Un sacco di cose di scarso interesse

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Soundtrack: Sheryl Crow – Shine over Babylon

Le nebbie si diradano, declamava un poeta contemporaneo, e mi vengono un sacco di cose da dire. Ma non una che abbia un senso.

Buon segno.

Presto mi tirerò un pippone infinito e sbrodoloso sulla assurdità dello stereotipo sul rapporto “madre/figlio”. Rivoglio le femministe anni 70. Rivoglio le donne che sfracantavano le palle ad ogni parola, ogni concetto che, inequivocabilmente, portava a massacrare le donne e le loro funzioni/azioni.

Rivoglio le persone che sanno alzarsi ad un seminario e dire: “ma chi cazzo ha inventato la parola DISFUNZIONANTE? ma si può applicare questo orrore pezzottato ad una persona?”.

Rivoglio chi si sa tirare le questioni politiche ignorando cordialmente persone e personaggi che non hanno a che fare con la politica ma con il grande fratello e e l’elezione di Miss Italia. Perché è lo stesso.

Voglio sentire gente che si incazza e non si scazza.

Voglio alzarmi io, alla prossima chiamata in piazza per LesbicheGayBisexTrans (perché sarebbero un milioncino di voti e ogni santissima elezione ci vengono a promettere cazzate) e dire: “Me ne fotto”.

Perché proprio non  mi interessa più la questione del matrimonio, dell’adozione, del riconoscimento. Non mi interesserà più nel momento esatto in cui diventerà un verme appeso ad un amo. Non mi voglio attaccare.

Ci penso e mi angoscia questa faccenda. Cosa cercheranno di offrirmi?

Matrimonio: perché dovrebbe essere parte della mia vita? io sono lesbica, il matrimonio è una istituzione per etero, un loro cerimoniale, una loro necessità. A me basta la sicurezza di poter andare a trovare in ospedale e in galera la persona che amo. E questo non è matrimonio. E’ civiltà. Un po’ di originalità da parte nostra non guasterebbe e potremmo impegnarci ad inventare un qualche rito del tutto inedito e never seen before.

Adozioni: in questo paese un single non ha il diritto ad adottare. In questo paese una donna non ha il diritto di provare a farsi inseminare come e quando le pare. In questo paese per adottare un bambino devi pagare. Step by step, gente. Siamo moralmente ed eticamente ancora nel 600.

Ma sono discorsi inutili. Parteciperò, come al solito, ad ogni manifestazione sponsorizzata dall’Arci Gay e da qualsiasi istituzione sia in grado di mormorare la parola “Omosessuale” ma, di fatto, ho la sensazione che la strada sia talmente lunga, che sarò fidanzata quando saranno riconosciuti i diritti civili basic in Italia.

Che sonno e che rincoglionimento.

Volevo scrivere per forza stasera, si vede?