Videocracy e anche le promesse spose

 

Iersera Videocracy.

Ulcera.

Paese di merda. Paese piccolo, vecchio, campagnolo, psicotico.

Mi ricorda la salita del nazismo. Senza neanche la stessa grandiosità scenica.

Come allora ai posti di potere solo narcisisti patologici, psicopatici compensati, serial killer in pectore e deliranti minuscoli personaggi senza valore ma con una assurda quantità di potere.

Un potere ridicolo, ma pur sempre potere.

E le donne solo tette e culi.

E troppe ragazze a far le veline, con il sottotesto “sei una donna, quindi sei una zoccola, quindi la puoi dare a tutti”.

Mi si sono corrose le pareti dello stomaco.

Il massimo è stato scoprire che esiste una canzone che dice “meno male che silvio c’è”. Non lo sapevo e, dirò, non mi è venuto da ridere per niente.

Meno male che mia nipote è partita, perché vivere in questo paese è un segno di idiozia.

Eccoci qui, dunque, le donne puttane, i froci di merda, chi lavora è fesso. Fantastico.

Per il resto, mi abbruciano le cervella. Non posso vedere Biancaneve. Ma vi pare normale?

Mi pare “le promesse spose”. Ci manca il rapimento.

Mi girano i coglioni.

A 3000.

Fanculo a tutti.

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