Oroscopo del giorno prima

Soundtrack: Joan as a Police Woman The Magic

Mi rollo una sigaretta. Con calma.

Cambio tema del blog. Così, tanto per. Voglia di mare.

Strano periodo questo.

Molto da dire. Niente da dire.

Che sono le donne ad imporre cambiamenti alla società, da sempre. Bella la manifestazione di domenica. Bella davvero.

Che i nostri genitori hanno generato una generazione arrogante, strafottente, intollerante e pigra. I figli dopo di me, quelli degli anni 70. Lavorare con loro è un inferno. Parlare di politica con loro è un inferno.

Che questo è un paese di vecchi. E sta morendo.

Che Biancaneve sta soffrendo.

Che in questa casa si gela.

Che le persone non sanno separare personale da pubblico.

Che la consapevolezza non è un valore, è una condanna.

Che il mo lavoro sta agonizzando.

Che il mio entusiasmo sta morendo.

Andatevene affanculo. Non mi avrete.

Non mi arrendo ancora. Non mi arrendo a questo paese brutto che impedisce alle persone di esprimersi ed appartenere a se stesse.

E questa è solo una parte.

A chi si aspetta da me qualcosa, dovrei dire che ho le scolle in fronte (=le pezzuole avvolte intorno al capo – N.d.T.) e non so come rimettere mano alla mia vita, figuriamoci se posso essere utile alla vita degli altri.

Ieri, con Biancaneve, ci siamo dette che ci sentiamo in una specie di atroce limbo di transizione, in attesa di non si sa cosa, ferme ad aspettare “l’evento”. Cosa cazzo aspettiamo chi lo sa.

Non è un lamento questo, no. E’ il disperato tentativo di contenere un livello di incazzatura senza precedenti.

Sono ferocemente incazzata e lo sa solo il mio colesterolo, il mio utero e le mie ginocchia.

Alla fine sono incazzata con me stessa, immagino.

Biancaneve è in guerra.

Acquattata in trincea mette i punti da sola agli squarci sulla pelle e aspetta il prossimo attacco, indecisa se venir fuori con il coltello tra i denti o prepararsi ad ammortizzare la granata che arriverà.

Potessi prendere la forma di un giubbotto anti proiettile lo farei. Ma anche come bazooka non sarei male.

Vederci è una complessa operazione, via di mezzo tra strategia militare, diplomazia internazionale, servizi segreti, universi paralleli e letteratura fantasy. Ci riusciamo a vederci. Ci riusciamo anche se i proiettili fischiano e la gente rompe il cazzo. Qualcosa abbiamo perso, ma ci rifaremo. Sono pur sempre Penelope, le trame so riprenderle e ricostruirle ogni santissimo giorno come non avessi mai fatto altro per tutta la mia vita. 

Nel frattempo, la intrattengo con la triste storia del movimento lesbico worldwide e la scaletta di film, libri, varie ed eventuali rigorosamente a tema.

Sapessi com’è triste, amore mio, non poterti portare esplosioni di colori e rivoluzioni della mente.

Le donne cambiano il mondo ma non il loro mondo. Le donne sono le ultime e le lesbiche le ultime delle ultime.

Il lavoro che faccio, nel posto dove lo faccio, sta morendo di inedia e di stenti. Tossisce, a tratti qualche scossa tonico-clonica e l’agonia degli ultimi. Quelli per i quali non si fanno sforzi, non si fanno previsioni, non si fanno investimenti. Quelli ai quali non val la pena di dire la verità. Gli ultimi a sapere. Almeno questo credi tu, brutto bastardo di un imprenditore quarantenne di questo cazzo. Miserabile ameba. Minuscolo pene senza coraggio. Mavafanculo.

I progetti che avevo in mente si arenano. Spiaggiano come balene scimunite. Sbatacchiano la coda nell’acqua bassa e non fanno neanche danni. Un cazzo di niente. L’ultimo colpo vedremo se andrà da qualche parte.

Le persone con le quali credevo di avere un legame, erano lì agganciate alla mia fottuta energia straripante. Leva quella e perdi tutto, Penelope. Ancora una volta. E ancora una volta io non riesco a trovare l’errore. Cieca e sorda. Mi si accolla la responsabilità di esserci, la responsabilità di prendermela, la responsabilità; mi si ignora ogni sacrosanta obiezione e poi mi si sfracanta il cazzo quando dico no. E perdo tutto: legami personali, di lavoro, appoggi ed affetti. Prima o poi capirò che cazzo faccio che non va bene. Nel frattempo, andatevene affanculo.

Il favoloso non mi risponde. Suppongo creda io sia in uno di quei periodi “cazzi miei”. E’ così, ma non nel modo che pensa lui. E mi manca. E vafanculo pure lui.

Però, il Napoli è secondo in classifica. Abbiamo il nostro gruppo partita e mi godo una sensazione persa almeno 20 anni fa, quando la squadra era il riscatto di una intera città, quando ci si sentiva cretinamente fieri e belli come il sole. Nessuno ne parla. Ovviamente. Gli ultimi di cui parlare. Ovviamente. Vaffanculo ai giornalisti sportivi. Ovviamente.

Non vorrei sembrare scortese, quindi, a questo punto, accomodatevi affanculo con ordine, non vorrei qualcuno si facesse male nella ressa.

 

 

6 thoughts on “Oroscopo del giorno prima”

  1. vabbè, mi tengo il vaffa che comprendo pienamente in ogni caso. E mi dispiace, non sai quanto. Ma almeno ti leggo (e qui mi rendo che me ne prendo un altro… pazienza).
    Non credo che aiuti ma il seguente argomento almeno distrae: la bimba per la quale hai testimoniato trattarsi di mia figlia tra una decina di giorni fa 18 anni!🙂

  2. Mi associo a Tribus, e quindi prendo e comprendo il vaffa.
    Sono contenta di leggerti, lo faccio con trepidazione e va bene il vaffa che ne consegue.
    Lo dico con Ernesto Guevara “soprattutto siate sempre capaci di sentire nel profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo.”
    Lo sento per te, Penny e per per gli altri.

  3. Che bello, sei ritornata! Non ti conosco, ma mi prendo il vaffa volentieri anch’io!🙂 Scrivi sempre delle cose molto belle e che hanno molto senso per me. Continua a lottare, il coraggio che dimostri è così “sexy” e un faro per chi è meno coraggiosa di te. baci

  4. Ciao!
    Quanta energia!
    Mi chiamo Stella e stasera ho deciso di smetterla di attendere l’uomo ideale e cominciare a cercare la donna giusta. Non so se posso definirmi lesbica, ma voglio pensare a me stessa come ad una persona dalla mente aperta e quindi mi affaccio su nuove sponde della vita, alla ricerca di risposte che lo ammetto ho un po’ paura di trovare. Magari chissà aiutata dalle altre principesse potrò scoprire cosa sono relamente.

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