Giornata complicata

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Sountrack: Cat Stevens – Father and Son 

Fino ad ora è stata una giornata complicata.

Alla faccia dell’oroscopo 2008. Vaffanculo.

Due notizie difficili da gestire. Assaje.

F** è in cinta. Ne sono felicissima, lo aspettava da tempo e si era anche avvilita. Invece eccolo, è arrivato da qualche giorno e già scatena ormoni alla mammuzza e ansie abbandoniche a Penelope.

Ma quanto egoismo c’è nelle ansie abbandoniche? Una quantità non giustificabile, a pensarci. Complicato per me, quindi, essere felicissima per F** e abbattutissima per il mio futuro al lavoro contemporaneamente.

Perché lei è il mio assoluto alter ego lì. Ho trovato complicità e affetto e attenzione e mentalità similare in lei e, di sicuro, mi mancherà molto nel quotidiano.

E torniamo al concetto di egoismo infantile intrinseco nell’ansia abbandonica suddetta. Non mi sta bene per niente questa cosa. Anzi, mi pare pure orrenda. Quanto si deve crescere per smettere di pensare che il mondo sia tutto, completamente, tuo? Quanto grandi si deve diventare per non considerare le persone addentellati imprescindibili della propria affettività (questo pensiero l’ho scritto in un modo che non ho capito neanche io). Ovvero, cosa mi da il diritto di pensare che le persone alle quali voglio bene siano solo mie e non possano avere altro all’infuori di me? Qui bisogna cambiare qualche cosa. E imparare ad accettare il passaggio fugace delle persone di qualità (perché la gente di merda, di solito, resta un sacco di tempo).

Mi fa un po’ paura anche il fatto che quando sarà madre, avremo meno cose in comune e soprattutto verrà meno il cazzeggio post-adolescenziale professional/pomeridiano. Mannaggia, mi divertirò di meno al lavoro. 

Su questa cosa si ha da riflettere: non è un lutto, porca puttana, è una bella notizia che riguarda una persona cui voglio un sacco di bene. Punto.

In bocca al lupo F** e M** e, soprattutto, non scegliete nomi di cazzo troppo fantasiosi.

Per una persona che se ne va, una che torna e, come poco fa parentesizzato, person’ ‘e mmerd’, ovviamente.

Mio padre è tornato con la sua ex-moglie. Ora, la cosa non dovrebbe risvegliare il benché minimo interesse in me: sono cazzi suoi, viviamo a 300 km di distanza, quando torno a Na manco glielo faccio sapere di solito e oltretutto la solitudine a 78 anni deve essere faticosa. Invece no.

Mi sono incazzata come un diavoletto della tasmania.

A parte che ho il terrore reale che quella bugiarda patologica, psicolabile e ritardata mentale della moglie me lo ammazzi (e anche il cane, che già ci ha provato), mi sento in qualche modo tradita (?) e delusa (?).

Difficilissimo spiegare la questione del tradimento senza partire con l’infinita mia storia familiare fino a risalire alle palle di Abramo, considerando anche che, quando si è separato, mi sono guardata bene dal tornare o dargli una mano o preoccuparmi del suo futuro. Ma questo nella mia famiglia (?) è normale. Allora non lo spiego, lo so solo io, voi lettori vi fottete.

La delusione è più semplice da spiegare e meno profonda. Ho visto mio padre rincoglionirsi e ridursi una inutile ameba al fianco della stronza moglie, l’ho visto perdere amici, dignità, territorio, credibilità, grinta e salute mentale.

E non è poco.

Senza di lei, malgrado i suoi lamenti di Portnoy reiterati e ingiustificati, il pater è rifiorito (con lui anche il cane, una gentilissima labrador ridotta dalla stronza a una palla obesa di nevrosi invincibili e ora in splendida forma ed equilibrio).

Il pater non ha il coraggio di dirmelo, aspetto sfregandomi le mani e preparando le parole da usare.

Mio padre ha la capacità, qualsiasi cosa faccia, di schizzare dolore su chiunque nel raggio di chilometri e, siccome nel raggio di chilometri da lui ci siamo solo noi che più o meno gli vogliamo bene, scontiamo l’ennesima sua scelta senza costrutto.

Immagino che si possa pensare che la mia sia una reazione esagerata, ma esistono fatti che portano alla mia esagerata reazione, non si tratta di questioni tra figlie gelose e padri sfuggenti, ma di figlie senza padri e padri senza figlie.

Sti cazzi, dicono a roma.

6 thoughts on “Giornata complicata”

  1. Credo che si potrebbe fare un capitolo sulla terza moglie di tuo padre, che poi sarebbe anche mio nonno…. non rientra nella categoria lesbica però è altrettanto interessante e avrebbe un grande successo.
    Per i messaggi precedenti: magari fossi su candid camera! E poi non ti farei mai fare un altro concerto di Moltheni a meno di due mesi di distanza, devo trovare un’altra vittima sacrificale, mò ci penso!!!! Bacetto!

  2. Io e Francesco abbiamo passato un’ora del nostro sabato pomeriggio a leggere tutte le puntate precedenti (che ci erano sfuggite, dato che dalle M** non avevamo cuore di metterci a seguire il blog di Penelope). La rievocazione delle persone andate è stata la pagina clou, che ci ha colpito e commosso, probabilmente perchè Penelope è brava a suonare le corde del cuore come un’arpista settecentesca. O un’arpia del XXI secolo:-)

  3. cara la mia penelope, so che passerai dei periodi difficili, ma come dici sempre tu, si chiude una porta e si apre un portone…lo so sarà difficile sostituirmi, ma questo non lo dovrai fare. le cose cambieranno a lavoro, ma il mio spirito che tu conosci bene non cambierà, anche se diventerò mamma. il mio spirito da bambina non muterà e potremo comunque cazzeggiare, sia per telefono durante questo periodo, sia quando tornerò.ho letto in te del dispiacere e la non completa felicità per me e ti dirò, un po’ mi è dispiaciuto, ma lo capisco e comprendo.ne abbiamo passate tante insieme a lavoro non potrebbe essere diversamente.non mi hai persa, pensa che sono andata in vacanza per migliorarmi e tornare a lavoro più forte di prima, anche per sostenerti quotidianamente!!! ti voglio bene

  4. soprattutto non sono una persona di passaggio, CAPITO?!?!sai che tuo padre ha il proprio destino disegnato bene davanti a sè, vedrai che ci sarà una risposta alla sua decisione che va al di là della spiegazione che puoi attribuirle, fa male, posso solo immaginare, ma tanto che puoi fare?disperarti per lui e soffrire?non hai sofferto abbastanza?dopo tutto quello che hai passato mesi fa, non permettere ad una pazza di sconvolgere di nuovo il tuo equilibrio e il tuo mondo, non credo ne valga la pena, non trovi?baci, baci

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