L’assalto delle Lesbichette

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Soundtrack: Re:Jazz – People hold on

Sto per raccontare eventi ai quali i più non crederanno, eventi che per molti risulteranno:

————–“AI CONFINI DELLA REALTA'”—————–

Location: Naples, localetto con serata gaia, che ha, per nome, Mutiny.

Cast: 2 Lipstick, 2 Mugnan Lipstick, 1 Lipstick butch (femminile fuori, mascula dentro, l’ho imparato ora su internèt) 1 vintage, 1 etero e 1 ricchione.

Scenografia: Musica orrenda di sottofondo, serata in maschera (uomini vestiti da donna e donne vestite da donna), non molta gente, ma noi siamo arrivate uso DIVAS verso le 11 in una domenica sera di febbraio. Un momento che potremmo definire fase B del bipolare: grandeur, ipervalutazione delle proprie forze, rimozione della questione “lavoro del lunedì mattina”.

Scena 1: il gruppetto di lesbiche, non certo di primo pelo, si posiziona su divanetto sala principale. Esse conversano amabilmente (la musica ha un volume da casse cinesi). Si dilettano scambiandosi opinioni e affrontando anche il problema che, ogni volta che la R** cerca di raccontare cosa ha fatto a Roma, lo sanno già tutti per averlo letto sul blog. Amenità varie, sorrisini, battutine, bicchierozzi di birra in quantità industriale. Insomma, il solito, tutto sembra tranquillo e scorrevole e nulla, ripeto nulla, lasciava presagire ciò che, di lì a poco, sarebbe accaduto.

Scena 2: all’improvviso, con sottofondo musicale di un remix di Pupo, il guppo di lesbiche miste, caratterizzate dal fatto di non essere esattamente delle teen-ager, viene circondato – RIPETO: CIRCONDATO – da un gruppetto di lesbichette categoria J-LO. Una decina di piccerelle affatto sparute, tra i 21 e i 23, attaccano bottone con L**, cercano di ottenere cappelli in regalo (il mio), effettuano numeri di chiromanzia, imparano a memoria i nostri nomi e si rivelano ubriache come cosacchi sul Don. Il motivo che sottendeva tale comportamento era che una delle lesbichette voleva fare acchiappo con L**. Hanno cercato di individuare le coppie – non azzeccandone una che fosse una -, e creduto alla nostra spiegazione che prevedeva rapporti in link con riunioni collettive monosettimanali (megachantell). L** ha mentito sulla sua età, abbassandosela di un paio d’anni. Considerato che era la più piccola di tutte, ho paura…

Vista la situazione, si evince che le possibilità sono:

  1. erano loro troppo ubriache per avere una seppur vaga idea dei personaggi con i quali cercavano di interagire;
  2. eravamo noi troppo ubriache, ormonizzate, rimbambite e lusingate per capire che ci stavano pariando in cuollo.

Non lo sapremo mai.

P.S. La soundtrack non è legata alla serata in generale, ma alla mia serata personale. Ho voglia di dire anche un’altra cosa, una faccenda seria che molto mi ha colpito. Mi fa star male vedere gente infelice, soprattutto se la gente in questione la conosco da anni e mi sta simpatica. Nulla saccio, ma l’infelicità si vede e si vede ogni volta un po’ di più.

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5 thoughts on “L’assalto delle Lesbichette”

  1. Uhm…che dire…per fortuna Penelope svolazza verso il sud nel week end… Ma capiscimi a me Penelope,
    “Se a ciascun l’eterno affanno/ si leggesse in volto scritto / quanti mai che invidia fanno / ci farebbero pietà” – Do u remember? Temporary truces from ordinary painful states…
    E’ tardi e Shopenhauer mi sembra la degna conclusione di una serata dedicata a rivedere “Saturno contro/Saturn in opposition/Saturne Défavorable”. Perchè poi uno si debba dare da solo le martellate sulle ginocchia non si capisce. Non un gran film nella prima parte, in cui tutto sembra uscito – come ha scritto un critico tedesco – da Italian Vogue e gli unici caratteri con cui vorresti passare un pomeriggio sono la figlia della coppia Accorsi/Buy e forse la Ferrari. Ma, ricollegandomi ad un tuo vecchio post, la seconda parte è struggente, ti riconduce a chi dovrebbe ancora esserci e non c’e’ più, e ti consola anche dell’essere ancora qui. Buona note penny mia adorata.

  2. POSTA DEL CUORE
    Caro Alf sono una disperata casalinga di Voghera, cugina alla lontana della tipa di Candalù, figlia a sua volta della cugina di mia madre, fan accanita di Mia Martini.
    Ti scrivo per esporti il mio problema… negli ultimi mesi la mia insoddisfazione sentimentale e sessuale ha raggiunto livelli terribili! Mio marito non è mai a casa per lavoro, e quando rientra in casa, infila le pantofole, divora la cena che con tanta devozione gli preparo, scappa in salone, affonda nel divano e trascorre l’intera serata davanti alla tele tra un bruno Vespa, un Michele Santoro e una partita di calcio. A nulla sono serviti i miei salassi economici per l’acquisto di linge da Intimissimi e Yamamay: non se n’è mai accorto! Quindi di fare un pò di sesso non se ne parla ormai più da anni.
    Ultimamente però ho notato che al nuovo impiegato della banca presso cui sono cliente non sono affatto indifferente.
    Sguardi languidi, intese silenti, piccoli argomenti appena accennati, tra un bonifico e un versamento di assegno, sono stati sufficienti per capire che al tipo io piaccio proprio!
    Consiglio:
    cosa posso fare per esprimergli tutta la mia adesione ad un suo eventuale invito a cena? Posso mica rifilargli tra le mani il mio numero di cellulare… non voglio mica passare per zoccola! E se ho capito io male e lui è solo un uomo gentile?
    Ti prego dammi una mano tu.

    PS
    Non ho sensi di colpa nei confronti di mio marito.
    Non sono una zoccola… ma francamente mi definirei una vera cagna in calore… quindi l’antico adagio è sempre quello: “ogni lasciata è persa”.
    Firmato: Cuore Bollente

  3. Prima d’ogni cosa, ringrazio la mia amica Penelope per avermi concesso, suo malgrado, questo piccolo spazio per poter interferire sui miei fenz: “grazie gioia”.
    Seconda d’ogni cosa, cara casalinga di Voghera tu, sei una zoccola! Con la a maiuscola. In senso buono s’intende. zoccolaaaA.
    Mi pare ovvio che i tuoi istinti animali non li puoi + trattenere, devi anzi, liberarti di questo senzo di colpa cattolico che prevede coppie fedeli e unite tutta la vita. Devi pure liberarti dell’atteggiamento da mammola che ti vede fissa nel ruolo della preda. Cara mia siamo negli anni duemila, le cose per grazia di dio sono cambiate, anche tu puoi e devi scegliere, prenditi ciò che desideri!
    Agita le trezze, libera le chiome e vai incontro al tuo inevitabile destino. Dalla.
    È pur vero che a casa ci hai un marito, che per quanto insensibile allo spruzzo insistente dei tuoi ferormoni, ti fa vivere, mi pare di capire dalle sconsiderate spese che fai, da signora. E tu, haitè, non hai incontrato un banchiere, ma un misero, seppur affascinante, bancario.
    Apro e chiudo una parentesi: ma tu hai spruzzato i ferormoni giusti? Volevi veramente che tuo marito ti saltasse sulle piume, oppure anche tu sei stanca del lupacchiotto teledipendente?
    Ma questo è un altro argomento, la coppia, che se vuoi possiamo approfondire in altra sede.
    Ritornando al nostro bancario, mi dici che lui in qualche modo ti circuisce con fare gentile e illusorio, per cui il + è fatto. Osserva se l’atteggiamento che il giovane cassiere ha con te lo ha anche con gli altri, guardando con obiettività, senza farti inebriare dai tuoi ormoni impazziti. Valuta con attenzione. Guarda dritto la preda (lui non tu) e invitalo a prendere un caffé, rapido appuntamento per valutare in altro luogo il suo fare, se il corteggiamento continua lo inviti a cena, in alternativa. se ti da il due di picche, torni a casa e mentre riscaldi la minestra, prima che il tuo maritino torni, ti colleghi a http://www.youporn.com e ti spari una mezzora di masturbazione continuata, a volta aiuta a dimenticare una delusione.
    Un consiglio di vero cuore, se dovesse scapparci l’appuntamento col bancario, non utilizzare biancheria intima Intimissimi o Yamamay, il calo del desiderio di tuo marito potrebbe dipendere da quello. Meglio niente: “sparagn’ e cumparisc’ “!

  4. …. dimenticavo, dotosi che ho un conto online che mi dà noia, puoi darmi l’indirizzo della tua filiale? ho bisogno di un bancario comprensivo.
    vostro alf***o

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