Giornata di merda

Soundtrack: Eurythmics Sweet Dreams

Inizia stamattina alle nove e mezza con una telefonata della mia amica e collega M** in lacrime.

Il suo fidanzato, il mitico L**, ha avuto un infarto ed è ricoverato al San Giovanni.

Un infarto. A 31 anni. Da due mesi in osservazione al C+. Cazzo ma si può?

Sta bene adesso, ha avuto una angioplastica al volo con uno stent (steant? steanth?) nuovo di pacca. In intensiva, sveglio e vigile con ottimi segni di ripresa.

La giornata è finita adesso. Una delle poche cose che so fare è tranquillizzare la gente in ansia, lo dico spesso. Sono una buona compagna di emergenze (non di merende).

Ho avuto poco tempo e spazio per fare considerazioni, quando c’è da esserci per qualcuno non c’è tempo di spararsi pippe, è anche cattiva educazione.

Ma ora qualcosa mi viene in mente e sono cazzi vostri.

E non si tratta del tipico “la vita e breve… siamo sotto al cielo… oggi ci siamo domani chissà…” con tutto il corredo di “godiamocela finché dura… carpe diem… viviamo ogni giorno come se fosse l’ultimo… ogni lasciata è persa”.

No.

Questi discorsi mi fanno scendere il latte alle ginocchia e la bava all’alluce del piede.

Non può essere sempre uguale, non può essere sempre tutto speciale. Ci sono giorni nei quali hai voglia di prenderti tutto, giorni nei quali restituiresti la vita indietro in cambio di un frullatore, tramonti che ti sciolgono i polmoni e albe che vorresti non avere visto, persone che valgono la pena un’ora prima e un’ora dopo non esistono, desideri imprescindibili e vuoti incolmabili.

Come si può pensare che la vita possa davvero essere sempre vissuta ai suoi massimi livelli? E quali sono ‘sti fottuti massimi livelli?

Intensamente. What does it means? Per ognuno qualcosa, per qualcuno niente.

Allora la questione non è qui. Non è nella vuota ripetizione di frasi poetiche e maledette, non è nella convinzione che attraversarla tutta sia un valore eroico, non è nel rivestire azioni e pensieri con l’epicità di altri e neanche sopravvivere con dignità.

E se una giornata va a vuoto, che importanza vuoi che abbia? cosa cambierebbe se l’avessi vissuta in un delirio di sex and drugs and rock&roll o in un seppuku di volontariato estremo?

Minchia quanti punti interrogativi.

Importa quanto riesci a prenderti cura di te.

Quanto sai cullarti, capirti e coccolarti. Quanto sai guardarti con gli occhi di una madre affettuosa e/o di un padre protettivo, quante volte hai saputo dirti “non ti preoccupare” e le volte che hai capito quello che c’era da capire.

Conta se ti vuoi bene, se ci hai provato, se l’hai sfangata quando c’era da sfangarla, sfondata quando c’era da sfondarla e non il contrario.

Importa quante persone ti ritrovi intorno.

Quante hanno voglia di esserci anche se è faticoso, quante hanno scelto te, quante vogliono che tu stia bene, quante soffrono se tu soffri e festeggiano se tu festeggi.

Quante e quali. Fosse anche una sola, fosse il tuo padrone di casa che aspetta il pigione (=affitto di casa N.d.T.) arretrato, se è quello che volevi, va bene così.

E solo così, se muori domani, ne è valsa la pena.

 

 

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5 thoughts on “Giornata di merda”

  1. SONO UN PO’ DI GIORNI CHE SEI DIVERSA, MI PIACE IL MODO IN CUI STAI VIVENDO I TUOI STATI D’ ANIMO, AFFRONTI GLI AVVENIMENTI CON MODALITA’ ESTRANEE AL TUO SOLITO MODO DI REAGIRE. TUTTO QUESTO SENTO CHE E’ POSITIVO, ALMENO LO SENTO IN MODO NON RAZIONALE E SPERO SIA LA TUA STRADA NUOVA. A PRESTISSIMMOOOOO

  2. Ma cazzo, merda… !!!!!!!!!! Pienamente d’accordo con te. E io sono triste se tu sei triste e festeggio se tu festeggio, e vedo che stai cambiando in meglio e sono felice.
    TI PREGO ricordati di dare un bacio grande a L. e soprattutto a M. mi dispiace non essere li:)

  3. @china: non so, vedremo. E anche se venite davvero, fetenti.
    @Elide: te li ho baciati e abbracciati. Anche per me vale lo stesso e, in questo periodo, festeggio con te.
    @Alice: io lo so.
    @Amico del muretto: grazie dott, per ora sta apparatissimo, dato che quelli del C* hanno fatto una tale mole di cazzate e di figure di merda (tre mesi tre che se lo tenevano in osservazione senza fare esami adatti e senza alcuna cura) che ora, temendo conseguenze, lo stanno trattando come il papa. Inutile smuovere altro ma, appena si arripiglia, da te lo mando. Sempre che tu sia lì e non altrovissimo eh eh…

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