Terremoti, teatri, giochini, 100.000 et al.

Soundtrack:

Ah, bel groupage nel titolo.

Come mettere insieme cose che non c’entrano una mazza tra di loro e sfangare con post solo una serie di cose in sospeso.

Dunque.

Ieri terremoto. Tralascio le questioni realmente importanti (morti, sfollati, feriti, paure, dolori, bisogni), ché son cose serie e sopra non ci si scherza affatto.

Ridevamo con la R*, oggi al telefono, definendoci “le ragazze dell’80” del terremoto del 1980.

Svegliata con il cuore in gola e il ricordo di quel terremoto di 30 anni fa stampato nel codice genetico.

Non mi è venuto niente di meglio in mente, in quei 20″ eterni, di schizzare in giro per casa come una pallina da flipper per andare più veloce dell’onda tellurica. Una surfer, in pratica.

In quella manciata di secondi ho:

  • preso la pila che non si sa mai dovesse andar via la luce;
  • acceso il computer per controllare internet nella convinzione che Roma non è zona sismica e, quindi, qualcuno ne era di certo più colpito, bisognava sapere chi;
  • acceso la radio per sentire eventali notizie di prima mano;
  • aperto la finestra;
  • aperto porta di casa, è blindata, se si s’incastra resto prigioniera al 5° piano e so’ cazzi;
  • accesa una sigaretta;
  • preso telefono e avviato un giro di messaggi agli amici e parenti.

Finito.

Mi affaccio e guardo le luci accendersi, una dopo l’altra, nelle case intorno alla mia. Aspetto ancora qualche secondo perché so, per esperienza pluriennale (non dimentichiamo gli anni del bradisisma, per carità), che le persone inizieranno ad affacciarsi e guardare le finestre altrui.

Eccoci qui.

Manco dovessimo contarci.

E succede sempre.

Un’altra sigaretta, una chiacchiera al cell con Alice e Da Queen catapultate in strada, un invadente risveglio della sora marchigiana per sincerarmi della sua esistenza in vita e a nanna di nuovo.

Stasera teatro. Splendido spettacolo della Alice. Si chiama Frozen, è all’Agorà 80 a trastevere e ci resta fino a domenica. Andateci.

E’ una storia di madri, teorie e pedofili. Emoziona, irrita e scatena domande senza risposta. Loro sono in tre, sempre in scena e bravi da paura.  Ma Alice di più. Ha un cazzo di carisma sul palco, quella donna, che mi commuove ogni volta.

La questione della pedofilia mi affascina oltremodo, ne ho già parlato. Le teorie giustificazioniste le odio. Su qualunque piano, ormai. Non dovrei, forse, essere così radicale nel pensare che anche nel peggio di sé si abbia possibilità di scegliere. Magari l’opzione è un lusso che non tutti si possono davvero permettere. Ma se non tutti, taluni possono e, fondamentalmente, resto dell’idea che se scegli azioni distruttive non esistono giustificazioni teoriche, solo la tua testa di cazzo. Con tutto quello che ne consegue. Nelle piccole come nelle grandi cose.

Ne riparleremo.

Passiamo al giochino (che mi costringe a fare una valanga di link, che palle).

Premio Symbelmine:

Sono stata chiamata in causa da Nelson, la ringrazio, ovviamente.

I sette blog che consiglio:

  1. collez, che è il mio raggio di sole quando si degna di scrivere;
  2. Trudi, che troppo bene assaje le voglio;
  3. Altung che scrive poco, è vero, ma è amico mio;
  4. Il Dandy, che ormai è un coautore di Penelopebasta;
  5. Sarcò, che è il detentore dell’ironia ebraica che io mi so’ persa negli ultimi mesi;
  6. Marassi, grande vignettista e attento analista;
  7. Il caporale Reyes, conciso e preciso in ogni intervento.

Non me ne vogliano gli esclusi, son le 3 di notte e di meglio non so fare.

Stiamo arrivando ai 100.000. Si festeggerà al The Choice. Poi lo linko.

Fatto.

Per il resto, vorrei essere capace di trovare parole che non siano le solite che vengono fuori a valanga ogni volta che si inizia una storia. Ma sembra non ce ne siano altre. Una donna così non l’avevo ancora incontrata. Una cosa così non l’avevo ancora vissuta. Una certezza così potente non l’avevo ancora assaggiata. Per quanto assurdo possa sembrare.

Buonanotte, silenti lectori.

 

 

 

14 thoughts on “Terremoti, teatri, giochini, 100.000 et al.”

  1. il quarto posto non è mica male eh?

    grasie penelope, certo è, che non ti invidio per il terremoto.

    parlo di quello dell’altra notte, perché quello emotivo è sempre bellissimo e invidiabile.

    Grazie cocca

  2. ma mò io che devo fare? scrivere 7 blog spettacolari che mi leggo ogni giorno sul mio blog?… non ho capito… sono ancora nel ghiaccio!!!! ps mi imbarazzi quando dici di me che sono brava… mi imbarazza davvero

  3. anche io vivo a roma è ho subito capito che da qualche parte fosse successa una grande tragedia…
    Gli operatori di telefonia mobile TIM, Vodafone, Wind e 3 Italia, d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell’Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni SMS inviato contribuira’ con 1 euro, che sara’ interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza.

  4. Io, che non ho affatto esperienza in “terremoti” e che per mia stessa natura tendo a vedere sempre il positivo, come una bambina, ho capito solo la mattina che era accaduta una tragedia: alle 3:30 ho pensato che fosse una scossa di magnitudo 2 con epicentro a Roma…..Troppo ingenua????
    Non ho capito le regole del giochino…..

  5. penelope: scusa se mi intrometto ma ti volevo raccontare le mie esperienze di 3 anni di California. Ci sono stato dal 1987 al 1990 e quindi compreso il terremoto dell’89 di San Francisco (Loma prieta era l’epicentro). E’ stato l’unico caso in cui TUTTI i miei amici e noi non c’eravamo. Il mio vicino di casa, numero 1 della sicurezza sismica per lo stabilimento IBM di San Josè (California), era in viaggio in Europa. Mia moglie con la figlia cittadina USA nata 6 mesi prima a San Josè (e figlio di 5 anni) era a Milano. Il mio dottore USA era alle Fiji. Io ero per lavoro a Tokio a vedermi in diretta sulla CNN la probabile distruzione di casa mia. Ho aspettato alle 7,00 ora di Milano e ho avvertito la moglie che forse eravamo senza casa in USA. Poi ho telefonato ai miei vicini di San Josè e, potenza delle tariffe oversea, sono riuscito a parlarci. Loro figlia dall’Oregon ci impiegò 8 giorni. Mi dissero la casa è a posto ma la macchina è gravemente danneggiata. Da Tokio sono andato a Sidney e 7 giorni dopo sono tornato a casa a San Josè. La casa, avevano le chiavi, era stata sistemata e so solo di avere perso 2 tazzine e 3 piattini da te. La macchina non aveva nulla, era la solita macchina usata da un Italiano, piena di gibolli e graffi. Mi ricordo che dopo 12 ore di volo in first class, attraverso turbolenze per tutto il volo, arrivato a casa e messomi a letto ho avvertito una mini scossetta e ho il preciso ricordo di come un’ondina che percorreva tutto il letto e la coperta (stile veramente cartoni animati). L’ho guardata e le ho detto: “Ma vaffan…”. Lì la scossa principale fu del 7.1 Richter. Le scosse che ancora un mese dopo beccammo erano di assestamento. Una mattina dalle 4,00 alle 6,00 quattro scosse da 5.9 a 6.2 Richter. Alla quarta mio figlio si sveglia e ci chiede ma c’è stata una scossa? Io era già dalle 5.00 che mi guardavo in TV l’epicentro (Santa Cruz) e la telecronaca delle nuove scosse (12 secondi per arrivare anche da noi). Quelli dell’Italia me li sono persi tutti: dal Friuli all’Irpinia all’Umbria. L’unico avvertito fu l’ultima scossona dell’Umbria perchè ero a Roma in Hotel al 4° piano. Per ora sembra che io porti buono. Dove ci sono io NON ci sono terremoti o li si avverte poco. Ho sentito molto di più una scossa a Forli, mentre ero sdraiato in spiaggia sul lettino. Non so se questa dell’Abruzzo a Milano si sia sentita, ma io e la moglie eravamo in ospedale a vivere le ultime terribili ore di vita di sua madre. Alle 6,30 era tutto finito. Arrivati a casa ho sentito parlare di questa nuova tragedia. Noi eravamo stati nella nostra personale bolla di dolore e al momento guardare le terribili prime immagine, eliminando il sonoro, è stato come rivivere un po’ Longarone (ci ho perso un ex-compagno di scuola, mai più ritrovato).

  6. Certo, Marcoscud, che ne hai viste cose…
    Alice, smettila di fare la preziosa. Comunque devi linkare chi ti ha premiato e poi elencare sette blog che ti piacciono e avvisarli che li hai linkati.
    Crila, è da te il disallineamento con la realtà.
    Salvo, grazie dell’informazione.
    Prego, Caporale.
    Dandy per i 100.000 non vieni a Roma?

  7. Eheheh Penelope Penelope….
    come rifiutare una proposta del genere…
    Ma non sono come tanti, e non racconto quante e quali cose mi impegnano 366giorni su 365…

    Ti dico solo una parola: magari.

  8. momenti che anche noi che siamo lontani viviamo tramite le innumerevoli dirette dei tg
    momenti che portano angoscia a noi che non li viviamo
    posso immaginare chi in questo momento non ha nemmeno più lacrime da versare
    è adesso che i grandi devono darsi da fare, poche parole che tanto non servono a nulla, ma tanti fatti
    questi si che sevono

    complimenti per il premio, una catena che porta sorrisi in questo mondo è sempre ben accetta.
    buona giornata🙂

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