To whom it may concern II

Vuoi lo spettacolo?

Te lo do, lo spettacolo.

Sai, è un periodo nel quale non mi è facile mettere il ghiaccio nella cervella, parto veloce e vado di testa. Non sono mai stata una riflessiva e, che dirti, saranno gli ormoni da pre menopausa.

Pensavo che chi mi conosce bene si fosse accorto che, ormai, non scrivo più, su questo blog, le cose che sento o che vivo dentro.

Pensavo anche che, in qualche modo, fosse facile da capire che il silenzio, la distanza, la mancanza, sono difficili da sostenere. Per me.

Ma d’altra parte, è vero pure che non c’è affatto da preoccuparsi.

Non ce n’è motivo.

Cattive abitudini prese in un lasso di tempo tutto sommato breve. Si può tranquillamente tornare da dove si è venuti.

Dovessi mai aggiungere pensieri inutili all’assenza di pensiero dichiarata?

Non mi permetterei mai.

Le rivisitazioni e glorificazioni fatte su cose che rivisitate e glorificate non possono essere, mi infastidiscono.

Gli insulti alla mia intelligenza, pure.

Se hai voglia di litigare, tesoromiobbello, abbiamo infiniti pretesti da utilizzare senza andare a tirar fuori quelli che fanno ancora troppo male per dissolversi in un’ora. O i mostri dal baule.

Sì, era un invito a comunicare, comunicare cose che riguardassero te, le finte scuse te le puoi risparmiare, considerando che non ti ho “chiesto” niente nè, tantomeno, ti ho interrogato su cose che riguardano il mio sentire e il mio modo di fare. Che tu non sappia una mazza di quello che vivo ora, è evidente come è evidente che te ne fotti. Resta in questa dimensione, tesoro, va benissimo così.

E, cazzo, non ti azzardare più a rivoltarmi contro le cose che mi appartengono e che hai condiviso finché hai ritenuto opportuno per te condividerle.