Santa Pazienza

Soundtrack: Kosheen All in my head

Devo prendere una decisione importante.

Che prevede sacrificio (ommioddio, al solo scriverla, questa parola, mi viene la tetraparesi), progettualità e sale in zucca. Nel caso io l’avessi, la zucca.

Ci dormo sopra, che mi pare cosa buona.

Poi spiegherò, eventualmente, qui. Altresì chi ha il mio numero di cellulare potrebbe anche chiamare per saperlo. Così, giusto per curiosità.

Stipendio: neanche l’ombra.

Continuo, imperterrita e indomita, a chiedermi come mai i miei post più personali e familiari hanno strepitoso successo. Davvero. Ogni volta raggiungo un nuovo record – sto per arrivare ai 50.000, minchia -. Me lo chiedo e non so dare risposte di sorta. Sarà sempre e comunque la sindrome del grande fratello. Ma anche no. Chissà. Stasera non è la serata delle risposte.

Orbene.

Avevo promesso il post sulle lesbiche banana.

Domani.

Stasera rifletto.

Baci e abbracci.

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5 thoughts on “Santa Pazienza”

  1. Scusa l’ignoranza, ma c***o sono ste lesbiche banana?? ehehe ne parli sempre e non capisco…

    sul fatto che i post personali abbiano sempre maggior successo ti sei data la risposta da sola:”sindrome grande fratello”.

    sul fatto che tu abbia 50.000 contatti, beh sei una persona interessante 😉 non c’è molto da chiedersi.

    in bocca a lupo per la tua scelta sacrificata 😉

  2. lo dico da 32 anni…il vero capodanno è a settembre.le decisioni difficili sono sempre in autunno, sarà il mosto sarà l’attesa dei viali pieni di foglie rosse…stagione a metà, vita a metà. svolta. la parola chiave. qualunque cosa sia… ce la farai (amo chi lo scrisse), “ce la farai sempre, perchè hai la forza del mare e la saggezza del vecchio”. ti abbraccio

  3. … ma elide si riferisce ai test? 😀

    mi permetto di suggerirti il mio trucco per le decisioni importanti: pure io ci dormo sopra, ma serve solo per procrastinare il momento della decisione; consulto qualcuno (in genere la mogliera, sapendo che non mi darà un giudizio definitivo perchè sono bravo ad illustrarle i pro e i contro); a quel punto mi faccio passare addosso la decisione come quando ci si tuffa in un cavallone sapendo con estrema convinzione che in qualunque modo vada ho deciso io e solo io. Se va bene, sono stato bravo; se va male sono l’unico responsabile per cui non mi pesto nel mortaio dei se e dei ma: in fondo mi voglio bene ed ho preso la migliore decisione possibile.
    Non sempre va bene, ma almeno mi evita di sputare in cielo (con quello che segue).
    Sicchè: dall’ ‘n faccia! 😀

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