa gelida che, però, mi piace e mi appartiene. Mi arrangerò.

Fuggo dalla finanziaria che mi ha pagato la macchina e mi rifiuto di ottemperare alle rate che mi competono.

Sticazzi. Quando potrò, riprenderò.

Guardo con orrore tutto quello che succede a questo paese e penso di aver letto tutti i segnali di questo squagliamento morale e sociale qualche anno fa. Perché tanto, lo sappiamo tutti, la questione non è solo dei governanti e dei partiti. Ognuno di noi ha permesso che una quota di squagliamento si materializzasse senza minimamente far caso alle conseguenze.

E rincoglionita come sto, ho voglia di dire che mi sono rotta il cazzo dei funerali che durano tre giorni passati ai tg tre volte al giorno come un antibiotico. Mi sono rotta il cazzo delle immagini splatter piantate nei miei occhi come se non dovessi cogliere la differenza tra CSI e la morte senza dignità. Mi sono rotta il cazzo dei miei giochini di facebook, che mi drogano e mi attorcigliano il pensiero, mi sono rotta il cazzo dei post su facebook tutti uguali e tutti senza un minimo di critica e informazione aggiuntiva (anche i miei).  Non ne posso più di sentire le stesse identiche fottutissime frasi. Le diciamo tutti. Le recitiamo tutti. Un mantra di ignoranza che nasconde il reale disinteresse per qualsiasi cosa intorno.

Penelope cerca di salirmi sulla tastiera del computer. A 21 anni potrebbe pure stare nu poc chiù quiet. In quell’ora che passa sveglia  si annoia e vorrebbe qualcosa da me che non so cosa sia.

Con Biancaneve va bene, procediamo con lentezza bradipa verso non si sa cosa. Come un gatto sulla vetrinetta degli oggettini della nonna, cerchiamo di non far cadere niente e di non rompere bomboniere e vasi di cristallo. Che poi di cristallo non sono. Ma ogni vetro è cristallo a qualcuno.

Cerco di trovare nuovi modi di lavorare perché, perlopiù, mi annoia fare le stesse cose.

Odio ammalarmi. Mi prende male. Mi prende “vogliomamma” e invece me la devo cavare da sola. Cheppalle.

Il tempo è bigio e grigio. Un albero, davanti alla mia finestra, si è spaccato ed è caduto. Dall’altra parte, per fortuna.

Forse non è tutto così immobile e forse un po’ di dolore, da qualche parte, c’è. Ma non abbastanza per scrivere decentemente.

Sarà la menopausa.