Sarò mica bipolare?

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Soundtrack: NeroItalia – Neroitalia

(Questo è un cd del 1995, credo lo abbiano 10 persone in Italia, tra i musicisti c’è il mio maestro di percussioni, una delle numerose attività inutili da me intraprese nel corso degli anni…)

Oggi anche casa. Un po’ perché mi sono addormentata alle 4 del mattino (non per pensieri ma, paradossalmente, per lavoro?), un po’ perché sono una lavoratrice media e quando mi incazzo col donatore di lavoro, mi ammalo.

Ma oggi sarò attiva, d’altra parte se non vado a fare la spesa mia nipote mi taglia la gola di notte. E ne ha ben donde.

Sono irrimediabilmente rincoglionita. Sarà necessaria una botta di vita sana o non arriverò ai 90, come da genetica familiare.

Fra i pensieri maturati, mentre ero in uno stato misto di rigidità mentale antidisintegrazione e sdilinquimento zuccherino, ho maturato la conclusione che, fra le altre cose, questo blog mi ha dato alla testa.

Penelopebasta ha gratificato la mia parte più feroce, acrimoniosa e supponente. E mi sono sentita in dovere di aderire a questo. Completamente.

La paura di crescere (ancora? eccheccazzo a 45 anni shmettela!) ha fatto il suo e le cose si sono “leggermente” incancrenite.

Adesso ho fame d’altro.

Ho fame di umanità, gentilezza e pace.

Del che, mi viene da supporre che io sia clinicamente bipolare. Chiederò lumi agli esperti.

Stamane parlavo via Skype con una mia amica storica, compagnella di viaggio in USA, ex collega ed ora proprietaria di palestra in quel di Udine, con tre figli maschi e un marito napoletano. Io le dicevo che sono in fase di costruzione del “me” dovendo fare i conti con la mancanza di ruoli sociali predefiniti (moglie, madre), lei mi diceva che è in fase di costruzione del sé dovendo fare i conti con la presenza di ruoli sociali predefiniti (moglie, madre). E non è la prima che me lo dice.

Siamo a cavallo, pare non ci sia verso, come stai stai e da qualsiasi punto parti. E’ comunque uguale. Questo almeno mi toglie di dosso un paio di atavici e sottili sensi di colpa, non che aspirassi ad essere moglie e madre, ma credevo sarebbe stato più semplice e più lineare, credevo insomma di essermi resa le cose più difficili con le mie manine d’oro.

Guarda un po’ i pensieri che direzione prendono. Si arrovogliano, intoppano, caprioleggiano et voilà, dritti in piedi a farsi guardare in tutta la loro semplicità. Perché è sempre più semplice di quanto sembra.

E basta ricordarsi il sapore e l’odore di una emozione calda, per togliersi gli occhiali da sole e accorgersi che è necessario allungare il ditino e accendere la luce.

Troppo criptica? ebbè, ci sono cose che voi umani…