La notte

Soundtrack: Patty Smith Because the night

Toh, che originalità.

Scendo per comprare le sigarette. E’ tardi.

La notte pizzica nel naso.

Inizia con uno sbadiglio che finisce con un brivido al centro delle spalle.

Rumori amichevoli.

Mani in tasca.

Malgrado tutto resto un animale notturno. Gatta custom, da strada ma senza troppe pretese di velocità ed emozione.

Non è atto di coraggio scendere da casa per andar dal tabaccaio nel mio quartiere.

Per questo mi piace.

Qualche macchina spara a palla improponibili canzoni balcaniche o degli untz-untz da ritorno a casa dopo dancing sunday.

Che la domenica finisce prima degli altri giorni della settimana. Ed è la metà del venerdì e un terzo del sabato.

Finisce nel pensiero che domani si ricomincia. Come se ci si fosse fermati. Come se solo il lavoro cadenzasse lo scorrere del tempo e limitasse lo spazio.

Ma non è davvero così. Lo sappiamo tutti ma meglio dirlo a bassa voce. O la settimana muore prima di cominciare.

La notte insiste e persiste. Quando la perdo mi dispiace.

Dormire di notte è una perdita di tempo. Meglio di giorno, quando la luce ti investe e i rumori ti attraversano e le persone urlano e tutto è molto, molto definito.

Da una delle mie case si vedeva il Vesuvio e il golfo steso lungo curvo e illuminato.

Una cartolina un po’ banale. Ma non all’alba, non in quel momento scioccante nel quale le luci si spengono e il sole si appoggia sulla spalla sinistra del vulcano. Lo aspettavo spesso.

Per sapere quando era il momento si andare a letto.

Mi piace ancora la notte nera. Mi piace ancora guardare i palazzi con le luci spente e le finestre chiuse alla ricerca di un segno di vita alternativa.

E Roma ha i suoi landscapes, forse meno bastardamente evidenti. Come ovunque.

Mi piace ancora passeggiare di notte e stringermi per contenere il freddo.

Mi piace ancora mettere le mani in tasca e sentire.

Non è per guardare in alto. Non lo faccio quasi mai. E’ per passarci dentro.

 

– Minchia, tutta ‘sta storia per 150 metri dal palazzo al tabaccaio e ritorno… –

9 thoughts on “La notte”

  1. la sigaretta notturna è la migliore, quella fumata al balcone anche se fa freddo in compagnia dei tuoi pensieri e dei rumori di strada. quella fumata guardando il vesuvio poi…
    buona settimana e scusa l’intrusione!

  2. adoro camminare di notte.
    una volta si fermò un tipo a chiedermi quanto prendevo.
    gli ho detto 50e.
    e poi me ne sono tornato a casa.
    sono tornato ogni fottuta sera in quella strada, ma mai che fosse passato qualcuno a darmi altri soldi!

  3. Comunque, ieri ho capito la differenza tra il posto in cui sono e quello in cui sono cresciuto. Scena: un bar molto rilassato, il Sound Bar, dei cui proprietari sono amico, in una fredda serata di ottobre. Entro, saluto quei (pochi) che conosco, comincio a chiacchierare con un finnico che si occupa di musica, e finiamo a parlare delle prossime presidenziali. Iraq d’obbligo, con opinioni diverse, fino a quando si avvicina un ragazzo dello staff (che io conoscevo) dicendo “Ah, l’Iraq, sì lo conosco”. 27 anni, di etnia cinese, è stato li’ dal 2005 al 2007, è stato ferito (ma leggermente, dice mostrandomi un braccio con delle bruciature e dei buchi), quindi ricoverato in Germania per 2 settimane, e rimandato direttamente a Falluja. Poi si congeda, torna nel posto dove sono, finisce gli studi di cuoco (!) e lavora al Sofitel, mentre nei week ends lavora al Sound Bar. Mi dice, al termine di una lunga conversazione: grazie per avermi ascoltato, qui nessuno mi chiede mai dell’Iraq. E dire, M., che non ho perso nessuno dei 12 uomini di cui avevo la responsabilita’, solo questa scalfittura qui, e neanche dolorosa. Pensa, che quando mi hanno colpito non ho sentito dolore, ma solo il terrore di non sapere da dove sparassero….27 anni (e all’epoca ne aveva dai 24 ai 26)….

  4. @Auryness: benvenuta, nessun disturbo, sei linkata.
    @Omaha: mancavi a questo blog.
    @Alice: dai 18 mq si vedeva il cortile del chiostro e la casa di Ciro il femminiello che si porta a omm’ che vendeva le sigarette di contrabbando.
    @Sarcò: Ma dove te ne vai in giro, ad Agnano?
    @Unodei: il paese dove stai ora, secondo me, è umanamente una chiavica. Ma magari tu riesci a trovarci qualcosa di più interessante.

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