Emotivamente ho 15 anni, ma gli altri pure

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Soundtrack: Negrita – Mama Maè

15 anni, non di più. Perchè a 15 anni vengono le palpitazioni tachicardiche e le guance in fiamme quando qualcuno si avvicina troppo. Direi che già a 16 si è più scafati. Figurati ora che arriva la primavera.

Oggi giornata internazionale dell’infantilismo cosmico.

Non solo ho passato una mezzoretta a dire porcate terribili con lo psicologo – e sottolineo psicologo -, come fossimo due studenti liceali; non solo ho avuto un momento “Mammolo” anzi, più di uno, ma quando poi mi arriva un complimento professionale che più non si può (almeno nel mio lavoro), complimento che comprende riconoscimento and valorizzazione delle mie capacità, penso pure che mi si prenda per il culo e non riesco a prenderlo sul serio. Senza contare che dopo un anno che mi faccio un mazzo tanto per portare un ragazzo di 15 (appunto) anni con seri problemi di disabilità a diventare consapevole, autonomo e realista e autodeterminato, ci riesco e ci resto di merda.

Perché era meglio se lo aiutavo a credere di essere un alieno dotato di superpoteri. Adesso invece lui sa che fare il liceo è una follia per lui, che i suoi compagni non vogliono stare con lui, che la sua famiglia gli mente e che una donna, così come un lavoro, non lo troverà mai. Apperò, bell’affare la consapevolezza.

Inoltre ho spulciato tutti gli Ip dei lettori di codesto blog, per capire chi conosco e chi no, a che ora e cosa. Un’impresa titanica e senza alcun senso.

E questo per quanto attiene a me. Passerei al resto del mondo.

La mia ex fidanzata mi manda mail definitiva per farmi recuperare le povere robe rimaste da lei. Le dico va bene, ma cosa devo prendere? lei dice e tu che ti ricordi? e io dico e quando posso prenderle? e lei dice quando vuoi e io dico allora tal giorno e lei no, è il giorno del trasloco allora io dico dimmi tu quando è possibile e lei dice non è possibile.

Non è un estratto tratto da una piece di Ibsen, è un sunto delle conversazioni multimediali tra noi (mail senza firma, voce arruffata, sms con risposte attese 22 anni).

Sono quantomeno riuscita a chiedere di riavere la mia musica, documents, immagini. Mi vuole fare un dvd. UN dvd? erano 20 giga di roba, cazzo.

Vabbè, passiamo al terzo quindicenne.

Non mi connetto mai a messenger per il terrore che mi contatti mio padre. Perché io ho un padre di anni 79, matrimoni tre, vedovanze due, separazioni una e divo di meetic, che non mi chiama da Natale per non dirmi di essere tornato con la terza signora (è una lunga storia, prima o poi la racconterò).

Stasera mi sono incasinata con la connessione, mi è partito msn e zacchete: conversazione paterna.

Giuro che ci provo a essere solida, razionale e distaccata, ma quando tuo padre (nato nel 1929 e vivo nel 2008) conclude una conversazione su msn con un punto esclamativo animato e un orsetto che manda baci e cuoricini, io non ci riesco. Vengo meno. Almeno la terza signora è stata mandata affanculo e lui, dice, si sente “libero”.

Ma io che cosa dovevo rispondere? ho fatto finta di non essere a computer. Ma mi resta la sensazione che qualcosa avrei dovuto dire. Magari domani, se non avrò più 15 anni io e 15 lui, riuscirò a dirgli qualcosa di sensato. O invece gli mando un documento animato di disaffiliazione. Esiste?

Non mi stancherò mai di ripeterlo, il copione delle mia esistenza è stato scritto da uno degli autori della Endemol. 

Una giornata varia, devo dire.