La mia donna

Soundtrack: Ludovico Einaudi – Lady Labirinth

Io ho lottato molto per non lasciarmi andare.

Ho lottato molto per non finire lessa come un pollo.

Ho lottato per resistere alla voglia di comunicare, costantemente, al mondo, quello che vivo.

Ho lottato perché non mi riempisse la vita.

Ho lottato perché non diventasse la gioia più grande e l’emozione più forte.

Ho decisamente perso.

Ho resistito alla voglia di vivere solo di questo.

Ho ceduto come un foglio di carta bagnato.

Sono scappata cento volte dai suoi abbracci.

Sono ritornata almeno una volta di più.

Mi sono detta che era necessario essere più dignitosa e realistica.

Non mi sono ascoltata.

Mi sono vergognata dei miei livelli da bacio perugina e mi sono vergognata delle parole melense e adolescenziali che mi scorrono nella gola e nelle dita.

Le ho dette e scritte arrossendo.

Mi sono sforzata di mantenere il mio personaggio, di restare cinica e disincantata, sarcastica e incazzata.

Vano, sforzo vano e senza risultato.

Ho cercato di restare presente nel mio mondo.

Non ci sono più.

Mi sono rifiutata di restare in attesa dei momenti da infilare in una qualche ora del giorno.

Per poco, per pochissimo tempo.

Ho ascoltato annuendo le voci degli amici dirmi che no, non è così che si fa, e che, per carità, stai diventando una donnetta sdilinquita senza personalità.

Ho smesso di ascoltare.

Io so di essere completamente assorbita, concentrata, tesa, direzionata, rincoglionita, incatenata, accecata da Biancaneve e dal suo passo lungo e morbido, dall’odore del suo ammorbidente, dal colore del suo rossetto e dalla sua voce di seduttiva manipolatrice di vecchie lesbiche rincitrullite.

Sono fiera di camminarle accanto, di ascoltare quello che sogna, di sentirmela addosso e di perdermi per trovarla.

E, in questo momento, è la vita più bella del mondo.

Arrossisco, gongolo, sorrido e posto.

 

7 thoughts on “La mia donna”

  1. Penelope ti ricordi “Il Piccolo Principe”?

    …Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo….

  2. Eccomi qua dopo un lungo distacco (finalmente anche queste feste hanno avuto la loro fine) …cara Penelope che darei per essere una lesbica rincoglionita come te e provare quelle meravigliose emozioni e vibrazioni che tutti noi, in primis io, vogliamo assolutamente far tacere.

    SIIIII e a tutti noi un augurio sincero per ricevere una sconfitta simile

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