Untitled

Immagine a piacere

Soundtrack: Niente che devo svuotare il box, è pieno. Se ne parla domani.

Questo è un po’ difficile da scrivere.

In galleria urlo ininterrottamente. Urlo e lacrimo. Disperata e rabbiosa. Sono umida dentro e fuori. Spaventata. A morte. Paura di perdere di nuovo tutto. Paura di perdere. Di restare di nuovo senza niente di niente. Come sempre. Come è già successo. Deja vù. Mi fa male.

E non so che farmene di tutta questa paura, non so dove metterla, non so in cosa trasformarla, non so nemmeno con chi condividerla.

Non mi piace annoiare. Non mi piace ripetermi. Non mi piace esserne ostaggio.

Recalcitrante.

Come sempre.

Ri-partire, ri-cominciare, ri-trovare, ri-cercare, RI-. Da sola.

Non è che io pensi di non farcela. Io sono pietrificata dal terrore.

Come mai prima. Come sempre.

Sono le quattro del mattino, sono stata al Circolo degli Artisti con le mie Amiche. Ho bevuto. Ho ballato. Dovrebbe essere bastato.

Non è bastato.

In macchina facciamo un gioco, il gioco di V**. Serve radio Subasio che mette canzoni assurde senza spazi. Si dice “la prossima è tua”.

A me è toccata “la forza della vita” di Paolo Vallesi.

No, dico, mi si prende per il culo?

Per quanto tempo ancora mi tocca produrre energia nucleare sufficiente a rimettermi in piedi ogni due anni? Quando finisce? Quand’è che a me tocca di costruire pensando che non finirà o svanirà o si dovrà abbandonare per un qualsiasi cazzo di motivo di merda esterno alla mia volontà?

Io voglio sapere quando sarà il momento di costruire per la gioia di farlo e non per la fretta di sopravvivere.

Voglio sapere quando tocca a me.

Voglio una casa che sia la mia, voglio un lavoro che non mi sfugga dalle mani, voglio tenermi con delicatezza e serenità le cose e le persone che mi guadagno facendomi un culo così.

Dio solo lo sa quanto investo e quanto credo nelle cose che faccio. Ma pare se ne fotta altamente.

Vado per i 46.

Dai 19 in poi mi sono reinventata ogni due/quattro anni.

Almeno 9 vite fino ad ora, a occhio.

Ho il terrore di farcela di nuovo.

Strano a dirsi.

Ben strano karma, potrei dire se ci credessi.

E un tempo ci credevo.

Non riesco a calmarmi stanotte.

Ho freddo, tremo come un’idiota e sono fuori di me.

Abbracciami. Forte forte, come si abbraccia una figlia che deve partire, come se fossi una bimba che si sveglia di notte, come non avessi altri che me. Come se volessi proteggermi. Come se mi volessi calmare.

Miii, quando arrivo a soffiarmi il naso con il lenzuolo vuol dire che sono alla frutta.

 

18 thoughts on “Untitled”

  1. potrei farti un lungo discorso su quant’è figo e allo stesso tempo difficile essere donne ‘di frontiera’, ma l’ho fatto tante volte e non funziona più.
    potrei citarti una per una le teorie filosofiche e le religioni che tentano una risposta per riempire certi buchi di senso e di impotenza, ma non lo farò, non serve neanche questo, lascia le mani fredde.
    potrei dirti che ci passo anche io, a cicli, ma il mal comune mezzo gaudio irrita a lungo andare.
    Allora ti abbraccio, con-passione, condivido il tuo male, so cosa significa, è l’unica medicina calda che conosco per rendere certi buchi meno neri.🙂

  2. Beh non ti invidio.
    Non ti dirò, dai forza.
    Non ti dirò quanto è figo blablablablabla
    Ti dirò che da 46anni trovi motivazioni per alzarti la mattina e non so perchè dovresti finire proprio ora.
    Perchè?
    Io lo faccio da 25anni e mezzo e anche se sarebbe bello sistemarsi cuore, lavoro e vita una volta per tutte, credo che troverei modo di incasinare qualcos’altro. E anche tu. That’s life. Siamo uomini. E donne. (separati da un punto per non confonderci con troniste/i di Maria de Filippi).
    Sorridi Penelope e rimboccati le maniche: è tutta vita!
    Un venerdì mi piglio la barca e vengo a Roma a ballare con voi donne.

  3. Un po’ cheeky, ma leggila,e se puoi ascoltala e fatti una risata liberatoria….

    DO IT- SPICE GIRLS

    Wey hey,
    Come on, come on, come on

    Come on and do it Hey
    Do it, do it, do it

    It’s just another thing keep your eye fixed on the road
    Do what your mama said
    I will not be told
    Keep your mouth shut, keep your legs shut
    Go back in your place
    Blameless, shameless, damsel in disgrace

    Who cares what they say
    Because the rules are for breaking
    (I’ll said ya)
    Who made them anyway
    You gotta show what you feel
    Don’t hide

    Chorus
    Come on and do it
    Don’t care how you look, it’s just how you feel
    Come on and do it
    You gotta make it real
    Come on and do it
    It’s time to free what’s in your soul
    You gotta get it right, this time
    Come on freak out lose control

    Remember things like this should be seen and never heard
    Give a little respect to me & it will be returned
    Keep your head down, keep your nose clean
    Go back against the wall
    Girl there’s no way out for you
    You are sure to fall

    Who cares what they do
    Because it’s yours for the taking
    So it’s not for you anyway
    Make your own rules to live by

    You might do the wrong thing (might do the wrong thing)
    for the right reasons (for the right reason)
    Don’t just do the right thing (don’t do the right thing)
    to be pleasing (to be pleasin Baby)

    Who cares what they say
    Because the rules are for breaking (I’ll said ya)
    Who made them anyway
    You gotta show what you feel don’t hide

  4. Sono di ritorno dal funerale di un ragazzo di nemmeno 30 anni. Ha combattuto fino alla fine, ma ha dovuto cedere. Tu hai (noi abbiamo) una vita da poter reinventare…lui, ormai, ha solo la morte e noi il gelo nel cuore. Dobbiamo lottare sempre per strafottere questa vita stronza e aggrapparci ad un amore dolce anche se problematico, ma che è la fiamma che ci accompagnerà sempre.

  5. Non si tratta di reinventarsi, ma di cambiare forma. Siamo liquidi che prendono la forma del contenitore: purtroppo non posso farti un parallelo matematico, e non posso parlarti di connessione, ma l’idea è che il contenitore spesso non è tale da contenere tutti i punti del segmanto che congiunge due sue punti interni. Per arrivare da A a B o esci allo scoperto o devi fare stranissimi percorsi curvilinei. Bah, basta così. Non ti chiamo: questo è il mio saluto. Parto stanotte. Torno a marzo. Credo di poterti ospitare se vieni, anche se non ho capito ‘sta casa quant’è grande. Il numero maericano dovrebbe essere rimastolo stesso, quello italiano ovviamente idem. Sursum corda.

  6. Certo che mi sono soffiata il naso con il lenzuolo.
    Imo, ho trovato un torrent della puntata e lo sto scaricando. Non è quella ufficiale, è una preview della produzione. Vedremo. Altresì si troverà domani mattina.

  7. PENELOPE: l’anno scorso una ragazza della LLI mi aveva dato il link di un sito da cui si scaricava velocemente. Io non vorrei dover usare il mulo che è lento. Torrent boh… l’avevo scaricato tempo fa, ma devo averlo disinstallato: tu me lo consigli? Quale esattamente?

  8. So che cos’è, anche se per altre cause. Io, preferisco stare sola e aspettare che l’onda arrivi, mi colpisca, si propaghi e se ne vada a fare in culo.
    Ma, pure se non richiesto, ti prenderei fra le braccia,come se fossi una dei tuoi cicci e ti farei le cullette, aspettando che ti addormentassi, calda calda.

  9. i giudei e non errano.egli disse:turnarragg’ quando tornano sti rose,ma tu, penelope sei piu’ vicina,per quanto mi interesserebbe di piu’ uli; la cuccia di argo e di quella ndondera della dona e’ spaziosa,calda,morbida e con tanti pupazzetti.se ti accorano troppi pensieri con noi ti aspetta una grande varieta’ di croccantini e di prelibatissime mousse………………..

  10. – Tesoro di un Argo, sarò lì presto, i tempi sono lupi e le tane sono vitali.
    – Fab facci sapere della sistemazione.
    – Imogene, è nu poco na palla, se non fosse la certezza assoluta che quella stronza di Jenny muore, finalmente e dopo sei serie di insulti.
    – deepgreen, gli abbracci caldi sono sempre bene accetti.

  11. anche io mi trovo a chiedere quando sarà il mio turno di stare tranquilla, di non vivere alla giornata attendendo la catastofe, di costruire una vita il più felice possibile… e di smettere di piangere. in fondo non si chiede tanto.ma intanto il mio cuscino credo non ne possa più di sentirsi bagnato…
    ti capisco, per quanto possa servire la vicinanza virtuale di una sconosciuta.

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