Domande epocali e cotolette impanate

barnbuddy

Soundtrack: Lily Allen Fuck You (ormai c’è)

Qualcuno di voi sa dirmi il titolo di quella canzone di De André che parla di un tipo al quale una donna chiede il cuore di sua madre?

Mi frulla in testa da un paio di giorni ma il neurone del titolo non si attiva.

In secondo luogo ci tengo, ma proprio ci tengo, a specificare che il post precedente è stato tolto dopo una difficile notte passata battendo i denti e cercando di riscaldare il sangue nelle vene raggelato dall’immane spavento provocato dalla muscolare dimostrazione avuta su codesto blog.

Detto questo, passiamo alle domande epocali che mi attanagliano da qualche giorno e che mi innervosiscono non poco.

Quanto riusciamo ad affermare noi stessi in quanto tali e con le nostre sole forze e quanto ce lo permettono gli altri per gentilezza, pigrizia, opportunità, strafottenza, affetto?

Quanto ci si può fidare di qualcuno che è disponibile a fare ogni genere di favore ma non ad accettarlo, se non nella misura in cui (tiè, una botta anni 70) è una restituzione di un già dato?

Quanto è corretto imporre una scelta a qualcuno?

L’immagine che noi abbiamo di un altro, quanto è simile a quella che l’altro ha di sé?

Quando si chiede di scegliere, si considera, realmente, tra cosa e cosa, ovvero, si considera il significato della scelta per la persona cui lo si chiede o si valuta solo il peso che ha per chi lo ha chiesto?

Si può essere contenti di aver ottenuto qualcosa che neanche ti appartiene del tutto, attraverso la mediazione di altri?

Perché è così necessario minacciare e alzare la voce durante una discussione?

Perché le discussioni (o questioni, o litigi, o confronti, a seconda) diventano prove di forza?

Perché mi guardo intorno e non mi fido più di nessuno?

Quanto incide, nella vita, il tempo da perdere per far diventare le questioni smisurate e sovradimensionate?

Quanto incide, nella vita, essere troppo impegnati per considerare talune questioni poco più che strunzate pretestuose?

E se per chi ha tempo da perdere sono importanti, è poi giusto non vederne il peso?

E quanto è corretto tenersi fuori guardando da lontano come se il fatto non fosse il proprio?

Qualcuno ha detto che gli amici si vedono, realmente, nei momenti belli e positivi, perché son pochi quelli che riescono a sostenerne il peso. E’ vero?

Biancaneve dice che son brava a “ridefinire”. E allora perché mi resta un campanello luminoso rosso acceso di allarme e una “ridefinizione” non mi esce manco sotto meditazione trascendentale?

Ma davvero io penso con la testa mia o è sufficiente che l’operatore ecologico che mi sfranta i coglioni alle 7 di mattina del sabato con lo sputatore d’aria per foglie secche sotto casa mia mi dica la qualunque per convincermi che il cielo è marrone?

Ha poi importanza che a quello che mi sono costruita in questi due anni potrei tranquillamente rinunciare?

Quanto poco siamo abituati a sentirci dire le cose in modo diretto e inequivocabile?

Quanto siamo bravi a costruirci un mondo fatto a misura sartoriale per non mettere in discussione le parti di noi che proprio ci da fastidio mettere in discussione?

Ma l’ironia, è un’arma?

Sono vendicativa?

Da dove arriva questo senso di delusione profonda e di svalutazione delle mie capacità di relazione e di individuazione dei nuclei di personalità?

Quanti di noi hanno il coraggio di definirsi “narcisisti” e di addossarsene il peso?

Perché ho la sensazione di essere stata impanata e fritta perbenino come una cotoletta di pollo del macdonald?

Su facebook c’è un giochino che si chiama Barn Buddy. Hai la fattoria e ci pianti gli ortaggi. Gli altri possono venire nel tuo campo e annaffiare. Ma, anche, rubare il tuo raccolto ormai maturo e mettere erbacce e bugs su quello non ancora pronto, per impedirne la crescita.

Annaffiare, rubare, impedire la crescita.

Ognuno fa quello che può.

E quello che sa.

 

 

17 thoughts on “Domande epocali e cotolette impanate”

  1. Vorrei rispondere ad almeno una delle domande epocali ma non riesco. Troppa confusione. Posso soltanto aiutarti con la canzone. E’ “la ballata dell’amore cieco”. Ciao penelope.

  2. venendo e vivendo nel caos io ci provo, se ti fa piacere, se no lo cancelli:

    poco/moltissimo quasi tutto
    tanto
    dipende dalla bontà della scelta
    pochissimo, ma ci si può lavorare
    come sopra dipende dalla bontà della scelta, se si è onesti con se stessi allora si tiene conto anche dell’altro/a, se no si sta chiedendo qualcosa per sè stessi, niente di male basta dirlo e dirselo.
    dipende da quanto la desideravi
    perchè è più difficile negare di aver sentito un urlo che un sussurro
    perchè siamo animali egoisti
    perchè non ti fidi mai di te stessa
    ahhh tanto
    tanto
    no, ridimensionare sì
    se ci si sta meglio e si chiede poco, abbastanza
    penso che sia difficile gioire genuinamente per una cosa che non ti porta nulla direttamente, quindi sì
    perchè hai paura di essere veramente una gran bugiarda
    50 e 50 [come tutti]
    sì è salutare
    una delle più difficile da usare
    la peggiore che abbia mai conosciuto
    probabilmente da una cosa vera
    perchè tendi a passare il tempo a sovradimensionare
    odio la fattoria di fb c’è gente che fa tardi mezz’ora perchè deve innaffiare i pomodori
    takare

  3. Provo anche io a risponderti, sto cercando in tutti i modi di nn soffrire come un cane e tenere la testa impegnata nelle tue risposte mi da sollievo..grazie:

    >>Quanto riusciamo ad affermare noi stessi in quanto tali e con le nostre sole forze e quanto ce lo permettono gli altri per gentilezza, pigrizia, opportunità, strafottenza, affetto?
    -mi sa che le ‘nostre sole forze’ non esistono, sono sempre interconnesse, anche se con modalità temporali e con soggetti talvolta non chiaramente identificabili

    >>Quanto ci si può fidare di qualcuno che è disponibile a fare ogni genere di favore ma non ad accettarlo, se non nella misura in cui (tiè, una botta anni 70) è una restituzione di un già dato?
    -La bilancia nel dare e avere forse significa paura di abbandonarsi, di ammettere di avere bisogno, di essere in debito … un pò mi chiude il plesso

    >>Quanto è corretto imporre una scelta a qualcuno?
    -Quando ne va della tua vita qualunque cosa significhi ‘vita’

    >>L’immagine che noi abbiamo di un altro, quanto è simile a quella che l’altro ha di sé?
    -Dipende da quanto si è disposti a buttare giù le maschere, dal grado di purezza dello scambio, di onestà, di sensibilità, di coscienza di sè, e dalla presenza o meno di aspettative e proiezioni inquinanti

    >>Quando si chiede di scegliere, si considera, realmente, tra cosa e cosa, ovvero, si considera il significato della scelta per la persona cui lo si chiede o si valuta solo il peso che ha per chi lo ha chiesto?
    -Idem come sopra

    >>Si può essere contenti di aver ottenuto qualcosa che neanche ti appartiene del tutto, attraverso la mediazione di altri?
    -Si…ecche sempre da soli

    >>Perché è così necessario minacciare e alzare la voce durante una discussione?
    -Perchè in quel momento è l’unico modo, si crede, per affermare se stessi

    >>Perché le discussioni (o questioni, o litigi, o confronti, a seconda) diventano prove di forza?
    -Perchè si ha paura di chiedere all’altro di amare il bambino ferito nonostante la debolezza

    >>Perché mi guardo intorno e non mi fido più di nessuno?
    -Perchè forse hai smesso di delegare

    >>Quanto incide, nella vita, il tempo da perdere per far diventare le questioni smisurate e sovradimensionate?
    -Troppo

    >>Quanto incide, nella vita, essere troppo impegnati per considerare talune questioni poco più che strunzate pretestuose?
    -Troppo

    >>E se per chi ha tempo da perdere sono importanti, è poi giusto non vederne il peso?
    -..mi sono persa..

    >>E quanto è corretto tenersi fuori guardando da lontano come se il fatto non fosse il proprio?
    -oddio …non è questione di correttezza ma di consapevolezza

    >>Qualcuno ha detto che gli amici si vedono, realmente, nei momenti belli e positivi, perché son pochi quelli che riescono a sostenerne il peso. E’ vero?
    -..il peso di un momento bello? è un paradosso comprensibile solo con l’invidia o la frustrazione..

    >>Biancaneve dice che son brava a “ridefinire”. E allora perché mi resta un campanello luminoso rosso acceso di allarme e una “ridefinizione” non mi esce manco sotto meditazione trascendentale?
    – sigh..nn sei mandrake

    Ma davvero io penso con la testa mia o è sufficiente che l’operatore ecologico che mi sfranta i coglioni alle 7 di mattina del sabato con lo sputatore d’aria per foglie secche sotto casa mia mi dica la qualunque per convincermi che il cielo è marrone?
    -Perchè è blu?

    >>Ha poi importanza che a quello che mi sono costruita in questi due anni potrei tranquillamente rinunciare?
    -lo potresti davvero fare?

    >>Quanto poco siamo abituati a sentirci dire le cose in modo diretto e inequivocabile?
    -tanto poco

    >>Quanto siamo bravi a costruirci un mondo fatto a misura sartoriale per non mettere in discussione le parti di noi che proprio ci da fastidio mettere in discussione?
    -Tanto tanto

    >>Ma l’ironia, è un’arma?
    -può diventarlo per chi non la considera una grande risorsa

    >>Sono vendicativa?
    -nn ti conosco

    >>Da dove arriva questo senso di delusione profonda e di svalutazione delle mie capacità di relazione e di individuazione dei nuclei di personalità?
    – Da una tua idea di fallimento?

    >>Quanti di noi hanno il coraggio di definirsi “narcisisti” e di addossarsene il peso?
    -Pochi e quelli che nn lo fanno lo addossano agli altri

    >>Perché ho la sensazione di essere stata impanata e fritta perbenino come una cotoletta di pollo del macdonald?
    -Perchè sei innamorata..

      1. di cose di cui nn riesco a parlare in un blog e che forse per uscire fuori hanno bisogno di sguardo vibrazione e calore

  4. mi piacerebbe rispondere, ma devo dire che febbricitante come sono non ho capito manco il titolo, per cui mi riservo di farlo, prima o poi!

  5. Ballata dell’Amore cieco e della Vanità…a quest’ultimo proposito mi viene sempre in mente (sulla vanità) quello che scrisse Wilde nel de Profundis…mai letto?

  6. Le prime volte che leggevo della tua storia con Biancaneve pensavo che fosse patetico per una donna di 46 anni credere ancora in certe favole.
    Mi incazzavo, giudicavo, sghignazzavo e pensavo che avresti dovuto aspettartelo, che quelle sposate non lasciano mai la famiglia e che non bisogna impegolarsi in cert fogne.
    Poi ho fatto un pò di autoanalisi, non ho potuto più ignorare quanto mi entrassero dentro le tue parole e quanto toccassero un nervo scoperto.
    Ho pensato alle Biancanevi (sì al plurale perchè, mentre giudicavo te per una, io ne ho avute due) che mi hanno spezzato il cuore, a quella sensazione di impotenza, a tutte le volte che vuoi convincerti del fatto che l’amore vince su tutto sapendo benissimo che non è così.
    A gioire per un pensiero, uno sms, a far ruotare la tua vita attorno a mille rovi ed incertezze.
    E così mi sono calmata ed adesso ti chiedo scusa per tutte le volte che leggendoti ho giudicato il tuo amore.
    L’amore non si sceglie cazzarola e questa è la qualità più bella e più terribile che accompagna questa sentimento che ci sfracanta il cuore il 99% delle volte ma senza il quale non potremmo vivere e non saremmo al mondo.
    In bocca al Lupo🙂

    1. Pensiero onesto, il tuo.
      Il fatto è, che Biancaneve non è una “donna sposata”, è Biancaneve, e sceglie la sua vita come meglio crede e desidera. Questo cambia le cose.
      Questo cambia me.

  7. OH MMIO DDIO! …ti avevo lasciata bella che innamorata, certo la storia era un po difficilotta, ma serena e rigonfia come una melanzana a scarpone e mi ti ritrovo nuovamente a spippettar domande …
    UFF!
    non so la storia non la conosco non so dire, ma so domandare (me lo ha insegnato il mio psicostrizza):”ma a te tutte queste domande a cosa servono?” perchè spaziano, s’allargano a macchia d’olio. Mi pare un calderone, uno prende e incomincia a metterci tutto dentro, chiede agli altri, qualcuno ti dice qualche cosa di giusto, ti colpisce …ci metti dell’altro … e diventa una specie di ragù messo a “pippiare” per ore ed ore … sarrà amaro, troppo amaro per condirci qualunque cosa … magari “esce” la pozione magica!
    Trova un peso, un equilibratore, che qualunque spinta tu abbia non ti faccia cadere.
    Buona sorte.
    AL****

    1. Ballo de casa, sì turnat! salutami la nipotazza, innanzitutto, che già ti adora.
      In fondo non sono mai state domande che cercavano risposta.
      Sono questioni che faccio con me stessa e ami lanciati verso persone con le quali ho avuto frizioni (delicata che sono), in questi giorni.
      E riflessioni personali sulla natura dei rapporti tra persone.
      Pippe, in pratica.
      Baci e abbracci.

  8. Comincio con la prima, poi quando arriva il cinese mi fermo…….
    1)Quanto riusciamo ad affermare noi stessi in quanto tali e con le nostre sole forze e quanto ce lo permettono gli altri per gentilezza, pigrizia, opportunità, strafottenza, affetto? io mi impegno perchè sia almeno il 70% di mio e il 30% dovuto agli altri………
    2)Quanto ci si può fidare di qualcuno che è disponibile a fare ogni genere di favore ma non ad accettarlo, se non nella misura in cui (tiè, una botta anni 70) è una restituzione di un già dato? Devo dire che io faccio parte di questo gruppo: mi faccio in 4 per fare un favore e difficilmente ne accetto……..poi ho capito che ci si può fidare poco di una persona del genere perchè in fondo ha paura a mostrarsi, a mostrare le sue debolezze e così……….con grande fatica ho imparato a chiedere ed accettare e ti dirò………cacchio è bello, ci si sente liberi!
    3)Quanto è corretto imporre una scelta a qualcuno? NO MAI!!!!!!!! io cerco di non farlo nenche con le mie figlie; la scout che è in me ha come motto “imparare facendo” e quindi le lascio sbagliare e fare….io sono il frutto invece di una madre che ha scelto sempre per me…..Solo nella scelta della scuola superiore sono riuscita ad impormi (voleva che facessi segretaria d’azienda perchè “così se ti sposi almeno hai un pezzo di carta”). Sono riuscita ad impormi all’ultimo giorno di iscrizione e ora sono quello che sai, facendo il liceo classico……..anche se ad oggi forse aveva ragione mia madre: sarei stata ‘na bella segretaria d’azienda, col mio contattino, ma vabbè!
    4)L’immagine che noi abbiamo di un altro, quanto è simile a quella che l’altro ha di sé? non me lo sono mai chiesto………proverò ad interrogarmi e ad interrogare gli altri davanti a me e poi risponderò
    5)Quando si chiede di scegliere, si considera, realmente, tra cosa e cosa, ovvero, si considera il significato della scelta per la persona cui lo si chiede o si valuta solo il peso che ha per chi lo ha chiesto? Siamo egoisti in fondo……non ci pensa quasi mai!

    Arrivato il cinese, a più tardi per la 2° parte..

  9. eccomi per la seconda parte……….
    6)Si può essere contenti di aver ottenuto qualcosa che neanche ti appartiene del tutto, attraverso la mediazione di altri? Ma sì, perhè no? In fondo se è una cosa che volevi…….l’importante è ricordarsi di ringraziare e fare buon uso del regalo che ti è stato fatto!
    7)Perché è così necessario minacciare e alzare la voce durante una discussione?
    Perchè si ha torto……..quando si ha ragione, non c’è bisogno di urlare….
    8)Perché le discussioni (o questioni, o litigi, o confronti, a seconda) diventano prove di forza? Se non si è forti in altro……..
    9)Perché mi guardo intorno e non mi fido più di nessuno? Perchè molte persone hanno rifiutato di farsi aiutare da te? Vd. sopra….o forse è un momento un po’ così perchè, secondo me, se ti giri un altro pochino, di gente di cui fidarsi ce n’è.
    10)Quanto incide, nella vita, il tempo da perdere per far diventare le questioni smisurate e sovradimensionate? Di tempo ne abbiamo talmente poco che sprecarne un po’ è un peccato mortale…probabilmente chi lo fa non ha nient’altro da fare!
    11)Quanto incide, nella vita, essere troppo impegnati per considerare talune questioni poco più che strunzate pretestuose? Se per qualcuno sono importanti e ti si chiede una mano, non si possono considerare così…però lo si può aiutare a capire che il problema non è poi così grande come lo vede e forse è una strunzatina!!!!!!
    12)E se per chi ha tempo da perdere sono importanti, è poi giusto non vederne il peso? Appunto, vedi sopra…….
    13)E quanto è corretto tenersi fuori guardando da lontano come se il fatto non fosse il proprio? se ti viene chiesto di stare fuori, rispetta e stanne fuori anche se ti sembra che la persona a cui vuoi bene si stia infilando in un ginepraio che la metà basta……….ma non stare lontano perchè in qualunque momento quella stessa persona potrebbe rendersi conto di non farcela e ti chiamerà e allora tu, in 2 secondi, devi essere là……..
    14)Qualcuno ha detto che gli amici si vedono, realmente, nei momenti belli e positivi, perché son pochi quelli che riescono a sostenerne il peso. E’ vero?
    SI.
    15)Biancaneve dice che son brava a “ridefinire”. E allora perché mi resta un campanello luminoso rosso acceso di allarme e una “ridefinizione” non mi esce manco sotto meditazione trascendentale? Per istinto di sopravvivenza?
    16)Ma davvero io penso con la testa mia o è sufficiente che l’operatore ecologico che mi sfranta i coglioni alle 7 di mattina del sabato con lo sputatore d’aria per foglie secche sotto casa mia mi dica la qualunque per convincermi che il cielo è marrone? ragioni troppo con la tua testa, ma forse ti piace anche ascoltare quello che gli altri hanno da dire……
    17)Ha poi importanza che a quello che mi sono costruita in questi due anni potrei tranquillamente rinunciare? Non posso rispondere, perchè non so a cosa ti riferisci….
    18)Quanto poco siamo abituati a sentirci dire le cose in modo diretto e inequivocabile? Io poco, però apprezzo che mi vengano dette, anche se lì per lì ci retso un po’ così….
    19)Quanto siamo bravi a costruirci un mondo fatto a misura sartoriale per non mettere in discussione le parti di noi che proprio ci da fastidio mettere in discussione? Per fortuna ci sono gli altri e, se il mondo è troppo a nostra misura, vuol dire che è troppo stretto o troppo largo per gli altri e speriamo che ce lo dicano………..
    20)Ma l’ironia, è un’arma? Io l’ho sempre usata per nascondere molti miei difetti o lacune…
    21)Sono vendicativa? Non so, non ti conosco fino a quetso punto
    22)Da dove arriva questo senso di delusione profonda e di svalutazione delle mie capacità di relazione e di individuazione dei nuclei di personalità? Da una storia d’amore bellissima ma tormentata come una telenovela????
    23)Quanti di noi hanno il coraggio di definirsi “narcisisti” e di addossarsene il peso? Nella mia cerchia di conoscenze, molto pochi, forse solo tu! Ma ce ne sono di tanti……….
    24)Perché ho la sensazione di essere stata impanata e fritta per benino come una cotoletta di pollo del macdonald? alla fine di questo fuoco di fila di domande io mi sento come un milkshake………….
    Fiuuuuuuuu. finito!

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