Essere lesbica o “del lesbodramma”

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Soundtrack: Joan Armatrading – Love and Affection

La soundtrack è emersa dalle nebbie del passato. E’ stato il mio pezzo preferito per tutti gli anni dell’adolescenza e non sapevo perché, poi dimenticata per un po’. Poi riutilizzata per automassacrarmi durante il lutto relazionale, poi eliminata, poi nel video di Bette e Tina. Non potevo esimermi.

E non potevo esimermi dal chiarire un paio di cosette a chi legge e partecipa a questo blog, prima di virare verso la politica e la società in genere, in vista delle elezioni prossime venture.

Lesbiche si nasce, sia chiaro. E nel momento preciso nel quale ti accorgi, bimbetta non più che seienne – negli anni 60 e 70, spero dopo sia stato diverso – che le bambine ti sembrano di gran lunga più interessanti dei maschietti, capisci che non puoi, mai e poi mai, dirlo a nessuno. E non sai bene perché, ma sei certa che sia così.

Ne hai la certezza quando, prima o poi, in famiglia o nelle famiglie delle tue amichette del cuore (nel tuo caso per davvero del cuore, mica pizze e fichi) senti, per la prima volta, la parola “morbosa” accoppiata al tuo nome.

Entro gli otto anni hai perfettamente imparato a dissimulare. L’unica cosa alla quale è difficile resistere, è il gioco. Non ce la si fa a condividere bambole e pentoline, proprio no, quindi ti mescoli coi maschi per fare giochi dinamici e pericolosi o, in alternativa, riesci a convincere una intera famiglia a regalarti soldatini, pistole e travestimenti maschili.

– Slice of Life: 5 anni all’incirca io, 5 anni all’incirca amichetto maschio del palazzo. Accordo preso verbalmente prima di vedersi a casa sua: “Allora, tu porti le barbie, mettiamo sul tappeto le tue barbie e i miei soldatini. Ognuno gioca con le cose dell’altro ma, quando entra mamma, facciamo a cambio, in fretta. Va bene?”. –

Piccoli Gay crescono.

Nei giochi di ruolo, la rising lesbian si presta a fare sempre la parte del maschio. Il che va benissimo per il gioco e le compagne di gioco, che devono fare anche loro le prove tecniche di relazione e i maschi tra i 9 e gli 11 anni, di solito, non giocano con le femmine. Ma prima o poi una madre qualsiasi si insospettisce e, 90 su cento, ritiene indispensabile venire da te e chiederti perché ci tieni tanto a fare la parte del Conte Levinsky (un ladro gentiluomo e sciupafemmine che finiva sempre per baciare le principesse). E aggiunge, 95 su cento, che non è tanto normale.

Ma tu non vuoi fare la signorina dell’800 bisognosa di aiuto, nè giocare a mamma e figlia, nè vestire e pettinare le bambole. Quindi smetti di giocare con le femmine.

A 12 sai esattamente cosa sei e sai esattamente cosa fare perché nessuno se ne accorga. Limiti la tua “morbosità”, impari a controllare movimenti, sguardo, pulsioni e a ritagliarti momenti che ti possano emozionare. Ma non sei come le altre. Lo sai tu, lo sanno loro. Allora impari anche a crearti una vita parallela, del tutto pubblica, compresi i poster degli idoli post-puberali. Ma tu vorresti la foto di Fanny Ardant sul comodino.

Tant’è. Comincia la vita sociale, quella che ci si aspetta da te, mentre intorno arrivano informazioni precise sul tuo essere la persona sbagliata al posto sbagliato. La religione dice che sei un abominio, la società dice che sei una malattia, il cinema dice che quelle come te si devono impiccare, i giornali dicono che è una vergogna. Magari in famiglia qualcuno dice che le lesbiche fanno schifo.

Ma sei tu.

E poi ci sono gli anni dell’adolescenza, passati a combattere con quello che sei e quello che dovresti essere e quello che gli altri si aspettano tu sia. Come tutti gli adolescenti, del resto, ma con la certezza di dover essere altro da te. Bere o affogare.

E poi, se va bene, se hai buoni amici, se hai una famiglia che non viene proprio dalle caverne, se sei in una grande città, se hai rinforzato le spalle a sufficienza durante gli anni della formazione, il resto scorre liscio. Impari a fottertene di quello che gli altri dicono, a ignorare gli insulti per strada (succede, allora e ora), a fingere di non sentire frasi che, se non avessi imparato l’arte della dissimulazione fin dalla più tenera età, ti aprono voragini nello stomaco e ti spingono ad intervenire con il miglior Iriminaghè (tecnica aikido) tu abbia mai fatto in vita tua.

E smetti di incazzarti per quello che dice il signor Ratzinger, che pure parla di te, della tua vita, del tuo sentire  e del tuo modo di amare, capisci le ragioni della politica nel non voler considerare le tue necessità che sono solo quelle di una società civile, incassi gli insulti televisivi e cinematografici e impari ad entusiasmarti per cose come the L word. Ci sei tu dentro, finalmente non devi fare operazioni di traslazione personaggi per identificarti.

Pochi giorni fa, qualcuno al lavoro ha detto “vedere due donne che si baciano mi fa schifo”.

A me non fa schifo vedere un uomo e una donna che si baciano. Semplicemente non mi interessa, come non mi interessano due uomini o un essere umano e un elefante (bè, magari lì mi incuriosisco un po’). Ci sono ragazze/donne che vengono cacciate di casa o dal lavoro – ancora oggi -, che vengono picchiate, persino uccise, perché sono lesbiche.

E Shulypoo chiede a che pro impegnarsi tanto a difendersi.

Vedi tu.

 

17 thoughts on “Essere lesbica o “del lesbodramma””

  1. una mia collega e’ lesbica.. o meglio credo sia bisessuale visto che fino all’anno scorso stava con un uomo. adesso e’ palese che sta con una ragazza, mi ha lanciato duemila segnali tipo “secondo me se uno si innamora non puoi scegliere a prescindere, maschio o femmina che sia..” e io concordo con lei (pur essendo etero) e’ capitato che fosse triste perche’ aveva credo litigato cn la sua ragazza.. cose che capitano a tutti… pero’ insomma non e’ riuscita ad ammettere che sta con questa qui, ci gira intorno. eppure io sono felice x lei x’ vedo che con questa qui e’ serena.. forse ha paura? mi chiedo se e’ meglio farle sapere che io sono contenta x lei o che non mi da’ fastidio (cosa comune ad altre), oppure far finta di niente.. secondo voi?

  2. Some girls are straight till they’re not… si dice.
    Siamo più noi ad aver paura del giudizio degli altri che gli altri a giudicare, ma si impara col tempo, questo.
    Non so dirti, prova a dirle come la pensi.

  3. Io a 4-6-8 anni giocavo con le bambole, amavo cicciobello ed io ero la mamma non il papa’, mi piaceva tantissimo fingere di preparare le pappe e di cambiare i pannolini, volevo essere la moglie delle mie amichette e non il marito, ma nei giochi purtroppo non esisteva la figura compagna lesbica, e quindi mi identificavo e interpretavo la zia single o la ragazza madre o la vedova. Avevo capito che mi piacevano le ragazzine piu’ dei maschi, cio’ nonostante ero in competizione con i maschietti di turno, ero spericolata, salivo sui muri, mi lanciavo con gli skate board e mountain bike per strada superando di granlunga i miei compagni maschi, li difendevo nelle risse con i ragazzi di quartiere ecc. I genitori hanno spesso sottolineato la mia particolarità ma non hanno provato mai ad interferire nel mio equilibrio. le domande sono sorte in età da matrimonio….Insomma da grande sono la stessa di allora, , la mia compagna spesso si deve sottoporre al ruolo di cicciobello, ahahahah, ma anche a quello di moglie, è tutto così naturale e i miei amici maschi etero sono i miei complici, i mie antagonisti i miei compagni appartenenti all’ altra sfera sessuale che non è quella delle lesbiche, non è quella dei gay ma quella maschile che non ignoro e che non potrei farne a meno.

  4. Io non vedo la ragione di una difesa indiscriminata.
    A tenere su gli aculei nella vita non c’è sempre da guadagnarci.
    Per le mie cose preferisco tenere su la corazza solo con chi lo merita, ma come attitudine generale sono aperta. Mi spiace in un certo senso di non essere lesbica per poter dimostrare che probabilmente la vivrei allo stesso identico modo anche se la mia sessualità, privata e in teoria inviolabile, fosse oggetto di dibattiti e bersaglio di critiche e idiozie come lo è quella di chi non è etero (e prima o poi passerà comunque, io penso siamo solo in una fase, e sarò sempre, diciamo, “dalla vostra parte” sinchè equità non sarà fatta).

    Comunque Penelope, un salto su nonsinascegay.splinder.com potresti farlo, se non l’hai già fatto, per farti una ridacchiatina o farti scoppiare un embolo, a seconda del tuo carattere. Io dopo lunga crociata ho rinunciato a controbattere, ma il proprietario del blog sembra scientificamente convinto di tesi con cui non credo andresti daccordo.

  5. Scordavo di aggiungere che io Fanny Ardant la adoro, come donna, come attrice, come portatrice sana di un fascino quasi indecente.
    E che personalmente vedere chiunque baciarsi, di qualunque sesso/razza/specie non mi fa quasi nè caldo nè freddo di per sé… non capisco perchè ci si debba curare dei baci altrui quando quelli più eccitanti sono comunque quelli che ci vedono coinvolti in prima persona :p

  6. Io invece convivo con una zia lesbica… le ho detto di entrare in analisi, poi mi sono accorta che era capace di montare i mobili ikea a tempo record, riparare, alzare pesi molto più dei miei ex uomini… e allora ho deciso di accettarla cosi:-)

    Un bacetto zia Penelope!
    P.S. – era uno scherzo, lo dico per i vari isterici che frequentano (o ahimè frequentavano) questo blog.
    Un saluto speciale a I** nonostante abbia parlato di una mia parentela col cantante dei Tokyo Hotel 🙂

  7. oohhh. Sono d’accordo sul fatto che tener su gli aculei è una gran cazzata, in linea generale. Ma siamo tutti diversi, reagiamo diversamente alle nostre fragilità, abbiamo alle spalle storie e orrori ognun per sé. I percorsi personali sono lunghi e farraginosi, il luogo e il pensiero che accompagnano la crescita sono singolari e peculiari. Non puoi sapere come sarebbe stata la tua vita se fossi stata lesbica, perché non sarebbe stata uguale a quella che vivi. E questo non è un modo per dire “non puoi capire”, perché non è questo il punto. Il punto è che l’aggressività è reattiva, perlopiù, è l’unica difesa di chi si sente nuda, cruda e in costante pericolo di vita in faccia al mondo. Perché accade questo? non lo so. A me capita anche a prescindere dalla mia omosessualità, mi capita in momenti difficili, di formazione/trasformazione, momenti nei quali la pelle sembra essere diventata trasparente e la mia capacità di stare a mondo pressoché nulla. Come il clamidosauro, appunto, si tratta di fare un gran casino e mostrarsi brutte e cattive per nascondere la totale mancanza di mezzi di difesa. Se non mi guardi, se avrai paura di me, non mi farai del male. Auguro a me di uscire da questo, auguro a tutte le camion del mondo, di uscire da questo.

    Il blog l’ho visto e letto attentamente, il ragazzo potrebbe fare politica per quanto è bravo a manipolare dati e infomazioni. Deve essere parente dello psichiatra cattolico che fa riabilitazione dell’omosessualità. Magari è proprio lui.

  8. …è un pò che frequento il tuo blog, questo post è bellissimo, credo ci siamo dentro tutte… io continuo a guardare The Lword, anche se continuo a dirmi che tra loro e me c’è la stessa distanza che mi divide dai marziani, ma è l’unico prodotto che parli di noi non in termini di perfide assassine…

  9. ahaha son tornato!
    scusate (?) ma ho avuto un po di guai con la giustizia, chiaramente quella divina, non quella terrena. Sarrà che sono recchia e che in barba al detto, le divinità tutte, avvolte, si mettono d’impegno e incastrano sventure. Ma meglio non chiamarcele.
    Volevo solo dire che:
    siamo a quota 9976 ovvero, agitate le bottiglie, fate tintinnare i bicchieri, mettete una musica consona e lacci emostatici del caso; fate fremere le chiappette e date aria alle scollature. Ci siamo quasi, e se la memoria non mi inganna qui si DEVE festeggiare!
    nulla +
    NB per Elide, sono offeso ammorte con te: qui magari c’è “IL FAVOLOSO” ma io sono SPLENDIDO! ahahaha
    alf**

  10. ho attraversato tanti di quei periodi….second me il mio corpo è stao in continua lotta….gli anni delle bambole.. ma anche quelli dei videogiochi da “super maschio”…..gli anni dei fidnzatini….ma anche quelli dove andavo da mia madre e le dicevo “ma sai che a me piacciono di più le femminucce…perchè mi fanno tenerezza”(evevo 7 anni)…(e mia madre me lo ripetesempre)….gli anni dove ero vconvinta di volere lui solo lui….gli anni dove un lui non mi interessa più. Oggi so chi sono….so cosa voglio…ma non posso escludere niente…

  11. ciao io penso di essere lesbica anche se ho dei prob ad ameterlo a me stessa…. cmq penso anch’io di potermi innamorarmi sia di una donna che di un uomo dipente un pò dalle circostanze, anche se mi sono sempre più interessate le donne per tutto quello che le riguarda anche se certe volte siamo terribilmente testarde ma così teneramente sensibili capaci di capirci solo noi almeno credo…. io sono stata solo con gli uomini ma vorrei conoscere questo vostro mondo… ciao

  12. Vero..io sono nata negli anni 80, ma la situazione non è stata molto diversa..la differenza forse è che con le bambine si giocava alla 3c quel telefilm con quello che ora fa forum…pensa un po’….
    E che le bambine nate negli anni 80, caste come nessun’altra annata(almeno da bambine), ti decevano: ci baciamo sulla bocca, ma con la mano davanti.

    E allora che baciarsi sulla bocca eh?pensavo io..però in compenso alla fine ti dicevano sempre quella fatidica frase che non sapevi mai se dovevi incazzarti o se poteva passare come un complimento,ossia: sai, se fossi un maschio saresti il mio bambino ideale!…frase che con gli anni ti senti ripetere più e più volte, anche se al posto di bambino c’è la parola uomo.

  13. uff..è complicato..io vivo in 1paesino piiiiiccolo piccolo..e la gente si sa..parla parla e straparla..qndi cm dici te secondo me dipende molto anke da dove vivi..dalla società ke ti circonda..cmq il ragionamento dei 6 anni..delle bambole ecc..secondo me nn è valido x tutti..io l’ho scoperto innamorandomi di anna tatangelo e poi della mia migliore amica!! quindi!!! vabbè alla fine diciamo smpr le stesse cose..ke è difficile ammetterlo a se stesse e agli altri..ed è solo qst il dilemma..!!! ma alla fine ci si riesce!!! 😉 baci

  14. A parte il fatto che io Fanny Ardant me la sposerei di volata e me la sogno pure di notte, concordo in tutto,mi sono veramente ritrovata nella descrizione in quanto sono un prodotto degli anni 60 con genitori anziani e trogloditi. W le lesbiche!!!!

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