Pulizie di Primavera

Soundtrack: Alanis Morissette You learn

Oggi pulizie ossessive.

Diavoletto della Tasmania con aspirapolvere pezze e scaletto e cambio stagione e stirare e passare i mobili con l’olio e lavare per terra tre volte…

A volte mi preoccupo. Ma poi sto bene e chissenefrega. Mi piace la casa pulita. Mi fa sentire nel mio territorio.

D’altronde credo di essere completamente pazza. Di quelle che non sanno di essere pazze ma ne hanno un sospetto che, a tratti, diventa certezza. Quella pazzia che mi fa fare cose non pensate, che mi fa agire al di là di ogni ragionevolezza.

Non ero una persona razionale? Me lo chiedo proprio, perché non lo so più. Non so più niente. Gnente te dico gnente.

Farei cose che è meglio non fare, non faccio cose che sarebbe meglio fare.

Pulizie di primavera… Ho imparato a buttare qualsiasi cosa. Gli innumerevoli traslochi fatti mi hanno insegnato che NON si conserva la roba inutile. Fa solo peso.

Ier sera, di ritorno da Ponte Milvio (zona carina assaje, ho scoperto, anche se un po’ troppo fighetta, ho passato il week end con V** e mi ha fatto gran piacere), ho imboccato Tor di Quinto e mi sono ricordata.

Mi sono ricordata dei miei ritorni a Rignano Flaminio.

Settembre 2007.

Mi sono ricordata di quei 40 chilometri percorsi correndo oltre ogni ragionevole velocità consentita e consigliata. Non volevo morire, volevo sentirmi potente e fare le curve senza scendere sotto i 110 e tenendo la macchina dentro la striscia bianca. Brava, anche questa l’hai fatta bene.

Mi sono ricordata della rabbia che mi teneva uniti i pezzi disintegrati.

Mi sono ricordata del dolore che non mi spiegavo.

Mi sono ricordata della paura che ho tardato a riconoscere.

Mi sono ricordata della fame che non avevo mai. Della sete che mi divorava. Di quanto il cibo mi disgustasse e mi sembrasse un pericoloso intruso dentro me. A meno che non cucinasse qualcuno cui volevo bene. Allora mangiavo.

Mi sono ricordata che ero una bimba. E niente più. Una bimba con la patente, ma una bimba.

Mi sono ricordata anche e soprattutto degli amici che c’erano. Nomi, facce e azioni.

E quelli che non c’erano.

Li ho buttati con le pulizie di primavera, credo.

Mi resta una cosa della quale non so bene cosa fare. Vorrei tenerla ancora, malgrado troppe cose mi dicano che sarebbe meglio lasciarla andare. Ma vorrei ancora un po’. Mi piace averla tra le mani, mi piace averla intorno a me. Mi piace sentirla. Mi piace la sensazione.

Sono pazza clinica e conclamata, questa è la verità.

Bonne nuit a tou le monde, dal mio splendentissimo buen retiro (che non so scrivere in francese).

@V**: è sempre bello vederti, per me sei una boccata d’ossigeno e serenità, anche se in questo periodo non ne hai tu.

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6 thoughts on “Pulizie di Primavera”

  1. Primmo: la foto è spettacolare, PRECISO!

    secondo:ad occhio e croce tra stasera e domani si arriva vicino ai trentamila, che magari attè non te ne frega + gnente ma è un fatto da sottolineare!

    terzo: tempo al tempo, a napoli c’è un detto che mio padre diceva in senso ironico ma ammè piaceva assaje e che è questo ” a varca cammina e a fava si coce ” + o -.
    saluti Alf**

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