Pilato’s big feet
Ma non lo so.
Mi pare di dire sempre le stesse cose.
Ossicompu, così mi chiama Alice.
Stringo i denti e fra un po’ resto con la dentiera.
Porca puttana (sempre e comunque con il massimo rispetto per le signorine della Salaria che hanno anche ricominciato a lavorare).
*URLO*
Che poi mi scioglie in due parole.
A dirsele, però.
Eccheccazzo.
A me non me ne frega un cazzo di come va a finire, vanno a finire le cose che cominciano. Qui siamo ai piedi di Pilato.
Certo che Pilato deve avere dei piedi enormi considerando la massa di cose e persone che stanno lì.
I modi di dire, che stranezza.
Ha gli occhi liquidi.
Non Pilato, ovviamente.
E’ una bella soddisfazione gestire i testi con i tasti del computer.
Sono circa 27 anni che smanetto sui computerss e non sono una hacker.
Tempo perso.
Sto ascoltando i Living Colour e mi ricordo della mia migliore ex fidanzata.
Un pezzo di pane anche se è finita di un male che la metà basta.
L’amavo molto.
Lei non mi amava più, amava un’altra.
L’ho dovuta lasciar andare, anzi ho dovuto spingerla fuori dalla mia vita. Lei si sentiva troppo in colpa per farlo, preferiva disintegrarmi l’anima pensando fosse meno grave che lasciarmi.
Ma io l’amavo (disse la principessa russa stesa sul sofà appoggiando il fazzoletto bianco alle labbra umide) e feci quello che andava fatto.
Voglio dire che:
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la camorra è camorra – dice ziasaimon, una amica mia – ovvero gli amici sono amici e prima si proteggono, tutelano, sostengono e accompagnano, poi si menano se è il caso.
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io sono lesbica. Sono una lesbica qualunque. Pure un po’ nana. Oltre ad essere lesbica qualunque, sono una persona, ho un nome, una vita, un bel lavoro malpagato, pago le tasse, ho degli amici, un gatto e una famiglia. Mi lavo e mi vesto, uso persino un profumo. Bevevo molto, non bevo più da almeno 10 anni. Fumavo erba (ma anche hashish e boungavillea) e non la fumo più da una ventina d’anni (marò che noia questa parte), fumo sigarette di tabacco perché costa meno e fumo meno (ma che è? la fiera della virtù?). Ho un carattere normale, faccio cose tipo guidare la macchina e fare la spesa. Al mio peggio faccio shopping inconsulto, mi assento dal mondo e sono una incazzosa esagerata. Sono anche ordinata e pulita. Ti pare il ritratto di un alieno?
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della “gente” come me, delle lesbiche, degli omosessuali, dicono molte cose; dicono che siamo diversi, che siamo destabilizzanti per la società, dicono anche che è possibile menarci e insultarci, che siamo un pericolo per chi è etero, che siamo sterili, che facciamo peccato mortale e andremo all’inferno, che la nostra esistenza è un insulto e che siamo la devianza, il male e la feccia della terra. Lo dicevano anche degli ebrei. Immagino esista chi ne è convinto. Pensa che io di marchi in petto dovrei portarne due, la stella gialla e il triangolo rosa. C’è chi è andato nelle camere a gas per molto meno. E io non sopporto la lamentela vittimistica di noi DEVIATI, perché mi rompo le palle e mi annoio a dirlo e a sentirlo. Ma, CAZZO, comunque è così.
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in 46 anni di vita non mi è mai, ripeto MAI capitato di trovare qualcuno che mi sparasse stronzate stereotipate sulla mia vita. E di gente ne ho incontrata. Non ho perso nessuno, non si è allontanato nessuno. Chi non conosceva mi ha chiesto, chi non capiva ha ascoltato, chi non sapeva ha imparato.
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ci tengo a questo blog, a dichiarmi lesbica, a fare gli spettacoli. Ci tengo a parlare con persone che di quello che vivo io non sanno una mazza di niente. Per raccontare una vita fatta di cose comuni e qualunque. Di sentimenti che sono uguali per tutti, di emozioni che non hanno niente di diverso da niente, di vissuti forti e chiari che vanno condivisi perché sono una ricchezzai (abbè, questo è proprio un delirio di onnipotenza silviano).
Dove voglio arrivare?
Non lo so, è tutto abbastanza sconclusionato e stanco.
Non ha senso.
Buonanotte.






Ricett' 'n faccia a mmè