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Articoli taggati ‘regali di natale’

Natale

26 Dicembre 2008 penelopebasta 15 commenti

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Soundtrack: The Ramones – What A Wonderful World

Ho sognato che una donna voleva baciarmi. Ho risposto “No, sei ubriaca, non posso”.

Nel sogno.

Mavafanculo.

Ho visto mio padre e gli ho voluto bene.

Per 36 ore. Un tempo rimarchevole.

Sono stata con mia sorella e lei è casa.

Senza dubbi e senza ma.

Ho parlato di mio nonno e ho capito che è stato un gigante, malgrado il suo frac mi vada a pennello. Un gigante che ha salvato la vita alla sua famiglia. Lo racconterò.

Ho capito che passiamo il tempo, i miei parenti ed io, a scappare dalla parola “famiglia” con tutte le forze che abbiamo in corpo e con tutta la rabbia che si possa produrre nei nostri fegati e polmoni.

Ma poi le famiglie ce le abbiamo ovunque. Dappertutto. Con tutti gli altri esseri umani che riempiono le nostre vite; amici, lavoro, amanti, suoceri, fidanzati, casigliani, salumieri.

Una stranezza.

Sono alla colombaia ora. Rilassata.

Pochi regali ricevuti, ma belli. Nessun regalo fatto. Sensazione orrenda di manchevolezza e tirchieria. Insormontabile.

Mangiato volumi di cibo che, insieme, fanno quello che ho mangiato in questo ultimo anno e mezzo.

Niente discoteca stasera, non ce la fo.

Allora auguri in ritardo a tutti.

Perché nei pacchi sotto l’albero bisognerebbe trovare ben altro che oggetti e nastrini.

Bisognerebbe trovarsi tra le mani un enorme vaso di Pandora che contenga quello che serve davvero: più luce, più leggerezza per tutti, più coraggio, più voglia di avventura. Si dovrebbe aprire il coperchio ed essere investiti dalla voglia di fare, di vivere quel che capita, di smettere di dare definizioni, dovrebbe venir fuori un vento che ti attraversi  disintegrando pregiudizi,  paure, ansie da prestazione e che porti via l’eterno cullarsi nell’insoddisfazione senza alzarsi per uscire dalla porta.

Un colpo di reni. Una mano che apre la finestra per fare aria. Una carezza sulla faccia.

Ironia in quantità industriale.

Qui bisogna ridere di più. Ridere in faccia a chi ci vuole male, in faccia a chi ci prende per il culo. Ridere di noi e delle nostre strutture in calcestruzzo albanese.

Questo vorrei regalare a quelli che conosco e anche a quelli che non conosco.

A me, regalerei una vista migliore e il coraggio di baciare una donna ubriaca in sogno.

Happy xmas appena passato, buon santostefano.

 

 

 

Le Tre Grazie resuscitano la mia moto.

20 Dicembre 2008 penelopebasta 6 commenti

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Soundtrack: Bruce Springsteen – Born to run (che ho appena scoperto di non avre, cazzo, ma è tardi, ci penso domani)

Da non credere. Non si può credere. Non è dato credere. Incredibile.

R*, Alice e Da Queen mi hanno, oggi alle sei e mezza, consegnato un fogliettino per il ritiro della mia moto da due anni in coma dal meccanico, come regalo di Natale.

Sono orrenda nel ringraziare. Quando una cosa fa piacere, mi fa piacere, mi fa felice, qualsiasi formula di ringraziamento mi pare generica e standardizzata. Le parole non contano un cazzo. Forse i gesti, ma non abbastanza. Le Tre Grazie le abbraccio per molto meno.

E questo è moltissimo. Ci vorrebbero le braccia di Mister Fantastic. Ma anche questa non è la misura.

Mi sento una bimba viziata. Molto viziata.

Non ci posso credere.

Ho una polpa al posto dei polmoni. Mi è sparito il pancreas e il cardiomuscolo vagola rintronato.

Domani vado a prenderla se tutto va bene, sennò lunedì.

Miiiii.

Non ci salgo da due anni. State lontani dalla tangenziale est… Sarò anche senza assicurazione. Per ora la riporto solo sotto casa.

Mi mancano pezzi di attrezzatura e la giacca mi va due volte ormai. Ma i fondamentali ce li ho.

Non mi faccio capace.

L’ho già detto?

Poi torna pure il fab.

Io non so come possa accadere. Io non so come ho fatto a meritarmelo. E non è un attacco di autoqualcosa (o sì?), è proprio una domanda. Considerando che i miei ultimi anni non sono propriamente caratterizzati da generosità ed altruismo. Affatto.

Bimba viziata. Quello quell’è. E pure fortunata. Lo dico spesso. E’ bene che io me lo ricordi. Deve essere un bonus di default.

Omygod. Peccato faccia freddo. Ma in primavera voglio scorrazzare come una quattordicenne. E mi voglio comprare un casco decente, dovessi pagarlo a rate. E un pantalone da pioggia come quello di A*.

Posso smettere di invidiare tutti i motociclisti che vedo.

Che bello.

Che belle che siete, stronze di amiche del cazzo. Da due giorni a prendermi per il culo e a mandarmi per i campi. Stronze tutte e tre. Organizzate come soldatini. Ad ognuna un ruolo e tutte fichissime e rilassatissime e adeguatissime. Silenzi, telefonate, controtelefonate, richieste di informazioni casual. Il tutto facendo leva sui miei punti deboli. CESSE.

Come se ci volesse tutta ’sta organizzazione per prendere per il culo una banana come me.

E mi avete fatto felice come una cogliona.

Lo sapete che mi secca. Emozioni così mi entrano dentro e non so più come farle uscire. E lo so che la sto facendo lunga, è che mi viene da commuovermi come quando vedo i film di Disney. Vaffanculo.

E se qualcuno mi mette gli occhi addosso, glieli cieco. Warning.

 

 

 

P.S. Argomento alter: “Adesso silenzio ” – disse la diva mentre accarezzava  il boa di struzzo appoggiato sulle spalle.

Regali di natale

18 Dicembre 2008 penelopebasta 6 commenti

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SoundtrackGrace Jones - Private Life (that’s mine)

Vorrei:

  • una dentiera per il mio gatto che nun se po’ verè a soffrire così;
  • la moto che è da due anni dal meccanico per riprovare, in primavera QUELLA sensazione;
  • Berlusconi alle Cayman e i suoi soldi all’Italia che si arripiglia il bilancio;
  • Veltroni in barbagia e Soru che fonda un nuovo partito social-comunista, che mi arripiglio io;
  • due terapie private che sono quel poco che basta;
  • finire quello che sto scrivendo prima che sia troppo tardi;
  • un capo nuovo che riesca a produrre testosterone invece delle misere puzzette che emette;
  • una libreria per tirare fuori i libri negli scatoloni da un anno e mezzo, li sento lamentarsi;
  • una casa sul mare per andarci quando ne ho voglia;
  • lo stipendio tutti i mesi che non mi sembra tanto un regalo, mi pare si chiami diritto;
  • il teletrasporto, per favore;
  • Ratzinger alla serata di natale di Muccassassina senza neanche doversi vestire da drag, che tanto non serve;
  • che le sigarette non mi facciano tossire che tanto di smettere non se ne parla;
  • l’emigrazione definitiva del mio colesterolo che mi ha un po’ rotto il cazzo;
  • una macchina nuova con lo stereo potentissimo da vera tamarra ispanica;
  • vincere al superenalotto e pagare il mutuo a tutti gli amici e poi tutti a festeggiare in micronesia;
  • una sexbuddy che è una comodità e un ottimo freno ormonale;
  • fottermene di tutto tranne che degli amici, perché non conta molto altro;
  • ricordarmi che esiste l’impegno sociale, che in questo periodo proprio…;
  • ubriacarmi senza stare male;
  • farmi le canne senza stare male.

Per ora mi pare abbastanza.

Stasera

21 Dicembre 2007 penelopebasta 1 commento

desert-landscape.jpgSoundtrack: Mehmet Ergin – Beyond the seven hills 

Stasera ho poco da dire. Mi pare di aver dato via un bel po’ di quello che stagnava.

Questo blog mi da una certa soddisfazione, devo dire. Non mi posso lamentare. E’ un pensiero, un passatempo, un modo per comunicare, un gran divertimento, un mezzo per capire.

Appena terminata cena con colleghi di Monterotondo e gran rilassatezza e ridere, ridere, ridere. Ho la sensazione di essere sulla via per trasformarmi in un cartone animato.

Mi hanno regalato un paio di calzettoni di spugna con le ditine. Fantastici.

Ho aperto anche una pagina myspace ma, inutile dirlo, non so proprio come si possa gestire. Troppe cose, mi annoia.

Ho consumato tutte le cartucce della mia ironia sapida e lepida alla cena e non mi viene un cazzo da dire.

Allora meglio lasciar perdere.

Le mie colleghe hanno imparato a distinguere le lesbiche a occhio. Gran risultato, sono una buona insegnante.

E le lesbiche sono dappertutto. Una piaga sociale…