Auguri 2010

Soundtrack: Coldplay Christmas Lights

Ormai è tradizione.

Frettolosamente auguro.

Auguri a Biancaneve, che si preoccupa e crede che io abbia spazi bui per guardar male i suoi gesti avvolgenti e caldi. Ai suoi figli/mosaico vitali ed energetici. Alla sua famiglia chiocciosa e soldatesca. Al suo ex-marito ancora marito che vagola distratto dentro la sua vita senza trovare la strada per uscirne. Le regalo quello che posso, quello che ho, quello che riesco a sentire, quello che riesco ad essere. Ed è un regalo senza carta argentata e senza fiocchetti, un po’ rozzo e un po’ piccoletto, ma sono io, ed è il meglio che posso trovare, amore mio.

Auguri a chi ha passato questi dieci giorni guardando le vetrine senza entrare nei negozi. Pensando che fare i regali è un piacere e negarsi un piacere è un dolore. Il mio regalo è il piacere di sentirsi senza collare, senza catena e senza bisogno di sentirsi “uguali a”.

Auguri a chi ha paura del peggio che potrebbe arrivare, a chi batte i denti al pensiero di quello che ci potrebbe essere 5 metri più in là. Regalo le gambe di Fiona May, per saltare oltre i 5 metri e ritrovarsi dove proprio non ci si immaginava di ritrovarsi.

Auguri a chi ha perso il coraggio e non ha la forza di andare a cercarlo. Il mio regalo è un pacco di coraggio nuovo nuovo e luccicante, mai visto prima, un pacco di coraggio che ti arriva direttamente tra le mani ed esce da solo dalla scatola e ti abbraccia forte e non si stacca dal collo finché serve, finché è necessario, finché vivi.

Auguri a chi resta seduto e pensa che alzarsi sia una fatica che non vale la pena. Che questo mondo non vale la pena, che questo paese non vale la pena che questa vita non vale la pena. Dentro al pacchetto di carta metallizzata blu, per loro, ho messo uno specchietto piccolino per controllare se gli occhi sono chiusi o aperti, per vedere se viene fuori aria dal naso, per provare a far muovere la lingua. E’ la pena che hai sulla faccia, che non vale la pena. Il resto è lì per te, allunga la mano.

Auguri a chi si sente umiliato, offeso, negato, maltrattato da persone che non valgono l’unghia del proprio mignolo sinistro. Io regalo, e mi regalo, un palloncino capace di far alzare i piedi da terra quel tanto che basta per cambiare punto di vista, per lasciare la rabbia incollata al suolo, per volare alto sopra le miserie di chi non sa fare altro che umiliare, offendere, negare e maltrattare. Il problema è loro, non mio.

Auguri a chi sta imparando a credere che il proprio mondo si può cambiare. Il regalo non lo faccio io a loro, ma loro a me, tutte le volte che mi fanno sentire viva e fiduciosa.

Auguri a chi non ama e a chi non è amato. Nel mio pacchetto ci sono un paio di pattini a rotelle per andare in giro a cercare. Perché a cercare anche lontano, amori e amanti si trovano sempre.

Auguri ai gatti mummia come il mio, la vecchia pazza freddolosa e magra e senza forza nelle zampe, sorda e cecatella, ma sempre qui a strepitare contro la sua compagna bipede che non se ne prende cura abbastanza. Penelope, sarai mica arrivata a 20 anni per miracolo?

Auguri a chi odia il natale, a chi ne sente il peso, a chi non vorrebbe aprire la porta su quelle emozioni e quei ricordi e quelle sensazioni che tagliano il fiato e le gambe. Sedetevi e respirate piano, son due giorni e passano in fretta.

Auguri a mia nipote, che non vedo da mesi, che non vedrò a natale perché la porta non la vuole aprire e basta. Se potessi ti regalerei una chiave. Che di porte da aprire ne hai più di una, tesoro mio.

Auguri a tutti gli operatori sanitari di Lazio e Campania. A noi voglio regalare rispetto e civiltà, lavori pagati e una società che non vuol diventare un’azienda produttiva ma un posto dove vivere e crescere per quello che si è: mancini o destrorsi, dislessici o lettori, disprattici o artigiani, capaci o incapaci, pigri o iperattivi, disturbati o disturbanti, figli o figliastri, omo o etero, extra o common, strani o semplici, originali o pezzottati, chiatti o secchi, stangoni o nanetti. Bello un mondo così.

A me è così che piace il mondo.

Buon Natale 2010, gente.

11 thoughts on “Auguri 2010”

  1. Io vorrei regalarti il coraggio di pubblicare questi tuoi scritti! Scrivi benissimo…e vorrei regalarti un idroamministratore degno di tutte voi……Un abbraccio Penny e ricordati che tu sai volare!

  2. Grazie, Francesca sto qui, sto scartando le tue parole che mentre le apro si fanno vive e mi ritrovo a respirare su questo specchietto che gentilmente ci hai regalato e noto che se ci poggio sopra il viso si appanna ancora😉 E’ certo sono viva!!grazie.
    Ancora respiro !! Allora l’idroamministratore non mi ha ucciso, anzi sento che mi respirano pure gli occhi, traboccano anima;)
    Quando poi ho scartato il coraggio, mi son messa paura sento che è entrata una tigre dentro casa, aiutoooooo;)
    Grazie.
    E per te un raggio di sole per dare sempre più spazio a pensieri di luce.
    Chissà se sono riuscita ad inviarti il commento è la terza volta che ci provooooooooo
    Donatella

  3. Ciao Penny, pur se tardivi, vorrei aggiungere i miei auguri, e ringraziarti del regalo che sono le tue parole, perchè se pur da sconosciuta, io sento che nessuna/o mi tocca così profondamente e sa accogliermi come ho sempre desiderato. Che tu possa avere quello che desideri!

  4. auguri a te e alla morbidosa.

    chissà quanti altri natali ci vorranno prima di poter proferire la parola “lavoro” senza pensare automaticamente alla parola “dignità”…
    chissà quanti altri capodanni ci vorranno prima di poter passeggiare con la propria compagna e darle un bacio senza nascondersi…
    si dice che l’età media sia 80: la metà è inesorabilmente prossima. Mi sa che facciamo prima a trasformarci in gatti mummia che in persone (dignitosamente) vive.

  5. ma che belli questi auguri carissima e sconosciuta scrittrice, io per quel poco che ti conosco ti regalo una mega iniezione di autostima dall’effetto immediato ed eterno, perchè alle combattenti come te può mancare tutto ma non l’amorproprio
    Ciao:) e grazie del tuo condividerti

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