Imparare

Soundtrack: gnente, non mi va di cercarla.

Sei all’altro capo dell’auricolare.

“Ho spento la luce”, hai detto.

Hai detto “mi basta il tuo silenzio”.

Ho detto “non lo so se è una cosa buona”.

Hai detto “neanche io lo so”.

Cercare di spiegare, cercare di spiegarsi, cercare di ascoltare, cercare di ascoltarsi.

Sì, è vero, c’è una cosa che non dico.

Mi manca il coraggio, probabilmente me ne vergogno anche un po’.

Quel tanto che basta per tapparmi la bocca.

Lo sai che potrei venire a vivere con te domani mattina?

Con tutto quello che significa.

Ma non è ragionevole.

Lo sai che sto talmente bene con te che ho il terrore che tu non stia altrettanto bene con me?

E non è neanche così semplice da spiegare.

Dici che sono furastica.

Sono furastica.

Di questo mi vergogno.

E non è la sola cosa.

Mi fidassi di più di me, non avrei paura dei colpi di vento.

Mi fidassi di più di me, non interpreterei ogni cosa come un segno delle nostre distanze.

Il grande lago di casini e quotidiani impegni e priorità reali nel quale navighi, mi sembra sempre più grande e interessante e tuo di quanto lo possa essere lo spicchio di mare che posso offrirti.

Mi sono abituata a starti dietro, a osservarti la schiena, a coprirti le spalle e aspettare.

Non sapevo neanche di essere capace di aspettare e lasciare che fossi tu a guidare.

Oggi mi hai detto molte cose al telefono, una di queste me l’hai riportata detta da qualcun altro.

Come spiegarti quanto conta per me?

Come far capire fino a dove mi penetra?

Rinuncio.

Poi scatto come una tagliola invece di condividere.

Avevi detto che non avevi sonno.

Dormi già.

Il ritmo del tuo respiro, per quanto distante, mi riscalda.

Avercelo vicino.

Tenerlo tra le mani.

Per la prima volta in decenni mi ritrovo da sola a pensare e riflettere, senza poter scambiare e parlare con le persone alle quali tengo.

Il Fab è in Francia, il docfab non mi risponde, la R* è arrabbiata e perduta, Alice è lontana, M* è morbida come la gomma pane ed io non sono abituata.

Incredibile, la prima relazione non collettiva in una trentina d’anni.

Anche Penelope dorme, con la testa sul mio piede. Almeno lei è qui.

Sapessi quanto mi manchi, Biancaneve, anche ora che sei attaccata al mio orecchio.

Anche ora che ti ho mandato affanculo da una mezzoretta.

Anche ora che non capisco bene quello che vuoi dirmi perché ho i condotti uditivi inquinati. Ci si è arenata una petroliera dentro. E non da oggi.

Ti risvegli e non vuoi dirmi cosa ti succede.

Il mio stomaco protesta, niente cena, stasera.

Urge sigaretta.

Hanno tentato di farmi una truffa in questi giorni. Uno strano meccanismo basato sull’altrui ignoranza e sull’altrui presunzione di meritare qualcosa. Hanno trovato me, che non credo di meritare qualcosa. E poi capisco l’inglese, ‘sto truffatore era un coglione che scriveva malissimo.

Forse sono riuscita a vendere la moto. Quattro soldi e molto dolore. Per quanto strano sia, a quella moto tengo molto. Significa molto. Mi ha accompagnato molto. Mi rappresenta molto. Ma non sarebbe ragionevole tenerla.

Non trovo coinquilina nuova. Mi angoscia sottilmente lo stringere dei tempi.

A fare caso sugli annunci, gli uomini sono sempre disposti a spendere di più, per il fitto, delle donne. perché?

Al lavoro stanno saltando gli equilibri e non capisco perché. Forse la stanchezza. Ma il presepe è molto bello. Il più bello, credo.

Stai dormendo, ormai. Non ho il coraggio di chiudere la “conversazione”. Non ho il coraggio di chiudere il canale. Voglio sapere cosa hai dentro perchè penso che riguardi me.

Certe volte ho paura che tu sia troppo etero, Biancaneve.

E fa male.

 

4 thoughts on “Imparare”

  1. Tutto quello che racconti, tutto quello che provi e senti io l’ho vissuto sulla mia pelle …un amore x me grande e profondo un amore così intenso che mi ha reso vulnerabile e immobile (prima) lacerato e ucciso (dopo) ..
    A volte bisogna trovare il coraggio nell’aver paura

    Nonostante tutto però aspetto e voglio una mia “Biancaneve”

  2. alice non è lontana. alice ha un pugno di mosche nello stomaco e se la senti lontana è perchè cerca di migliorare se stessa. senza l’aiuto di nessuno. non per orgoglio, ma perchè si cresce così. oggi abbiamo parlato. non devi ringraziarmi. io ti ascolto sempre e sono rude e ispida e ti dico le cose che non vuoi sentire. e la tua relazione è là davanti al tuo naso. ma la paura è peggio della nicotina. penny…vuoi aprire ste cazzo di ali? ti voglio bene. sempre. stupidottera….

  3. Ha ragione Alice: vola alto Penny e ricordati che sei una fenice che rinasce dalle ceneri………e allora rinasci! Non rovinare tutto con la paura….
    Bentornata con i tuoi post intensi!

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