in Italia

Qui parliamo del mondo, oggi. Di questo paese. Della gente che lo abita. Del pensiero comune. Del medioevo che fa trendy, della vera natura di un gruppo di persone che definire un popolo sarebbe un complimento immeritato

Io abito in un paese dove vivono una sessantina di milioni di persone che passano il tempo a pararsi il culo, a fottere l’altro da sé e ad immaginare modi per costruire muri di granito impenetrabili intorno alle proprie case.

Io vivo in un paese dove la religione ufficiale, che si basa sul sacrificio mortale di una persona nel nome di tutti, passa il tempo a spiegare alle persone che l’altro è un nemico, che il diverso è da compatire, che la verità è una sola e che puoi fare il cazzo che ti pare purché tu sia disposto a dichiarare un pentimento non rispetto al mondo tradito ed alle persone ferite, ma rispetto ad un essere umano vestito di nero. Qui, nel mio paese, la religione ufficiale ha ucciso e uccide, ha tradito e tradisce, si è arricchita e si arricchisce, ha ignorato ed ignora etica e morale, ha lavorato e lavora perché la conoscenza resti di pochi e, tanto per collegarci al “qui ed ora”, negli ospedali e nei centri di cura che gestisce, ha soppresso i contratti di lavoro e ne ha, da sola, rifiutato il rinnovo ed adeguamento. Perché la religione ufficiale del mio paese, pensa che il costo del lavoro, che il lavoro di una persona sia, in realtà, una spesa non giustificata.

Io vivo in un paese dove in una delle regioni, questa, si fa passare una leggina il 7 agosto che stabilisce che, gli esseri umani ospiti di centri residenziali e semiresidenziali (giorno e notte o tutto il giorno, e si può facilmente dedurre che tipo di persone siano gli ospiti di centri di questo tipo), devono pagarsi il 30% del costo di ricovero. La regione dove vivo chiede, di fatto, alle famiglie di psicotici gravi, disabili gravissimi, insomma, persone non autonome e non in grado di mantenersi e che hanno bisogno di impegno totale, da parte di chi hanno intorno, di cacciare i soldi per mantenersi. E questa regione, la regione lazio, non rende pubblica la delibera. Devi saperlo da te.

Questo mi fa pensare che, malgrado 50 anni di crescita ed evoluzione, in questo paese si ragiona ancora in termini di “peso”. “Peso” per la società, “peso” economico. Resiste ancora, in questo paese, l’idea che esista la normalità e l’anormalità, l’uguale ed il diverso, il più uguale dell’uguale e il “levati dalle palle che sei inutile e mi dai fastidio”.

Nel paese dove vivo la gente si chiude in casa a rincoglionirsi di sogni di plexiglass fatti di soldi facili e facce da riconoscere e di “toglietemi tutto ma non quello di comprarmi la macchina a rate”.

Nel paese dove vivo le tasse sono un’ingiustizia. Nel paese dove vivo il lavoro non ha valore. Nel paese dove vivo i governanti proteggono i potenti e spellano gli ultimi, assicurano aiuto e sostegno a chi tiene il suo culo su una poltrona di pelle o di velluto e si rivolgono a chi il culo lo deve tenere in movimento, come ci si rivolge agli ultimi degli sfigati.

Nel mio paese, se per vivere devi lavorarci, sei un coglione e come tale meriti di essere trattato e, nel mio paese, se hai bisogno di aiuto ma non hai niente da dare in cambio, l’aiuto non te lo puoi guadagnare. Qui se ti incasini per cento euro vai in galera, se sposti una milionata ti fanno l’applauso, se rubi un rimmel alla coin ti portano dentro, se metti le mani in tasca a 40 milioni di persone, sei un fico della madonna. Qui se fai quello che devi, non sei nessuno.

Minchia che paese di merda.

3 thoughts on “in Italia”

  1. E allora perché non scegliere un altro paese e svolazzare via? Prendi Biancaneve per mano, i bimbi, e continuate la vostra favola che sarebbe ancor più bella altrove…🙂

  2. Where’s Penelope?!?!?!

    Penelope has disappeared for days … I have to talk to her…
    La cerco qui da circa un mese, ma senza riuscire a trovarla.
    Se qualcuno ha la possibilità di mettersi in contatto con lei, per favore le dica che c’è una persona che la cerca sul suo blog per parlarle…
    Grazie.
    Federica

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