Le trappole

Soundtrack: Jazzamor Nuit Magique

Le trappole di facebook: non scrivo più, non comunico più, non mi informo più, non mi stacco più. Con la testa infilata tra una Farmville e un Cafè World, con puntate agli Happy Pets, non ho più scambi umani e non mi interessa nemmeno. Mi ritrovo a pensare a cosa piantare e a come staranno i 18 gatti che mantengo virtualmente. E Penelope rimane con la ciotola dell’acqua vuota. Non mi piace più. Se esco da questo gorgo, mollo tutto.

Le trappole di Napoli: Giri l’angolo del Maschio Angioino e mi ferisce gli occhi e il petto la luce di quel colore, di quella consistenza, di quell’odore. Capisco, improvvisamente, le Ladies in Gran Tour. Non che io ne sia all’altezza, ma non mi stancherò mai di ripetere che vista da fuori, questa città, è davvero una delle più belle del mondo. E poi il pater tutto sommato dolce, l’annuale albero di Natale con il Fab2, il suo presepe, le passeggiate, gli acquisti economici e risolutivi, la mazzamma (=termine specifico per indicare la torma di umanità di dubbia educazione che invade le strade dello shopping durante i periodi festivi, N.d.T.), il freddo mai mortale, gli amici che non si riescono a vedere, quelli che si incontrano inaspettatamente, il viaggio di ritorno con la pioggia e il carico dei doni rimediati qui e là.

Le trappole del corpo: questo week end dovevo essere di nuovo a Napoli. Con Biancaneve. Mi sono ammalata. Uno straccio. Mi sarei presa a schiaffi da sola. Non è dato sapere quando avremo un’altra possibilità per passare la notte insieme. E io mi ammalo. Freud ormai si è consumato a furia di rivoltarsi nella tomba. E io le impedisco di restare da me, perché se si ammala lei sono cazzi. E lei mi dice “se fossimo una coppia dormiremmo insieme” e io le dico “se fossimo una coppia sarei lì a portarti il brodo di pollo a letto se ti ammalassi tu”. Ma io sono qui e lei è là. Il brodo di pollo e i bicchieri d’acqua fresca, via sms, non si possono inviare. Ma era il nostro week end, e io l’ho svampato.

Le trappole della mente: “tu sei talmente preoccupata di prenderti cura di me, che non permetti a me di prendermi cura di te.” Dice Biancaneve. E ha ragione. Mi guardo indietro per vedere se è sempre stato così. E, sì, è sempre stato così. Ho amato donne più giovani di me e ad alto tasso di confusione mentale. Me ne occupavo io. Fino a quando non mi prendeva lo sclero assoluto da mancanza di attenzione. Bel modo di sfangarsi l’impegno di lasciarsi coccolare. In quale nodo dell’anima è incastrata la mia paura nel darmi (perché permettere a qualcuno di occuparsi di te è darsi, non prendere), io non lo so. Deve essere in qualche angolo polveroso tra la paura di perdere e quella di soffrire. La più banale delle cose umane. La più stupida e comune. A volte penso che in questo rapporto non faccio altro che portare panico e terrore, ansia e angosce primordiali. E ben poco altro. Per ora Biancaneve resiste, bisognerà farla santa subito (seeeee).

Quello, quell’è.

8 thoughts on “Le trappole”

  1. “tu sei talmente preoccupata di prenderti cura di me, che non permetti a me di prendermi cura di te.”
    La Mogliera soffre della stessa malattia. Grazie per aver riportato il pensiero illuminante di Biancaneve e grazie a lei di averlo elaborato. E c’è un ulteriore problema: In questa situazione lei può fare a meno di me (chè lo spirto missionar ch’entro le rugge qualcuno da curare lo trova sempre), difficilissimamente può avvenire il contrario. E va avanti da anni così e non sono riuscito ancora ad abituarmici.
    ‘mmazza che tostona, ‘sta Biancaneve. Credo che mi piacerebbe molto. Ed anche alla Mogliera.
    Ma al brodo di pollo preferisco la malattia.😀

  2. Quanto hai ragione… Lasciarsi amare (qualsiasi cosa significhi) è molto più difficile di amare. Almeno per me. O almeno per noi, visto che da quello che scrivi è così anche per te. Che dire… Buona guarigione, Penelope

  3. @elide: ma ci vediamo anche in Alaska. Mi manchi oltremodo
    @tribus: pensa che sta ancora incazzata con me. E io non ho ancora capito bene cosa devo fare per non essere così.
    @Roccia: Grazie e benvenuto.

  4. spero che tu e Biancaneve possiate avere un’altra possibilità ….. e poi basta con sto feisbuc …noi aspettiamo sempre i tuoi post ..approfitto per dare a tutte voi un buon Natale ma soprattutto un fantastico ANNOOOOOOOOO ….io spero sia l’anno della grande rivoluzione.

    Vi abbraccio virtualmente ciao

    coraggio

  5. Ohi Penni, sì molla i giochini di FB e scrivi di nuovo che abbiamo voglia di leggerti! Lasciati andare con Biancaneve….in fondo se per te è così bello amarla, falle questo regalo e falle provare questa bella sensazione: AMARTI!!!!!!!!!!!!

  6. Che poesia queste parole. Io ne ho compreso il significato un pò in ritardo.. ma finalmente ho capito. E’ bello essere la femmina di casa. Tosta si, roccia pure, ma che spesso e volentieri si lascia coccolare. Soprattutto lascia lo scettro del controllo. Chiude gli occhi e si lascia fare..
    Complimenti per la scrittura🙂

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