Nel frattempo

Soundtrack: ce vo’.

In macchina mi ritrovo a pensare che è arrivato il momento di lasciar andare delle cose. Di abbandonare. E che abbandonare non è sempre sinonimo di uccidere. Non so se ce la farò, è una impresa enorme. Devo pensarci ancora un po’. Mi chiedo molte cose, trovo molte risposte qua e là.

Entro a Napoli da via Marina. Buffi tentativi di abbellire con le palme una strada che sarebbe, senza nulla aggiungere, bellissima. Basterebbe lasciare libero il mare.

Mangio pesce. Vedo il Fab. Indurito e scintillante come la lama di una katana. Mi festeggia e demolisce con le medesime parole. Mi dice: “non sbagliare”. Mi dice: “sii felice”.  

Dormo come ‘na bimba dopo i miei rituali di buonanotte con gli amori sparsi.

C’è il sole, poi la pioggia. Sembrava umidità solida. Napoli ha un odore preciso quando piove. Un misto di polvere e sabbia e sterco e sale e catrame.

Ziasaimon mi regala un pantalone. Ferma in un punto preciso incontro almeno 5 persone che conosco. Via i capelli.

Cammino raccontando ogni passo via sms.

Mi allungo sulla città e mi commuovo a guardare le palme morte e moribonde e i pini con la corteccia rosso sangue. L’energia di questa città, in questo periodo, è malattia e morte. Come il resto del paese, ma, come al solto, qui si vede di più.

Vedo il pater, c’è da convincerlo a spostarsi. E’ tempo. Lui resiste, vedremo. Gli racconto di me. Non so se è più stupito, imbarazzato o disinteressato.

Passeggio, incontro, guardo le vetrine, mi maledico per l’indigenza cronica e chiacchiero con Biancaneve in testa e via cell. La nostra vita immaginaria.

Di nuovo il fab. Lo ascolto e vedo la nebbia che ha saputo tirar su intorno alle sue motivazioni. E’ bello il fab. Stronzo e bello. Lui è così, inutile stare ad aspettare altro da questo.

Cena con i soliti. Mi addormento di colpo. Sonnambulo sul divano. Non li saluto neanche.

Mi risveglio per sistemarmi alle 2. Alle 4 inizia l’inferno di tuoni e fulmini e vento e pioggia. Non riesco a dormire. Dalla finestra non si vede neanche il palazzo di fronte. Assordante. Accecante. Mi addormento alle 5.

Chiacchiere, cibo, ancora sonno, è saltato l’impianto. Il docfab è stanco morto.

Trovo la mia macchina con la fiancata devastata e lo specchietto penzolante. Non riesco neanche ad incazzarmi. Mi avvilisco.

Ascolto il concerto delle cantanti italiane per l’Abruzzo. bello. Ascolto Biancaneve cambiare voce e stringere la gola. Come sempre quando non è dove vuole essere. Non è bello.

Abbandonare. Lasciar andare. Separarsi. Imparare a farlo.

Improvvisamente mi sembra importante. Prioritario. Basilare.

Son cazzi.

 

11 thoughts on “Nel frattempo”

  1. saranno anche cazzi ma SBRIGATI, almeno a separarti per sempre da questo postaccio!!
    Mi dispiace molto per la tua macchina, ma è colpa tua; perchè continui a ritornare in questo postaccio; perchè ti ostini a non voler ascoltare Eduardo che intimò “Fujitevenne!”
    Sarà che non possiedo nemmeno un briciolo della tua sensibilità ma non riesco a trovare niente che si possa salvare qui. Gnente, te dico gnente (per citare la mia scrittrice preferita). Mi sono spesso immaginato un cataclisma che distrugga tutto, qui; ma sarebbe tristemente inutile: qualche esemplare della fauna locale si salverebbe comunque e ricomincerebbe tutto daccapo. No way, no hope.
    Comunicazione di servizio: una sala disponibile l’ho trovata; in settimana chiacchiero per un’altra e ti faccio sapere. 🙂

  2. “Abbandonare. Lasciar andare. Separarsi. Imparare a farlo.

    Improvvisamente mi sembra importante. Prioritario. Basilare.

    Son cazzi.”

    Posso farne il mio nuovo must? Ma dici che è solo un anno di merda o è una congiura sistematica e studiata?

    Ah sono io cmq, la stessa Giulia di http://mylword.splinder.com/… qualcosa mi ha spinto a cambiare aria, ma posso correre quanto voglio…non fuggo…torno qui, ancora.
    =)

  3. Abbandonare………io l’ho fatto tante volte e tante altre avrei voluto farlo, ma qualcosa mi ha fermato…………Bilancio: al momento sono felice di quello che ho lasciato e anche di quello che non ho lasciato perchè qualcosa mi ha fermato! C’è anche da dire che quando faccio una scelta, non mi guardo mai indietro. Pondero, mi confronto, penso e poi….decido e poi……. basta si va avanti! Non so se per te è lo stesso, mi piacerebbe farmi una chiacchierata viso-viso con te per capire, sapere… ma vabbè mi accontento di leggerti qui in maniera un po’ sibillina! Un abbraccio forte forte

  4. Abbandonare, lasciare andare, separasi: sentire l’immensa libertà di poter scegliere. Ci si offre l’opportunità di lasciare qualche cosa che non ha più posto nel presente per ritrovarla nel profondo di noi, in quello che si è. Se non passiamo oltre, dal passato al presente, non possiamo ricordare, l’oggi non si ricorda. Si abbandona ciò che si riconosce come passato quando si sceglie di vivere nel presente, quando si capisce che nel presente c’è vita. Le nostre radici sono alla base dell’arbusto vivente che c’è oggi ma non sono quell’arbusto. Non si tratta di fuggire ma di accettare il tempo

  5. il tempo del tuo tempo è il cugino delle aspettative che come sempre fanno venire l’affanno. accarezza questo tempo. anche nelle distanze. negli abbandoni. che sono solo fisici…coraggio penny. dobbiamo averne ancora di più. ti voglio bene.

  6. @tribus: lo sfracantamento della macchina poteva avvenire ovunque, non è quello. Di fatto io, a Napoli, non mi sento più a casa ed è per questo che ho fitte di tenerezza.
    @Giulia: Ebbrava Giulia. Perché hai cambiato?
    @Crila: tu sei un treno, la TAV, per la precisione. Io son carretto trainato da un singolo mulo.
    @Cugina!: immagino ti abbia realizzato che questo pensiero è nato a casa tua. Mi fa bene vederti.
    @Alice: il fatto è che sono certa che il giorno in cui lascerò andare e abbandonerò quello che non può più essere portato sulle spalle e sulla pelle, non mi sentirò più abbandonata e non avrò paura che accada.
    @Antaiki: anni di lavoro come copywriter…

    1. Cambiato…beh lei mi ha lasciata e io dovevo fare qualcosa, andarmene da Roma non era possibile quindi ho limitato il cambiamento al blog…quel luogo allegro…
      Argh!

  7. abbandonare…
    è l’indecisione che ci fa capire quanto lo vogliamo o no
    di solito le cose senza importanza vengono abbandonate senza nemmeno persarci
    ci si accorge di averlo fatto dopo un pò di tempo
    indecisione…
    e si, son cazzi!
    buona gionata

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