![]()
Soundtrack: Tegan & Sara – Where does the good go
Ahhh, le lipstick.
Il sogno di ogni lesbica, il frutto del ramo più alto, le uniche che si possono presentare a mammà.
Mi necesse annunciare una new entry tra le lipstick del mondo. Si tratta della mia amica C** che, dopo anni passati a prendere la gente a capate, ad essere una vera-dura-e-vera-uoma, ad infrangere cuori come il peggiore dei bastardi, ha suggellato ieri il suo ingresso in società fungendo da modella in un servizio fotografico per una rivista di moda. La sua progressiva evoluzione da signora del camion a junior lipstick, l’aveva già vista indossare camicie di seta rosa con maniche a sbuffo e reggicalze.
Non c’è più religione.
Detto questo, possiamo passare alle lipstick nella loro essenza. Come detto la definizione “lipstick lesbian” – di chiara, deliziosa, origine statunitense – indica le lesbiche portatrici sane di ROSSETTO. Esse, infatti, non vanno da nessuna parte senza essersi preventivamente foderate le labbrucce con lo stick rouge. Non importa in quali condizioni sia il resto, il rossetto è irrinunciabile.
Portano anche i vestiti, preferibilmente, e le gonne. Si adornano con cappelli ma non variano moltissimo sui colori (il preferito resta il nero). Alternano stivali da vera signorinella ad anfibi del Military shop. Ma sempre con il rossetto.
Capelli lunghi o lunghissimi, selvaggi ma non troppo, stile sobrio, piccoli accessori lesbici, ma di classe: l’orologio di foggia maschile sarà un rolex, la fascia di cuoio al polso sostituita da un gioiello d’oro bianco (sempre una fascia è), il laccio al collo si evolve in una creazione orafa molto trend (tipo breill o similari). A volte orecchini, a volte no. Non sfacciata mostra delle proprie grazie, ma scollature castigate presenti.
Improvvise comparse di volant o strass possono stupire gli astanti.
Le lipstick sono le padrone del mondo lesbico e ne sono consapevoli. Godono dell’adorazione interessata delle “Ciro”, fanno innamorare pazzamente le Cripto, sono idolatrate e odiate dalle camion e amiche delle vintage.
Camminano in gruppo, orgogliosamente ex una dell’altra (per una sera o per 10 anni è uguale) e sono dotate di bodyguard.
Le bodyguard sono perlopiù lesbiche di altre categorie che, pur di essere al fianco delle lipstick, sono disposte anche solo a fare da guardaspalle e da spartineve per fendere la folla che si accalca loro intorno.
Quando un gruppo di lipstick entra in un locale, un brivido percorre la folla di anonimolesbiche ivi riunite.
“Eccole”, si sente mormorare.
Le lipstick non hanno mai un accendino, non ne hanno bisogno; hanno almeno tre spasimanti a testa e non lo ritengono disdicevole. Le lipstick non scopano, hanno delle “storie”. In periodi di magra pescano ovunque, anche tra le camion e, come già detto, negano fino alla morte. Ma ognuna di loro ha una camion nell’armadio.
Si interessano delle cose del mondo, parlano di politica e problemi etici, leggono di nascosto Legs Weaver, frequentano luoghi trendissimi e sono invitate a feste favolose.
Sono presentabili, piacevoli, fanno fare bella figura e non sono quasi mai ostili.
Sono comunque di base vintage, le nuove generazioni hanno infatti oltrepassato la fase rossetto per arrivare direttamente alla fase “zoccola stradale”, facendo così risultare le lipstick obsolete e incomplete.
Sono amiche di tutte, non negano una parola di conforto e di interesse a nessuno, ma in cuor loro sanno di essere al di sopra di tutte le altre. Si inchinano solo ed esclusivamente davanti alle Upper.
Essere adottate da una di loro, è un passaporto per l’immortalità.

23 Gennaio 2008 alle 12:51 AM
Sapevate poi che le lipstick si suddividono in lipstick orsetto e lipstick mistress? Si tratta di subspecie speculari, il cui unico comun denominatore è dato dall’aspetto, o meglio dall’aura. Non lasciamoci ingannare, tuttavia. Professoressa, perchè non ci aiuti tu a distinguerle?
23 Gennaio 2008 alle 8:00 AM
Ci sarà tempo e modo per parlarne, d’altra parte sono categorie sorprendenti. Le orsetto le conosco bene, sono sorelle delle vintage, le mistress necessitano, senza dubbio, di un serio approfondimento da parte mia.
23 Gennaio 2008 alle 8:03 AM
L’ultimo post è degno del Pulitzer… finalmente erano settimane che ne attendevo uno così
Oltre all’ulteriore approfondimento suggerito da Says, te ne chiedo uno io: ma le Upper sono delle Lipstick al top? risiedono sull’Olimpo, nell’Iperuranio? E, non per fare nomi, ma B* mi sembra proprio descritta a pennello (soprattutto per quanto riguarda la presenza delle body guards).
23 Gennaio 2008 alle 8:08 AM
Mercy, delle upper ho parlato in un post apposito. Esse sono international e non risiedono, si appoggiano temporaneamente.
23 Gennaio 2008 alle 8:30 AM
Tutto chiaro, l’ho appena letto è un post del 22 dicembre…
ma mica sei incazzata con me?
23 Gennaio 2008 alle 8:33 AM
io? e perché?
23 Gennaio 2008 alle 9:03 AM
Ok tutto a posto allora, semplice mania di persecuzione!
Credevo che fosse ancora calda la questione della censura… idiozie mie.
TVB, baci, baci, baci. ;-D
23 Gennaio 2008 alle 2:44 PM
In partenza come al solito, vorrei lasciare un commento fuori tema, e parlare del “Ti Voglio Bene”, meglio noto come TVB. Panacea o Placebo? Serve davvero a medicare ferite inguaribili, o ti dà l’illusione del benessere, un po’ come l’appoggiare i piedi per terra pochi attimi prima di morire? Si dice con facilità, si scrive rapidamente, si legge con compiaciuta sufficienza – sempre in forma di acronimo – si ascolta alla televisione, alla radio, a volte nelle canzoni, ma qui in forma estesa, con modulazioni più o meno accentuate delle vocali ed estensioni indefinite della “e” finale. La Ventura – con il robusto sostegno dei suoi ospiti/ascari – ne ha fatto un inno, ma anche la De Filippi credo abbia contribuito con entusiasmo, insieme, ovviamente, ai suoi ggiovani. Sana fratture verticali, è un sostituto moderno del giudizio di Dio: invece di camminare a piedi nudi sulla brace per dimostrare la tua “innocenza”, intona un convincente Ti Voglio Bene, oppure inserisci nello scarno testo di un SMS – ma lì, tra la consecutiva e la temporale, non altrove – una ghirlanda di maiuscoli TVB e tutto sarà come prima. Appunto, tutto sarà come prima: non è forse questo il problema?
23 Gennaio 2008 alle 3:25 PM
ti dico solo che non ho capito niente con tutti questi termini. sarà che sono fuori dal giro, ma proprio non vi seguo…ma poi perchè etichettare un genere di donna?sbaglio o è quello che vi da più fastidio?come essere etichettate lesbiche o gay!!! ma che vuol dire? proprio non capisco. vabbè non voglio criticare il tuo scritto, ma solo fare un’ osservazione!!!baci, baci
24 Gennaio 2008 alle 9:30 AM
Carissima,
io scrivo quello che penso… senza ragionarci troppo su!
Ho usato quell’acronimo perchè si trattava di un testo scritto in rete, non di un compito di italiano da presentare ad una profesoressa reazionaria. Non pensavo nè alla De Filippi nè alla Ventura; ciò che ti ho detto è vero. Mi era dispiaciuto per ciò che era successo un mese fa. Io non appartengo alla schiera dei tuoi amici più cari, ma tra i week end a Pescocostanzo, ad Assisi, ecc. ecc. conservo ricordi molto piacevoli…. io non volevo sanare proprio nulla, nè cadere “con i piedi per terra”.
Ma trovo un pò difficile comunicare con grande partecipazione emozionale rispettando, allo stesso tempo, un codice deontologico di scrittura.
Un bacio.
24 Gennaio 2008 alle 1:06 PM
…questo forum dovrebbe avere un moderatore….
24 Gennaio 2008 alle 2:47 PM
Santa pazienza.
25 Gennaio 2008 alle 8:59 AM
….ed io che vivevo nel mondo delle ampolle di vetro bianco dove ogni cosa era già predisposta e vista, dove il futuro non era altro che il passato ricomposto in base alle ere e alle mode. La scienza esatta, la ricca prospettiva della fantasia, il cuore, l’anima e l’ energia compressa nello stomaco non possono essere non mescolate, e le ampolle si colorano di rosa, di azzurro, di viola e lilla variegato, in un involucro a forma di lipstick e di camion e di vintage e di upper e di…ma odoratene le esalazioni, i fumi che evaporano nell’ aria ed attraversano i vostri polmoni, arrivano al sangue e alla mente e da essa in circolo nell’ energia vitale del mondo, l’ immaginazione verbalizza e resta muta.
I.