Omofobia e Criptomerde

Sono ancora furiosamente e ciecamente incazzata. E mi spiace per la mia inutile capronaggine espressa nel post precedente. Non si può generalizzare o sminuire il vissuto altrui. Chiedo scusa.

Cercherò di spiegarmi e di trattenermi dal fare nomi cognomi e numeri di telefono. Cosa che sarebbe saggia e oltremodo valida.

E’ una storiaccia complessa e multipla.

Da premettere, tanto per capirci, che nel posto dove lavoro abbiamo due psicologi, gli unici maschi in un mondo quasi esclusivamente femminile (è arrivato un terapista maschio da poco, ma lui non conta perché ancora non lo conosco bene).

Condividere spazi e chiacchiere con loro vuol dire, ovviamente, dover fare orecchie da mercante alla quantità infinita e reiterata di battute omofobe, maschiliste e misogine. Una di quelle modalità di esprimersi sulle donne, sui gay e sul sesso che non ascoltavo più dalla fine della terza media. Ma loro son fatti così. Uno più dell’altro. E, pare, non esistono altri argomenti da intavolare con lui, dato che non è neanche specializzato in psicologia dell’età evolutiva.

Quindi con lui o si parla di sesso, donne a novanta gradi, ricchioni da operetta e mestruazioni assassine, o si parla di cose che crede di sapere solo lui (crede, appunto) raccattate, male, in giro su internet o su qualche pubblicazione porno che gli arriverà per posta, immagino.

Sono abituata e mi presto alla battuta (di lesbiche, ovviamente non si parla, ma non certo per rispetto o perché io sia lesbica ma, ovviamente solo perché argomento che contempla la considerazione dell’esistenza di una categoria non meritevole di riconoscimento: le donne in quanto esseri pensanti e non solo in quanto portatrici sane di fiche, tette e culi). Mi presto alla battuta perché penso non sia sano, sul posto di lavoro, applicarsi a tutte le strunzate che vengono dette. Non se ne uscirebbe.

Detto questo, parliamo di cose serie.

Noi terapiste, noi equipe dei centri di riabilitazione, noi che lavoriamo con bambini con difficoltà, ci troviamo spesso a seguirli fino all’adolescenza. Tanto più gravi sono, tanto più a lungo crescono con noi e noi con loro.

C’è un momento difficile che conosciamo bene e temiamo ragionevolmente, è il passaggio verso l’adolescenza. Uno di quei momenti delicati comunque e per chiunque; terrorizzanti quando coinvolge un ragazzino che, spesso senza colpa di nessuno, a volte con precise responsabilità esterne, non è in grado di stabilire in alcun modo i confini tra lecito e illecito, giusto e sbagliato, pericoloso e sicuro.

Sempre per noi che ci lavoriamo, esiste un altro enorme e angosciante totem: l’abuso sessuale. E’ una di quelle cose (cose? ma come cazzo mi esprimo?) che non sappiamo gestire, tollerare, capire, risolvere. Un orrore dal quale non li possiamo proteggere, un abominio che, in questo paese, non si riesce nemmeno a punire decentemente (vedi emendamento Gasparri ultimo scorso, per ora inserisco questo link, poi ne cerco uno più ufficiale).

Quando ti trovi davanti un preadolescente con difficoltà cognitive e di comportamento che subisce un abuso sessuale, neanche sai più come reagire. Sei stesa. E’ Il Male. E’ tutto quello che vorresti non esistesse. E’ il marcio della natura umana che alza la testa e ti ricorda che esiste.

Il ciclo di  reazione è, più o meno, sempre lo stesso. Almeno per me, che sono una testa calda di cazzo e un’emotiva di bassa lega. Negare, sminuire, cercare un colpevole da punire, sentire l’impotenza, realizzare la realtà, accettare l’impotenza.

Quello quell’è.

Nei prossimi giorni se ne verrà a capo e si capirà cosa fare, per ora è caos e confusione.

Ma quando uno PSICOLOGO, con una battuta composta di un gesto e 4 parole riesce, in un sol colpo, ad etichettare un bambino abusato, insultarlo, insultare una categoria di persone alla quale appartengo anche io che sono presente e dimostrare, candidamente, di essere un omofobo di merda, una criptochecca del cazzo, una blatta da marciapiede e un picchiatore di froci in pectore, io ho trovato un colpevole.

Ho trovato IL colpevole.

Improvvisamente vedo in lui, e in tutta la gente che parla e si esprime come lui, l’allegro ciucciacazzi che si nasconde dietro al suo fottuto orecchio destro. Non posso neanche augurargli di essere sodomizzato da qualcuno nell’androne di casa sua perché, so per esperienza, i ricchioni hanno gusti difficili e un forte senso estetico, quindi non gli succederà mai. Mi addolora profondamente il pensiero che un quarantenne laureato e abitante nella capitale d’Italia, debba soffrire tutta la vita struggendosi nel desiderio mai appagato di prenderlo nel culo almeno una volta nella vita. Mi addolora talmente tanto che sono costretta a rinunciare al privilegio di lavorare con lui. D’altra parte, uno psicologo che ragiona come un talebano afghano decorticato, merita certo di più che lavorare in un centro di riabilitazione per bambini con difficoltà e disturbi di vario genere e tipo. Penso che non voglio tediarlo con inutili riunioni d’equipe su 9enni dislessici con disturbo d’ansia. Immagino che possa aspirare, che so, a presiedere la commissione che depenalizzerà l’abuso sessuale su minori, che possa offrirsi consulente per una nuova legge sulla punibilità degli stuprati o, magari, collaborare con un comitato per l’eliminazione definitiva del ciclo mestruale femminile. Potrebbe anche entrare a far parte dell’OMS e lavorare per la reintroduzione dell’omosessualità nelle categorie di disturbo del comportamento. Vorrei anche si sentisse libero di impegnare il suo tempo ad organizzare una ronda notturna per massacrare allegramente di botte il primo frocio che incontra.

E porca troia, se lo dovesse rifare un’altra volta, lo denuncio e lo faccio sbianchettare dall’ordine degli psicologi.

Pezzo di mmerda, non mi guardare neanche in faccia la prossima volta che mi incontri, perché ti faccio male. E mi faccio male.

13 thoughts on “Omofobia e Criptomerde”

  1. nel mio ufficio i ricchioni siamo due, io e un collega, una femmina e un maschio per la par condicio; gli altri non lo sanno. Quando, a volte, capita di incontrare qualcuno alla macchinetta del caffè, e poco poco si prova a fare una conversazione minima, ecco che spuntano come funghi dal terreno umido le seguenti perle: “nel mio condominio abita un finocchio, che schifo”, “ho visto il tal programma in tv, e se mio figlio diventasse frocio come quello, lo disfo”, “ho sentito parlare della tale, ma che è un mezzo maschio?”; “io i froci li riconosco da come camminano, è un metodo infallibile”
    Nulla al confronto di quanto ti è successo con questo gran scienziato del tuo collega, cara Penny, ma non farti male, ne hai già subito, fallo a lui e annientalo con le parole.

  2. hai dalla tua una capacità dialettica spettacolare e il dono di usarla con intelligenza. mi associo a deepreen: annientalo con le parole. a n n i e n t a l o.

  3. l’altro giorno ad una cena tra amici:
    un tipo racconta che una notte passando ha visto una ragazza che le stava prendendo e si è fermato per aiutare e quando si è avvicinto si è accorto che anche stava menando era una donna e precisamente la fidanzata della ragazza pichiata; lo scopod el suo racconto era dire, che, volendo aiutare la ragazza in difficoltà, aveva avuto, tipica cosa maschile, un attimo di panico al pensiero di dover affortnare fisicamente una donna.

    bene, un ragazzo che non conoscevo ha commentato: “eh le lesbiche sono TUTTE così, una fa il maschio e l’altra la donna, e poi quella che fa il amschio si ingelosisce e si comporta da cavernicolo…

    il bello è che l’ha detto di fronte a me e alla mia ragazza che ci abbracciavamo, e nessuna di noi due è minimamente maschile….ma se nemmeno di frotne all’evidenza dei fatti sti qui si pongono domande, SIAMO MESSI MALISSIMO!

    Io non ho reagito, non sono capace ma tu che puoi azzanna, se è uno psicologo, immagina il male che può fare a chi si rivolge a lui per essere aiutato!

  4. sei stupenda, è un bene che esistano persone come te!!!
    riuscirai senza dubbio a farlo ragionare e a ripristinargli quel minimo di sensibilità, con le parole. certo è che uno psicologo dovrebbe sapere bene le conseguenze di ciò che esterna, si odierà in quanto criptochecca, invidioso della libertà che non ha il coraggio di pretendere per se stesso… purtroppo ‘sta gente fa danni!

  5. Stento a crederci….e sono d’accordo con te: non si può parlare ad uno psicologo di 40 anni di quanto aberrante sia l’abuso sessuale su un essere umano e di quanto sia diabolico quando avviene su un bambino!!!!!!! no, non ci si può parlare…..per dirgli che? per convincerlo? no, va solo picchiato o ignorato…ma quello che mi preoccupa è chi aiuterà questo bimbo, se chi dovrebbe aiutarlo ragiona così? Denuncialo all’ordine, ti prego, devi farlo! questo è l’unico modo per picchiarlo selvaggiamente………

  6. L’obiettivo finale non è che lui capisca e possa diventare un essere umano migliore…gli faresti un regalo troppo grande …
    l’obiettivo è che lui (e non solo lui) con la sua cieca e prepotente ignoranza non facciano male agli altri…specialmente a chi è fragile, indifeso, incolpevole e violato…Questo penelope vale qualsiasi cosa: vale le parole che riuscirai a dirgli, le urla che potrebbero nascerne, i silenzi che gli imporrai, i colpi bassi che gli assesterai…
    L’occasione va data a tutti…a tutti gli altri a cui una persona del genere potrebbe fare del male…

  7. Scusate, scusa @CDK ma non sono d’accordo con quanto da te affermato nel punto in cui dici: “L’obiettivo finale non è che lui capisca e possa diventare un essere umano migliore…gli faresti un regalo troppo grande …” no il ragalo lo farebbe a noi esseri umani non a lui.
    Per tutto il resto la penso come @crila, questa persona a denunciata quanto meno all’ordine degli psicologi, peccato che per farlo dovrai fornire le prove di quanto affermi. E’ giusto così se no sai le delazioni, ma la vedo comunque duretta.
    Ma se lo fai hai tutto il mio appoggio morale per quanto serva.

    M.

    PS solitamente nei posti dove lavori tu ho trovato spesso (ma non sempre) cialtroni che non avevano trovati altri sbocchi della loro professione e non mi meraviglia ciò che affermi, solo mi fa incazzare.

  8. Cara Penelope di teste di CAZZO e pezzi di MERDA il mondo, purtroppo, ne è pieno.

    Al lavoro troppe ne dobbiamo e ne devo sentire di battute cretine e da stronzi omofobi….forza e il 3 luglio tutti prondi per il PRIDE

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