@work

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Soundtrack: George Michael & Mary J. Blige As

Equipaggiamento personale:

  • n°1 fucile a pompa;
  • n° 2 pistole;
  • n° 50 palloncini;
  • n°3 cambi di vestiario,
  • n° 1 bacinella;
  •  asciugacapelli;
  •  asciugamano;
  • ciabatte;
  • costume.

Preparazione:

Allago la cucina per riempire i palloncini. Conosco i miei colleghi, so quanto sanno essere bastardi dentro. Meglio essere preparati.

Alla prima ora ho counseling con i genitori di un ciccio piccolo assieme alla TNPEE, allo Psicologo e alla NPI.

Eravamo d’accordo per cominciare subito dopo.

La segretaria mi chiama mentre sono per strada per mettermi prescia.

[Bastardi]:

Arrivo al cancello del posto di lavoro (ricordo a tutti che faccio la logopedista e lavoro in un centro di riabilitazione, casomai vi foste dimenticati o vi fosse passato per la mente che fatico in un circo) e vengo aggredita vigliaccamente dallo psicologo, e sottolineo psicologo, dotato di un fucile con gittata 6 metri.

Ma sono pronta.

Nella mia bacinella ho fucile e pistole e palloncini carichi.

NON MI AVRETE.

La NPI è dotata dell’arma finale: “la figlia seienne”. Alta strategia di guerra, ma non mi intimorisco.

La battaglia è dura ma sopravvivo con la testa inzuppata e i vestiti così e così.

Tregua. cazzo abbiamo i genitori che ci aspettano.

Entro nel corridoio per andare a cambiarmi.

Ed è l’inferno.

Logopediste, tnpee e bambini mi assalgono mentre cammino faticosamente nella palude che ha preso il posto del pavimento.

E sono disarmata.

Vigliacchi.

Mi chiudo in stanza e mi cambio.

Costume e copricostume e ciabatte.

Tregua per riunione.

Noi dell’equipe ci presentiamo grondanti e in grotteschi abbigliamenti. Riusciamo persino ad essere seri. Non so come.

Fine riunione, si ricomincia. E’ delirio.

Una segretaria cerca di salvare i computer, una madre cerca di cazziarci perché il figlio di 4 anni è una zuppa d’acqua, si bagnano documenti e fogli firma, ma ce ne fottiamo altamente.

La NPI che, ricordo per i più distratti, è la NeuroPsichiatra Infantile responsabile dell’equipe, improvvisamente, alza il tiro e si procura UN SECCHIO.

E’ guerra globale.

I genitori fuggono. Letteralmente.

Bagno totale. Lo Psicologo scorrazza in calzoncini da mare. L’unica logopedista sopra il metro e 80 riesce a contrastare la furia delle secchiate della NPI che non rispetta nemmeno i “momenti ricarica”. A una certa stacca la doccetta del lavandino e ci doccia tutti.

E oggi non c’era il sole.

Il corpicostume era talmente zuppo che mi impediva i movimenti. Vedo una TNPEE a terra colpita da due persone armate, febbrili operazioni di riempimento palloncini, una segretaria colpita a tradimento mentre parla al telefono.

Fa un cazzo di freddo e siamo stanchi e fradici come purpetielli (=polipetti, N.d.T.). Si decide di smettere.

Mi cambio ma non metto i vestiti definitivi. Non mi fido, devono ancora arrivare due colleghe, ho il terrore che si ricominci.

Lo Psicologo va via, la maggior parte delle terapiste pure. Rimaniamo in poche. La NPI si è asciugata e ha fatto svampare il fon.

Mi rilasso.

Decido di mettermi cose asciutte e le colleghe rimaste pure.

E’  in quel momento che la NPI effettua un blitz veloce ed efficace e ci rifracica tale e quale. Pistole e secchiate e bottiglie e palloncini e qualsiasi cosa contenga almeno una goccia d’acqua.

Tre ore di battaglia.

Sono sfranta.

E starnutisco pure.

Non ci ho l’età.

Ma, santa pazienza, che ridere.

 

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