Lesbiche_Banana

Soundtrack: Gabriella Cilmi Sweet about me

Le Lesbiche_Banana sono una categoria trasversale. Se ne possono trovare elementi in ogni specifica classe di lesbiche conosciute. Le manifestazioni tipiche della Lesbica_Banana prescindono da censo, livello culturale ed educazione. Non sono riconoscibili al tatto, a naso o a vista, spesso sono tranquille lesbiche senza particolari orpelli o grilli per la testa.

Ad un più attento esame si potrebbe affermare che, coloro che sono consapevoli del proprio livello di bananaggine, tendono a tenersi ai margini delle situazioni, defilate e mimetizzate. Esse, infatti, sanno di cosa sono capaci e preferiscono tenersi fuori dai guai.

La L_B, pur dimostrando, in vari settori teorici e pratici dell’esistenza, la presenza di un barlume di intelligenza, è in grado di disfarsene in un nano secondo di fronte ad alcune situazioni più o meno tipiche.

La manifestazione più eclatante di Bananite la possiamo osservare quando una L_B è in presenza di altre lesbiche.

Potrete notare che ascolta con attenzione ed interesse, tende a donare credibilità all’interlocutrice, si fida e, in qualche caso particolarmente grave, è in grado di modificare la propria opinione in base alle puttanate insulse espresse da chiunque.

Non che non abbia una propria personalità, la Lesbica_Banana, lei cerca semplicemente di considerare gli altri degni di ascolto e considerazione, ma dimentica patologicamente che le chiacchiere delle lesbiche sono, generalmente, prive di: fondamento, motivazione, sostanza, spesso intelligenza. Insomma la nostra L_B si illude sempre e comunque di avere di fronte persone dotate di neuroni funzionanti e non ciò che, in realtà è noto a chiunque: tra le orecchie della maggior parte delle lesbiche, infatti, c’è il nulla (peloso, ma pur sempre nulla).

Oltre a questa caratteristica che, in verità, rende difficile la vita solo all’oggetto della nostra disamina, ne troviamo un’altra che, volendo, è anche peggiore.

Se la L_B si trova in un contesto pubblico, in compagnia delle sue sorelle di lesbicanza e ben protetta da sponde e spalle, sa comportarsi in modo brillante, sagace, ironico e cinico.

Se puta caso si trova da sola e viene interloquita da un’altro essere di specie femminile che possa superare la soglia della guardabilità anche di un solo punto percentuale, la Lesbica_Banana si produce in una serie di comportamenti da film comico degli anni 50.

Ella balbetta, arrossisce, fornisce risposte senza alcun senso, giustifica verbalmente la sua esistenza e, in qualche caso, si stampa in faccia un sorriso ebetoide che farebbe fuggire anche una ninfomane.

La Lesbica_Banana, se non viene incatastata (=sbattuta, N.d.T.) in faccia a un muro,  non sarebbe in grado di trovarsi una sola fidanzata per tutta la vita.

Perché, la fragile creatura, crede un no sia un no e un sì un sì, dimenticando la natura intrinseca femminile che prevede una interpretazione fantasiosa (il “forse” è il sottotesto in entrambi i casi). Se un’altra donna la ignora, lei crede di non interessarla, non che si tratti di una strategia bellica. Se un’altra donna le dice NO, lei si ritira nell’angoletto (sebbene incazzata come un armadillo) e non baderà più ai segnali che l’altra, ovviamente, le manderà ad ogni piè sospinto. Se un’altra lesbica la guarda con interesse, infine, ella crederà di avere macchie sul vestito, capelli malamente scompigliati o un ictus in itinere che le deforma il viso in una maschera orrorifica.

A questo proposito si possono citare casi emblematici di approccio tentato e di risposta di Lesbica_Banana.

Donna che guarda con insistente interesse tra la folla: alla L_B iniziano sintomi come sudorazione delle mani, secchezza delle fauci, tremore alle estremità, tachicardia e appannamento della vista. Così fuggirà in preda al terrore e, quando il giorno dopo cercherà di nuovo quella donna, non la troverà più perché è partita per l’Australia.

Donna stesa sul letto che finge di dormire al primo appuntamento: la L_B cambierà stanza per non disturbare;

Donna che si avvicina per approccio standard: la L_B risponderà balbettando arrossendo: “Nnno è cheeee, mi dddispiac’ nonnonnnn lllo so, cosa?” (la domanda era “mi fai accendere?”), oppure “No” con acidità e sopracciglia contratte (la domanda era “di dove sei?”);

Donna che l’abbraccia con trasporto: risponderà all’abbraccio irrigidendosi e dispensando virili ed amichevoli pacche sulle spalle.

Mille altri esempi potrebbero essere riportati in questa sede.

La Lesbica_Banana è, in fondo, una romantica sognatrice, timida e fiduciosa, una infanta della lesbicaggine. Ed a nulla valgono gli anni di militanza, i calci in culo e e le numeroserrime sole.

Niente da fare, non capisce.

 

 

Ricominciamo

Soundtrack: Ben Harper Better Way

[- PROOOF! ti cerca il Dott. Chiama -]

Orbene. Ho un computer in prestito. Una delle mie sante protettrici, la colleguzza M. ha avuto il coraggio di mettermi in mano il suo portatile usato una sola volta da lei. UNA SOLA VOLTA!.

Nel frattempo lo sistemo un po’. Sono quindi scarsa a musica e metterò quello che posso, in questi giorni. Pazienza.

Come tutti sapete, mia nipote è partita (con corredo di psicodramma familiare nella nottata) e la stanza da lei abitata in questo anno è vuota. Sto cercando di affittarla, ma non è così semplice come mi aspettavo. Vorrei restare ma non è così scontato.

In questi giorni una mia vecchia conoscenza lesbica mi ha fatto una proposta che pareva risolutiva. Non la migliore possibile, ma l’unica che mi (le) avrebbe permesso di rimettermi(si) in sesto (N.B. stipendio: nada) senza spaccare le palle in giro pietendo aiuto. Un buon modo di avere tempo di decidere davvero cosa fare e predisporre all’uopo. Una decisione non certo trascendentale, ma difficile per un pessimo carattere come il mio.

Quando ti accorgi che una cosa, per quanto banale possa apparire,  in realtà ti può cambiare le prospettive, sai di prenderti una responsabilità e sai che dovrai fare in modo da perseguire quelle prospettive.

La mia visione tridimensionale, di solito, è carente; il mio impegno ad ottenere qualcosa, generalmente scarso e ozioso. Non so coniugare il verbo futuro, non tollero di avere un obiettivo da raggiungere. Mi fa sentire oppressa (magari avrò semplicemente paura). Quindi decidere di fare esattamente questo, mi è stato faticoso. 

Nel giro esatto di 24 ore la proposta non è che sia stata rimangiata, si è semplicemente negato di averla mai formulata. Mi si è dato anche della fantasiosa visionaria. Ma che meraviglia.

Però adesso, almeno, so che potrei (e ribadisco potrei) anche essere capace di rinunciare a qualcosa in nome di un progetto a lungo termine. Potrei, forse, eventualmente, se necessario, magari.

Poi.

Oggi vari appuntamenti (saltati e non) e cena con il dott al ristorante Thai.

Sweet Doc.

Poi basta. Son preoccupata, ma sopravviverò.

Baci e abbracci.