Paese di merda

Soundtrack: andatevi a risentire Fuck you di Lily Allen che ci sta benissimo

Volevo scrivere un post “Etero e Lesbiche III”. Per ridere un po’ sugli stereotipi e sui reciproci pregiudizi.

Volevo anche chiarire che i post precedenti non riguardano la mia storia con Biancaneve, ma una serie di questioni sorte tra me e due persone alle quali voglio bene.

Volevo sottolineare che, a parte questo, è un periodo che le voci inutili sulla relazione tra Biancaneve e me si sprecano e si espandono come H1N1.

“non pensi che forse tu possa aver incontrato una persona che risponde ai tuoi bisogni e quindi ti sei lasciata andare?” – le dicono – “e non è quello che succede quando ci si innamora?” risponde Biancaneve.

“Sai, le persone omosessuali tendono ad affermare la propria personalità con forza, non è che lei ti sta facendo credere qualcosa che non è e ti manipola e soggioga?” – le dicono – “Com’è che non sono l’amministratore unico della Nestlé se ho tutto questo potere alla Jean Grey Summers detta Fenice?” rispondo io. “E com’è che tutti pensano che io sia fatta di didò?” risponde lei.

Bypassando quello che dicono a me.

E queste sono le questioni personali che, comunque, non sono tanto dissimili dalle questioni generali di questo periodo.

Il trend è questo, bisogna prenderne atto.

Leggete qui, qui e qui, tanto per farvi una cultura tutta italiana.

Il ragazzo (uomo, direi) che hanno aggredito qualche giorno fa qui a Roma, è un mio vecchio amico di Napoli. persona che non vedo da secoli, ma che ho a lungo frequentato. E questa è una nota a margine.

Il fatto è che oggi, la classe politica italiana, con la “sinistra” in testa, ha deciso di sdoganare definitivamente il “sfragnamo i finocchi”. Come da richiesta popolare, evidentemente.

Io non voglio scendere sul piano del vittimismo omosessuale, non voglio lamentarmi, non voglio farne un caso particolare e specifico.

Vorrei che fosse chiaro, per tutti, che è da questo che parte il fascismo del pensiero, la filosofia della prevaricazione, la chiusura mentale e culturale, l’involuzione totale, il libero circolare di stereotipi e pregiudizi che impedisce, da oggi, che si possa alzare anche una sola voce aperta e limpida.

E’ così che si mettono i punti base per stabilire che la diversità è un delitto sociale e, come tale va punita.

Cominciare dagli omosessuali è più semplice, persino più semplice che farlo con gli zingari o gli ebrei.

E’ evidente e chiaro di per sé.

Il governo italiano ha detto, stasera: quello che vi fa paura, quello che non vi piace, quello che vi da fastidio, potete prenderlo a randellate.

A me fa paura.

Fa paura perché sono lesbica, ebrea, donna, logopedista, socialista, in pre-menopausa, terrona, senza figli e non mi trucco (però, almeno, mi depilo).

Questo paese sostiene, con voce ferma e chiara, che la mia vita non vale un cazzo di niente o, quantomeno, vale molto ma molto meno di quella di un maschio bianco etero qualsiasi o di una donna bianca etero con figli.

E quello, quell’è.

Al signor ratzinger è riuscito, in questi anni, di riportare questo paese molliccio e strafottente ad un fondamentalismo da medio evo.

Qui pareva brutto imporre il foulard alle signore e costringerle a restare a casa.

Ma ridurre gli omosessuali a “nemico della società”, questo si poteva fare. E si è fatto.

Se io fossi stata un uomo, le persone che sono intorno alla donna che mi ama avrebbero passato il tempo al telefono o al bar a parlare di quanti peli ho sul petto, di come scopo e di quanto è stata fortunata ad innamorarsi a 40 anni. E ad innamorarsi di qualcuno che ama lei e le da esattamente quello che vuole.

Ma sono una donna e passo il tempo a preoccuparmi di proteggere Biancaneve ed il nostro rapporto, senza sapere come fare.

E la mia sgradevole sensazione di chiusura, sensazione che mi governa, in questi giorni, ascoltando le voci di persone medie e qualsiasi che invece di farsi i cazzi propri cercano di imporre una opinione fatta di chiacchiere senza basi e costrutto e senza ritenere di doversi prima informare, conoscere, vivere, è una sensazione che credo di condividere con molti altri omosessuali come me.

Ovviamente non perché stanno tutti con Bancaneve, spero bene.

 

8 thoughts on “Paese di merda”

  1. certe volte i tuoi post mi sembrano una serie di parole messe in fila senza alcun significato apparente e devo ritornare dopo un pò di tempo per cercare di capire (ma ovviamente dipende tutto da me).
    Altre volte, come questa, invece, scorre tutto come acqua fresca fino al punto finale perchè è esattamente quello che penso sull’argomento. Sintonia, immagino si definisca.
    Beha osserva che cambiare le regole fondamentali corrisponde ad un colpo di stato, benchè più gentile e per questo definito bianco; Travaglio definisce PD e limitrofi “i diversamente concordi” e Sciascia affermava che molti italiani di destra, di centro ed anche di sinistra non vivrebbero a disagio in una italia fascista.
    Tu, molto sinteticamente, usi la definizione di “paese di merda” ed io continuo a dire alle mie figlie che devono andarsene. Come ha fatto Elide.

  2. Solo recentemente ho cominciato a sentire un disagio che non avevo mai avuto. Io non mi riconosco più nel paese in cui vivo… (mi aspettavo questo post stamattina, grazie )

  3. Forse sono troppo sognatrice o troppo vigliacca ma per me è troppo comodo e triste andarsene e basta.
    Sarà che ho la sondrome dell’abbandono e non vivo senza i miei amici (che peraltro stanno tutti smaniosi di andarsene) e la mia città ma penso che dovremmo combattere, però OVER’.
    Scendere in pizza a chiavare mazzate, indignarci ogni secondo ed urlarlo, rifiutarci di lavorare, di sottostare, rivoltarci.
    Sessant’anni dopo i campi di concentramento ci chiediamo come sia stato possibile che nessuno sapesse e nessuno facesse nulla….ma stiamo nella stessa barca….tra 60 anni diraano ‘vabbè Berlusconi era pazzo e scemo ma tutti gli altri che gli andavano dietro?’…uhmm se riflettete, di chi si dice spesso la stessa cosa? Vi do due indizi: un tipo con i baffi e gli abitanti di un paese che inizia con la G.

  4. E’ un po’ che non leggo e un po’ che non commento. Ora sono venuto e ho trovato questo post quanto mai tempestivo. Come sai, non vivo in Italia, ma in Francia. Di’ quello che vuoi dei francesi e della società francese, ma guardando di qui le involuzioni della società italiana, di cui questo parlamento è specchio fedele, mi convinco sempre di più che non è il momento di tornare. Mi sento a disagio in un paese che istituzionalizza non la violenza, ma solo certa violenza: meglio a quel punto un paese che istituisce una “libera” legge della giungla dove violenza e sopraffazione selezionino il più forte. Così no, così si creano categorie di persone che devono correre a perdifiato per raggiungere – non riuscendovi -i “privilegiati”, che manco si muovono, e il cui “privilegio” è dovuto solo al conformismo feroce con cui vivono. Ratzinger…lui fa il suo mestiere di sovrano di un impero “spirituale” che dura ispirando terrore del piacere e piacere del terrore e non è che un fedele – neanche tanto originale – interprete del ruolo: è, ancora una volta, la politica e – quindi la società – che lascia che parole nelle quali non crede neanche chi le dice si trasformino in leggi, fatte apposta a loro volta per essere aggirate. L’indifferenza morale degli italiani è assoluta: loro vivono nel 3000 privatamente e nel 1000 nel pubblico, e tutto questo va bene, purché non si tocchi il portafoglio. Ah, come si vede che il (n)vostro paese non ha mai decapitato un re vivo, ma solo pisciato addosso ad un duce morto. Baci

  5. Strano come questa frase: “paese di merda” stia diventando una sorta di ritornello compulsivo. Mi sento mormorarlo spesso ultimamente. ‘Paese di merda’ vuol dire che Berlusconi non si è imposto, è stato votato. Vuol dire che sui blog dove appaiono commenti anti-governativi si possono leggere numerosissime risposte indignate con accuse di manipolazione e di complotti che sembrano deliri psicotici ma che, probabilmente, sono postate da persone normalissime. Vuol dire che forse l’orrore del personaggio Berlusconi (Ratzinger fa il suo mestiere, ogni ateo ragionevole lo sa) nasconde più che rivelare una ‘maggioranza silenziosa’ che si sente finalmente vendicata e riscattata nella sua pochezza umana. Vuol dire anche che non una sola voce ufficiale nella così detta opposizione ha il coraggio di dichiararsi ‘contro’ per paura di perdere il sostegno di questa maggioranza, rivelando implicitamente che è questa la base elettorale a cui si rivolge. Tu soffri nella tua pelle (non sulla) la situazione che è sempre ‘personale e politica’ come si diceva ai miei tempi. In altri momenti tutti si sarebbero sentiti più sicuri, le scelte sarebbero sembrate più ovvie, le possibilità maggiori, mentre gli altri sarebbero stati più silenziosi, meno aggressivi. Tuttavia, questo è l’oggi della tua vita che ti ha offerto, in ogni caso, una grande e nuova occasione d’amore.
    P.S. Quando ti sei esposta nel blog, hai accettato implicitamente che la tua vita e le tue scelte siano ‘commentate’.
    Ti voglio troppo bene

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