50.000 cliks e corteo numero 3

Soundtrack: Queen We will rock you

Seeeee, che esagerazione. Ma mi pareva codesta musica suonasse bene.

Oggi i nostri cartelloni sono stati eletti i più belli del corteo (“senza contratto – senza stipendio“, “Annamo a lavorà – ma nun se pò magnà“, “contratto scaduto – stipendio fottuto“). Non ho parole.

La seconda volta che passo, quest’anno, lungo i fori imperiali fino a piazza venezia, il terzo corteo cui partecipo.

Che sia un segno? Sì, un segno che le cose non vanno avanti, tornano indietro.

Eravamo molti, circa 15.000.

Era lo sciopero nazionali dei lavoratori della sanità privata, per chi non lo sapesse.

A chi non interessa, spiego che il contratto dei privati è fermo da 33 mesi (i privati sono AIOP, ARIS e Don Gnocchi e spiego anche che l’ARIS sono i cattolici che ignorano persino il loro capo, mi pare si chiami Ratzinger, che sostiene che in Italia ci sono disparità salariali) e che c’eravamo noi, i colleghi dell’ex “anni verdi” e i poveri creaturi delle Marche, senza stipendio da mesi.

Nella sanità privata ci sono un sacco di lesbiche. A tratti pareva il gay pride.

Ma who cares? No one but me.

Quindi si passa ai 50.000 clicks dei quali sono orgoglioserrima. Dal 12 dicembre 2007 al 18 settembre 2008. 9 mesi e 6 giorni. Una gravidanza.

310 giorni e una media di 161 pagine visitate al giorno. Mi pare almeno. Per un blog privato e cazzeggiante. Per parlar di lesbiche e pippe individuali.

Apperò.

Ribadisco, domenica 28 settembre al Gloss io vado e mi faccio offrire una/varie birre – se non ho ancora avuto lo stipendio – o la offro io – se lo stipendio arrivò -.

Ma sai che son contenta? Di cosa cazzo sono contenta non saprei.

Fab, ora ti scrivo una mail, così sei contento.

Questo template è definitivo.

Auguratevi all together che sta storia finisca, perché al momento non riesco a parlare d’altro.

Questo paese fa schifo.