Fuochi, spettacoli e bugie

torciaumana

Soundtrack: The Prodigy Firestarter

– Messaggio del tutto personale per R* e Alice: mi si è sfrantacagnato il cell e i vs numeri di telefono non ce li ho segnati da nessuna parte. Volevo chiamare stasera, ma proprio non so come fare, non posso mandare neanche sms, mi si può solo chiamare – e, inoltre – to whom it may concern sapeva esattamente come avrei reagito e cosa avrei fatto, step by step. Il che me la dice lunga. D’altra parte, non è un tipo da gesti impulsivi e immotivati. And now shut up, Penelope –

Ma quanta gente busciarda esiste al mondo?

Non sono contraria alle bugie in sé per sé. Vivo di improbabili giustificazioni per ogni mio ritardo cronico, per le buche che elargisco a profusione e per le mie dimenticanze.

Non parlo di quello.

Parlo delle bugie che si usano per coprire la miserabilità d’animo.

Quelle parole e quei modi ventosi e sabbiosi che dovrebbero servire a far credere alla “platea” umana che si è fatti di altra pasta che non sia quella fecale.

Non lo capisco tanto. Non capisco neanche come si possa credere di riuscire davvero ad essere convincenti.

magari si può esserlo, quando la patologia avanza a tali livelli da non essere neanche più curabile. Comunque, sopravviveremo.

Il micro-week end a sansiti è stato denso. Le prove per lo spettacolo hanno inizio e il delirio avanza indisturbato. Rifare una cosa messa in piedi vent’anni fa è, in realtà, complicatissimo. Perché è difficile uscire dall’innamoramento di scene e vissuti legati ad un periodo solare e vitale.

Ma certe cose sono talmente improponibili che c’è da riderne fino a morirne.

La nuova truppa ha, ovviamente, una età media di 50 anni. Peraltro un lesbicaio. Le mie ex si sono consorziate e inciuciano all time long. Volano epiteti, soprannomi, insulti velati ma anche no. In un tripudio di dissensi e di resistenze al movimento fisico.

E saremo in un teatro da 1500 posti. Marò che figur’ ‘e merd’.

Ma ce la faremo.

Mi si chiede di tornare a Napoli, non riesco a spiegare perché non voglio tornare. O meglio, non riesco a far capire il mio diniego. Non riesco a far capire che sarebbe comunque una sconfitta, per me, dentro. Preferisco patire e guerreggiare qui. E’ pur sempre altro da quello che ho già fatto e visto. Non del tutto, ad essere sincera. Ma è comunque altro. Non ho voglia di tornare dov’ero. Bah, non lo so spiegare.

Fuoco. Quello è nella mia testa, nel mal di testa che ho avuto stanotte, così forte non lo avevo da almeno vent’anni. Il fuoco è nelle mie reazioni costantemente bruciate e brucianti. Nel mio partire prima di pensare, nel mio accendermi per ogni cazzo di puttanata mi venga detta, nel mio rispondere a quello che mi ferisce. Nel mio farmi carico di cose che manco mi appartengono.

E sono così facile da accendere che a breve mi metteranno il sistema antibambino di sicurezza. Con un ddl, credo.

Non mi pare che il passare degli anni mi spenga. Affatto. Mi pare pure di peggiorare.

Non vorrei essere così. Vorrei avere quella calma interiore da buddhista conclamata. Quella lucidità che ti permette di pensare e non scattare, di osservare e non scalciare, di accogliere e non devastare.

Nella mia wish list dell’anima c’è uno sguardo sereno sulle cose del mondo. La distanza giusta, quella che ti permette di occuparti delle cose e delle persone senza esserne toccata, senza vulnerabili pezzi di pelle scoperti e reattivi.

La mia vecchia gatta ed io siamo diventate due pazze borbottanti. Uguali, proprio.

Buonanotte, gente varia, vado a nanna che ho dormito poco e male.

Un’ultima, piccola nota piacevole: mi accorgo che le persone che conosco hanno avuto, alla canzone del piccione di comunione e liberazione, reazioni indignate e disgustate. Io so che, se non avessero conosciuto personalmente almeno una lesbica nella vita, non ci avrebbero neanche fatto caso.

 

8 thoughts on “Fuochi, spettacoli e bugie”

  1. Sappi che è verissimo.
    I gatti trasformano i loro padroni (al contrario dei cani, che tendono ad involvere supinamente).

    Piuttosto.
    Un’amica mi chiede di indagare sul tuo conto…perché “è proprio il caso di conoscerla”…
    Hm.
    Oltre ad aver abbondantemente sputtanato le sue curiosità, magari ha ragione lei ed è assolutamente necessario conoscerti.
    Tu che dici?

  2. Eh. Sputtanaile proprio proponendole come curiosità di seconda mano (tipo).

    Eqquindi…

    Siccome hai un modo di scrivere accattivante, si presuppone che tu sia una persona interessante da conoscere, ecco.
    (benché io abbia il vago sospetto che tu sia dei gemelli…aventi…confessa!)

  3. Ah ecco.
    Meno male va.
    Mi hai tolto un grammo di angoscia.
    Anche se pure toro…mah.

    No, it isn’t.
    (even if, sometimes, the pen is on the table).

  4. La faccenda dello sputtanamento avrà un senso quando e se c’incontrerai ed io, splendidamente, ti dirò: eccola è lei quella che mi ha mandata in avanscoperta!

    Sono soddisfazioni da gustare al momento (eh).

    PS
    How much wood would a woodchuck chuck, if a woodchuck could chuck wood? (gh)

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